“Diario di Bordo” della serata pre Festival

ANTEPRIMA D’AUTORE A MAREMETRAGGIO 2005: IL CASO MASSIMO CARLOTTO
Le acque stavolta sono scure, torbide, minacciose: sono le correnti nere e terrificanti di un reale dramma italiano: il tunnel dell’angoscia del Caso Massimo Carlotto.

Nell’Italia degli anni ’70 , plumbea e disordinata, scossa da fremiti sociali che più avanti diverranno terremoti, la cronaca nera ebbe di che scrivere quando un giovane qualunque venne coinvolto nell’omicidio di una dirimpettaia.
Si parlò di complotto politico , di manovre occulte, di Servizi deviati; ognuno costruì la sua piramide di illazioni omettendo il tragico senso di una vicenda umana, privata, psicologica.
Sorretto da un filo narrativo d’acciaio, teso fino allo spasimo, il lungometraggio di Andrea Manni “Il fuggiasco” ripercorre con dolorosa lucidità quei terribili itinerari di paura e di morte.
Mai retorico né didascalico, è un lavoro asciutto e pungente che bene si coagula anche con i nostri tempi attuali, segnati da un caos di fondo, da una perdita di lucidità che in molti si ostinano a chiamare depressione.
Oggi Massimo Carlotto è uno scrittore affermato, la sua vena narrativa nervosa e tesa fa proseliti tra gli amanti del genere “giallo”, insomma è tornato il sereno (inaspettatamente) nella vita di un uomo provato da un’odissea giudiziaria allucinante.
Quasi a cauterizzare le ferite degli anni che furono, oggi Massimo Carlotto fa i conti con il proprio passato prima di affrontare il futuro.
Significativo (e non comune) che lo strumento di questa purificazione sia il cinema. Una sorta di seduta psicanalitica aperta a tutti, senza il rovello ossessionante del giudizio e della critica.
Un elemento aggiunto – in chiave vincente- del film e l’estrema capacità di innestare nello spettatore il minaccioso senso di provvisorietà, di sicurezza, di urgenza di fuga insomma: a chi scrive è tornata in mente per associazione d’idee la bellissima sequenza d’apertura del film di Tinto Brass “Col cuore in gola” (1967): sette minuti di fuga (e di inseguimento) di altissima qualità cinematografica.
Appuntamento a venerdì primo luglio, per il varo della nave di Maremetraggio 2005, con un doppio, emozionante momento d’incontro: la mostra (sede preposta: Palazzo Costanzi) dedicata a Giuseppe Tornatore e il debutto vero e proprio della kermesse, davanti al megaschermo del Giardino Pubblico, alle ore 21.00
Riccardo Visintin

 

 

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