DIARIO DI BORDO DI VENERDI’ 29 GIUGNO

METTI UN PO’ D’AZZURRO NEL TUO BICCHIERE !
Una struttura bianchissima, un sole costante e forte, una Piazza S.Antonio colorata dal ricco popolo di passanti del venerdì pomeriggio: ecco lo scenario dell’inaugurazione ufficiale di Maremetraggio 2007.
Andata ” in onda ” appunto venerdì 29 giugno dalle ore 18.30, l’anteprima ha registrato tantissime presenze sotto il tendone, brindisi a ripetizione fino quasi all’ora di cena, ed in un soffio è già ora di posizionarsi al Giardino Pubblico.
L’inizio delle ricchissima serata è all’insegna del divertimento tutto italiano: prima il cortometraggio d’animazione del giovane Andrea Andolina ( un amico di Maremetraggio ), serve a scaldare gli animi e tra l’altro si avvale della voce narrante di un grande attore come Omero Antonutti, e di un piccolo grande genio dell’operetta come Riccardo Peroni.
Già protagonista la scorsa edizione del corto ” Buongiorno ” torna a Trieste l’irresistibile Domenico Lannutti dalla mimica inconfondibile; l’occasione è propizia per presentare gli altri due corti che compongono una trilogia diretta da Melo Prino, vale a dire ” Buonasera ” e ” Buonanotte “.
Approdiamo in territorio estero con il corto ” 37 Ohne Zwiebeln ” del tedesco Andrè Erkau: partendo dal presupposto che la clessidra del tempo può anche perdere la sanità mentale, eccone applicato un esempio nel mondo impiegatizio; Surreale e non comune la regia.
A metà tra i graffiti metropolitani e la satira di costume si situa il corto inglese ” City Paradise ” della giovane autrice Gaelle Denis: funambolico e visivamente spettacolare.
Di tutt’altra matrice la piccola parabola fantascientifica del norvegese Bobbie Peers: narrà con stile a metà tra l’ironico e il partecipe una strana storia di stivali gravitazionali; azzeccata la scena in cui il giovane regista rifà il verso allo Stanley Kubrick di Full Metal Jacket.
Menzione particolare per il poetico e romantico corto francese ” Chahut ” di Gilles Cuvelier, che racconta con toni lievi le peripezie d’una povera ” maschera ” abbandonata sola a carnevale.
Una metafora sulla vecchiaia e sull’esistenza che porta a scelte estreme è spunto fondante del mini film svedese ” En God Dag ” di Per Hanefjord, capace anche di momenti di pura suspance.
Il sogno di Icaro è sempre stato quello di volare: nella coproduzione franco-canadese ” Historia tragica com final feliz ” si racconta tramite l’animazione di una tenerissima ragazza uccello; dirige di nuovo una donna, la giovane Regina Pessoa.
Aperto ad ogni considerazione il cortometraggio ” Nasja ” di Guillermo Rios Bordon, proveniente dal lontanissimo, adirittura dalle Isole Canarie.Controversa è la materia cha parla di diritti negati alle donne e di infibulazione, a tratti affiora la retorica anche se probabilmente in buona fede.
Il tema degli extracomunitari e del loro rapporto con la religione prende corpo nel cortometraggio ” Zacaria ” diretto a quattro mani da Gianluca e Massimiliano De Serio: un modo quasi minimalista di spiegare quello che in occidente è difficilmente spiegabile.
Si torna a tematiche senz’altro più leggere con ” Dreams And Desires ” di Joanna Quinn, che posiziona una telecamera sulla schiena di un cane che ne combinerà di tutti i colori.
Temi scottanti come l’identità infantile e quella adulta e la pedofilia sono invece materia per ” Compito in Classe ” di Daniele Cascella che in chiave anticonsolatoria racconta una storia di soltudini appuntamento a domani per le prossime ricche proiezioni!
Riccardo Visintin

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