Diario di bordo di sabato 1 luglio

DI ANIME , DI ANIMAZIONE, DI ANIMALITA’
Sabato, finalmente! Giorno dal respiro più lungo, dai passi più lenti, dal battito vitale più umano; per lo staff di Maremetraggio (citiamo finalmente le bellissime hostess, costantemente sorridenti e disponibili verso il pubblico) è stato un sabato campale.
 

Si parte dalla presentazione a cura della Fondazione Rossellini delle iniziative legate al Centenario della nascita del regista suddetto; pubblico attento nonostante il nubifragio di pochi minuti prima, e partecipe alla narrazione del prof. Pamini, vera e propria lanterna per i viandanti tra i vari pannelli della mostra.
L’incertezza meteorologica domina la seconda parte del pomeriggio del primo giorno di luglio, ma attenzione è un falso allarme: la sera saremo tutti di nuovo al giardino pubblico per le consuete proiezioni.
Partenza al cardiopalma con il primo cortometraggio in scaletta “Prostasia” di Christos Nikoleris: una vicenda livida, violenta, addirittura devastante per l’aggressività della messa in scena, che chiama poi nel finale il Fato come agente risolutore.
Batte la doppia bandiera norvegese e canadese il secondo cortometraggio “Gjennom mine tikke briller” di Pjotr Sapegin straordinario gioco d’animazione che merita più di una nota.
Vi è tutta la vita di un uomo anziano, un nonno che nel continuo gesto di infilare il cappello alla nipotina dissimula in qualche modo un passaggio del testimone tra generazioni; straordinario, perennemente in bilico tra la poesia e l’ironia.
“Morgenshwarm” del tedesco Thomas Fröhlich sembra invece tradurre in immagini il vecchio adagio “la vita è l’arte dell’incontro”; lo sperimenta quotidianamente un mite impiegato alla fermata del tram, che dopo parecchie delusioni forse commuoverà Cupido…
Il cinema di animazione è sempre una corsa ad ostacoli: chi la supera può a buon titolo dire di conoscere bene il Cinema; “Fraulein Gertie” della coppia Lavinia Chianello e Tomas Creus rientra in quella categoria di film che sono un piacere per gli occhi.
Intelligente e sarcastico, gioca la carta dell’umorismo macabro provocando in platea sentiti applausi finali.
Si torna in Italia con il cortometraggio “Punto di vista” di Michele Banzato che inscena un surreale gioco verbale su un tema caro a chiunque abbia avuto una gioventù: una scrivania di legno scuro, un docente severo e maldisposto, una “vittima sacrificale”.
Peccato che le cose non sono proprio come appaiono…
Un tema delicato e controverso come l’erotismo viene affrontato dal giovanissimo Fabio Mollo (proveniente dal Centro Sperimentale di Cinematografia) con semplicità e senza quella retorica che è sempre in agguato in operazioni di questo genere.
Conclusione di nuovo divertente per “Snooper” di Ilir Kaso che vede protagonista un simpatico “verme animato” alle prese con un problema vecchio come il mondo: la gestione del tempo e la possibilità di fermarlo; anche qui la grafica illumina un lavoro in punta di penna.
Come di consueto la seconda parte della serata è stata dedicata ad un lungometraggio italiano, nello specifico tu devi essere il lupo di Vittorio Moroni.
E’ un film senz’altro incompleto per quanto riguarda la costruzione della sceneggiatura che alterna momenti intensi ad altri inutilmente interlocutori; buona viceversa la direzione degli attori, giovani ma consapevoli ed alle prese con dei ruoli senz’altro spigolosi.
Si tratta di una giovane produzione italiana comunque da salvare, considerando l’attenzione che i nuovi autori osservano nei confronti del vivere personale e collettivo.
Immuni da una pioggia che ci ha risparmiati, speriamo di avere altrettanta fortuna domenica sera.
di Riccardo Visintin
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