DIARIO DI BORDO DI VENERDI’ 27 GIUGNO

Pensare all'Europa: a vele spiegate, senza preconcetti, desiderosi di vivere un'esperienza inedita con lo spirito pioniere dei cercatori d'oro. Questa è la filosofia di Maremetraggio 2008, il Festival del cortometraggio e delle opere prime giunto alla nona edizione stavolta incentrato non solo sul cinema proveniente dalla Romania. Dopo la retrospettiva dedicata a Margherita Buy e l'eccellente presa popolare della tradizionale conferenza stampa, venerdì 27 giugno sono ufficialmente iniziati i “lavori di celluloide” al cinema Ariston; doppio appuntamento quindi con “Romanian Event”, due veri e propri film di cinquanta minuti l'uno, vale a dire: “Nute supara, Dar” di Adina Pintilie e “Dumnezeu la saxofon, dracu la vioara” di Alexandra Gulea. Rientranti nel progetto “Cinema e Psichiatria”, i film sono stati presentati dal direttore artistico di Maremetraggio Chiara Valenti Omero e da Annamaria Percavassi, presidente di Alpe Adria Cinema. Come opportunamente sottolineato, è la prima volta che queste due importanti realtà artistiche collaborano, con felice e propositiva sinergia.

A seguire, l'attesa serata di debutto al Giardino Pubblico, un vero e proprio tuffo a più riprese nella cinematografia dell'Est Europeo. Ancora “Romanian Event”, quindi partendo da “Megatron” di Marian Crisan, ritratto di un bambino bisognoso della presenza paterna, un apologo dove soffia il vento triste degli affetti negati.”Lampa cu caciula” di Radu Jude è tenero e virulento insieme: nell'era di internet c'è chi si accontenta ancora di un vecchio televisore; il tema della povertà psicologica e materiale è ben delineato.”Carne” di Miruna Boruzescu parla di viscere, di organismi, di mutazioni: David Cronemberg docet!”Povara umbrei” è pura delizia d'animazione, ma attenzione! Il tema è l'uomo e la sua consapevolezza di essere tale (dirige Dragos Iuga). La dura realtà della metropoli ci viene sbattuta in faccia senza retorica in “Vineri in jur de 11” di Julia Rugina: una donna dietro la macchina da presa per una gelida tragedia al femminile.Seconda parte di serata dedicata alla Sezione CEI: microstorie assortite per altrettanti micropianeti tutti da esplorare.Fuoco alle polveri con “Csapas” del giovane Declan Hannigan, corto ungherese che satireggia sul consumismo con gagliarda ironia. L'affresco suburbano di “5 ani sau 5 minute?” di Alecsandru Andrei Nastoiu è forse incompiuto ma sincero; altro “point de vue” per “Covjek Koji je Smrskao Kip” della cineasta croata Justina Kosir: animazione ancestrale, arcana, d'impianto favolistico, insomma, una scommessa riuscita. “Waiting room” del serbo Luka Uzelac è il più “politico” dei corti visionati finora, sferzante nel raccontare le attese (disattese?) del popolo serbo.”Alter ego” di Kuba Gryglicky ci presenta a cartoni animati le peripezie di un mostro a là Quasimodo, tenero e solitario nella sua torre d'avorio: il minifilm allude alla trasformazione.”Boxing Paradise” di Stefano Quaglia (cortometraggio battente bandiera italiana) ci introduce nel mondo della boxe, ma la chiave di lettura è onirica, parossistica, survoltata.”Emily Winter” è un graziosissimo gioiello di animazione dedicato al pianeta-infanzia, dirige una fanciulla austriaca: Manu Molin. Ancora surrealismo e disegni animati per la slovacca Michaela Copikova: una storia di coppia che è anche stilizzato balletto di sentimenti.Scaletta filmica qualitativamente in salire con lo spassoso “Plastic man” del bulgaro Yordan Bankov: un manichino e i suoi sogni di gloria. “Plastic People” proviene dalla Repubblica Ceca ed è un'irriverente satira animata del mondo della chirurgia plastica: dirige Pavel Koutsky, con piglio scanzonato.La neve, affascinante e simbolica, fa da sfondo naturale alla beffarda avventura dei tre uomini protagonisti di “Sasa, grisa si ion” del moldavo Igor Cobileanski, che dimostra non banale senso del raccontare.”The last day” dal canto suo, posiziona la macchina da presa proprio nello sguardo smarrito di un tacchino: eccolo, con tanti altri consanguinei, attendere una sorte tapina.Ancora il mondo animale come soggetto narrativo per “To fly?” di di Svetlana Topor, il più documentaristico e “naturalista” dei cortometraggi della serata.Appuntamento a sabato, per un nuovo, ricco viaggio multimediale.
Riccardo Visintin

 

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