Diario di bordo di venerdì 26 giugno 2009

Debutto da… thriller meteorologico per Maremetraggio 2009. Fino all’ultimo Giove Pluvio gioca con gli spettatori, ma poi li grazia ed eccoci al Giardino Pubblico, come da motto: “The Short Must Go On”.

Poco prima, al cinema Ariston, Maddalena Mayneri e Chiara Valenti Omero avevano tagliato metaforicamente il nastro della rassegna. Proiezioni a tamburo battente, perché il cinema è carburante da accelerazione cardiaca.
Parte l’Italia con “Basette” di Gabriele Mainetti, spassosa parodia del gangster-movie, con Valerio Mastandrea nei panni di un “Lupin”all’italiana; gustoso il repechage, in flashback, dell’infanzia dell’antieroe.

”Rybka” di Sergei Ryabov preme l’inesausto pedale della poesia per un corto d’animazione ricco di animali ed allegorie naif.

“Meseld El” di Andras Salamon, sgombera il campo da ogni tentazione proto-fantastica: qui, signori, si parla di guerra e di orrore bellico. Come in “Samarcanda” di Roberto Vecchioni, il destino ritorna se ha deciso di ritornare. E’ un corto ungherese. Lancinante il bianco e nero da cinegiornale.

Arcano, forse gotico, senz’altro nordico, “High Hopes” (Finlandia), di Mazdak Nassir rievoca sulle gracili spalle di un bambino la leggenda di Icaro, che per primo osò volare.

“Clacson”, di Takehito Kuroha, italiano con pseudonimo jap, è un apologo metropolitano sul caos del macrocosmo occidentale.

E’ inglese, invece, la regista Sarah Cox, che nel suo “Don’t Let It All Unravel” propone un piccolo corso accelerato di taglio e cucito.

“Francois” di Dario Gorini e Iacopo Zanon, racconta la ricerca dell’anima gemella al tavolo di un ristorante. Tredici minuti surreali.

“La Theorie Des Ensembles” è uno scioglilingua per immagini d’animazione: dietro la macchina da presa il trio Hamon – Damourettes – Eka. Manualità da Oscar.

“Le Jour De Gloire” è francese e illustra ancora una volta le lame acuminate della guerra; grazie a un sapiente lavoro d’animazione, tutto si plasma in un corpus funebre.

Alfonso Postiglione, viso già noto per gli spettatori affezionati di Maremetraggio, stavolta è regista per “Uno Scippo”, altra dimostrazione che il gioco di ruoli bambino-adulto, sapientemente composto, suscita sempre una notevole corposità emotiva.

“Thanks” nasce nella fredda e austera Islanda, e inquadra il più grottesco incidente d’auto dai tempi del racconto “La Panne” di Durrenmatt.
Il giovane danese Jesper Maintz firma “501” dove un gioco ludico nasconde sotto il mantello un enigma inquietante.

“Paseo” dello spagnolo Serrano, prevede un sillabario sentimentale per attempati principianti.
Ancora avanti, verso il rush finale: “Rutina” appartiene al giovane Suda Sanchez, e trasuda lirismo spagnolo e fatalismo.

A ruota, seconda tranche iberica, stavolta ad appannaggio di una giovane regista, per la roulette infinita degli incontri – anche ironici – al centro di “Dolores”: dirige Manuela Moreno.

“La Grande Menzogna” è firmato Carmen Giardina e verrà apprezzato da qualsiasi cinefilo, visto che narra l’ipotetico (o no?) incontro tra Bette Davis e la nostra Anna Magnani.

Il corto è ironico e presenta scambi irresistibili tra la cultura partenopea e quella un po’ becera e radical chic della vecchia Hollywood.

Il congedo della serata è fornito da “John And Karen” di Matthew Walker: deliziosa trasposizione animale, dei cliché di un rapporto di coppia alle prese con le piccole-grandi beghe quotidiane.

Appuntamento a sabato sera.
Riccardo Visintin

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