Diario di bordo del 27 giugno

“The Sun Always Shine on Tv” cantavano gli A-ha nel 1985; stavolta la metereologia ci assiste, e torniamo al Giardino Pubblico per vivere al meglio la terza serata di Maremetraggio 2010.
Come già annunciato, primi due giri di valzer per i cortometraggi “The Funk” di Cris Jones e “Wujek” di Macej Sznabel, originariamente previsti per sabato sera.
“The Funk” è un tragitto esistenziale in bianco e nero, sottolineato da un montaggio efficace e serrato.
Breve, incisivo ma non certo indolore nel suo inesorabile dipanarsi.
La sintassi di “Wujek” di Macej Sznabel si colloca senza dubbi nell’alveo dell’incubo di animazione; Edgar Allan Poe diceva che tutte le fiabe partono dal sepolcro: questo lavoro gli dà pienamente ragione.
Si torna poi alla programmazione normale con “Andong” di Rommel Tolentino (Filippine) che situa un bambino piccolissimo ma consapevole nel duro mondo del denaro e delle leggi della compravendita.
Arriva poi “Logorama” (Francia) del trio Alaux-De Crecy-Houplain: si tratta della città-cartoon dove tutto può succedere! Indiavolata satira di certo mondo americano se non addirittura californiano dove la legge del buy or die regna sovrana.
Si rientra sul suolo italico per “Fisico da spiaggia” di Edoardo De Angelis, cinque minuti goliardici e cristallizzati in un ambiente acquatico.
Avanti poi con “Got Und Die Welt” di Giulia Ocker (Germania) firmataria di un simpatico cortometraggio a tema religioso, nelle modalità del disegno animato.
Giunge dalla coppia Bruno e Fabrizio Urso il film “Luigi Indelicato”, davvero un gran bell’esercizio di drammaturgia: malavita e percorsi umani affilati come lame.
La serata prosegue con “Diploma” della giovane cineasta israeliana Yaelle Kajam; ritratto di due personaggi sul sentiero della vita, fratello e sorella contro le difficoltà del mondo.
Un po’ di sana ironia sulla sessuologia viene fornita dal nostro Francesco Costantini autore de “Il Metodo Proitzer” che gioca con piglio sardonico sui luoghi comuni della coppia.
“KJFC #5” di Alexey Alekssev dura soltanto due minuti ed è un sillabario animato con irresistibili animali alle prese con una jam session ululante.
Il medioriente non smette di ispirare autori e sceneggiatori: “Six And Half Minutes in Tel Aviv” di Mirey Brantz è uno short movie quasi muto dal simbolico significato urbano.
Plauso per la giovane regista.
“Voyages D’Affaires” di Sean Ellis è un’opera francese che parla di commessi viaggiatori e camere d’albergo; la ricerca di soddisfazioni erotiche sarà confutata da un clamoroso colpo gobbo del destino.
“Formic” (Germania) del duo Kaelin-Wittman è sfrecciante come il tema che affronta: lo skate.
“Day Before Yesterday” della canadese Patricia Chica recupera il fil rouge di un passato doloroso; la protagonista si presenta sotto mentite spoglie, ma i ricordi hanno il brutto vizio di tornare come certi armadi che è meglio non riaprire.
Di nuovo in Italia, durante le battute finali della serata, per “U Su” di Mimmo Mancini, quasi un mini road movie che sfrutta gli idiomi del sud, i giochi verbali, il sole accecante per una cartolina pugliese dal risvolto sociale.
Il sipario azzurro si congeda poi dal suo pubblico con “Fever” di George Bougioukos che inizia con una maldestra rapina in farmacia e prosegue nei territori dell’apologo suburbano; il paese di provenienza è la Grecia.
Per la serata di domenica è veramente tutto, appuntamento a lunedì sera, che la proiezione continui!

Riccardo Visintin

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