Rolando Ravello a Maremetraggio

Jimmy Milanese (JM): Siamo con Rolando Ravello, magnifico interprete di ”Ogni volta che te ne vai” e interprete di un ruolo particolare, ovvero un musicista perennemente arrabbiato, deluso dalla vita… Ma ti appartiene veramente questa descrizione, sei così anche nella tua vita?

Rolando Ravello a Maremetraggio
intervista a cura di Jimmy Milanese

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ravello2.jpgJimmy Milanese (JM): Siamo con Rolando Ravello, magnifico interprete di ''Ogni volta che te ne vai'' e interprete di un ruolo particolare, ovvero un musicista perennemente arrabbiato, deluso dalla vita… Ma ti appartiene veramente questa descrizione, sei così anche nella tua vita?

Rolando Ravello (RR): No, nella vita, grazie a Dio non sono così. Scintilla sì, vive un incubo perché sognerebbe di suonare heavy metal, anche delle magliette che vanno in quella direzione, e invece si ritrova in un batterista di liscio, che non credo che per uno che vuole suonare rock pesante sia il massimo della vita… Però è uno strano, uno matto che alla fine trova un senso anche in questo… tanto la sua vita è Irene che è la donna di cui è innamorato, e che alla fine si farà suora e quindi il film è inutile che ve lo andate a vedere tanto il film non è più in sala….

JM: Nel personaggio di Scintilla non si riesce bene a capire se la vena comica o quella drammatica deve prevalere ad un certo punto. Ti senti più di aver interpretato un ruolo comico o un ruolo drammatico?

RR: No, non ci faccio mai caso, nel senso che quando interpreto un personaggio alla fine devo essere solo aderente al personaggio e al film, che è la cosa più importante, cercare di incastonarlo nel progetto di cui si fa parte. Se pensi di fare o il comico o il drammatico è la volta in cui non ci riesci per cui… No, non ci ho pensato assolutamente.

JM: Parlavi prima di un provino drammatico, però…

RR: Il provino è stato terribile, giuro, ancora oggi non ho capito perché… ma qualche motivo c'è… Penso di aver fatto il provino più brutto della mia vita, mi è preso un attacco d'ansia che poi ansia io non ce l'ho mai avuta, forse era proprio panico, ero zuppo completamente come se mi avesse passato sotto un roto-wash prima di mettermi davanti alla cinepresa. Ne ho fatti due di provini così devastanti, nonostante questo, Cocchi per pietà mi ha preso e nelle prove a Rimini ho continuato a dare ragione ai provini, cioè proprio non c'era verso… facevo gli affari miei… intimorito da una parte… poi invece una volta che si va sul set e si batte il primo ciak la vita cambia… Perché è bello.

JM: Quindi tu non hai esperienza con la musica, non hai mai suonato uno strumento musicale?

ravello1.jpgRR: Suonavo la batteria quando ero bambino, bambino intendo quattordici quindici anni, solo che mi arrivavano le telefonate dal palazzo di fronte perché io smettessi, davo fastidio. Purtroppo non avevo i soldi per affittarmi un garage e non potevo quindi mettermi a suonare per i fatti miei, quindi la batteria è finita lì… l'ho ripresa in mano per questo film, ad agosto di un anno fa, mi sono chiuso in casa per un mese insieme ad un mio amico che poi era il mio compagno di banco, che invece è diventato batterista… Mi sono messo con lui, in un mese l'ho ripresa in mano, cercando di imitare uno che suona la batteria, perché non si può dire che io la sappia suonare.

JM: E quindi al tempo hai abbandonato la batteria e ti sei messo davanti alla macchina da presa. Come è iniziata questa avventura?

RR: Non posso dire per caso perché è una “fissa” che ho sempre avuto fin da bambino. Appena finita la scuola, finito il Liceo, mi sono iscritto ad una scuola di recitazione, intanto però mi sono dovuto iscrivere a Economia e Commercio perché altrimenti mio padre non mi dava i soldi che servivano per la scuola di recitazione. Poi invece lì ho preso la borsa di studio, l'Università l'ho lasciata, ho continuato… ed eccomi qua!

JM: E quando sei di fronte alla macchina da presa tu ti senti più un attore che recita o partecipi emotivamente con i tuoi sentimenti?

RR: Non c'è una regola, ogni caso è diverso, è una cosa bellissima che si rinnova di volta in volta, sia davanti alla macchina da presa sia davanti al pubblico, in sala o in teatro. E' una magia, che stranamente, di anno in anno, non diminuisce, anzi aumenta. Pensavo che con gli anni potesse passare invece è una passione che si rinnova e diventa sempre più forte.

JM: Tu sai che dal pubblico sei percepito più che altro come attore comico?

RR: Relativamente poi… Perché, sai, io ho fatto della roba drammaticissima e per i film di Scola…

JM: Ecco qui volevo arrivare, come emerge questo tuo aspetto drammatico, e cosa ti piace della recitazione drammatica rispetto a quella comica?

RR: Quella drammatica è sempre ritenuta quella un po' più alta intellettualmente, molto spesso poi non è così… Mi piacciono tutte e due, ho la fortuna di riuscire a praticarle entrambe. Scola è stato il primo che ha iniziato a farmi fare parti drammatiche perché io fino al film di Scola facevo solo parti comiche, in teatro, in televisione. Da Scola in poi: parti drammatiche, con “Almost Blu”, film che ho fatto tre quattro anni fa, non mi ricordo più, facevo il serial killer, una roba drammaticissima quella… hanno tutte e due pari dignità, se fatte con passione.

JM: Qual è la parte di un film che hai visto nel corso della tua vita che ti sarebbe piaciuto recitare?

RR: Ce ne sono diverse… Si parte dagli albori del cinema, dalle cose con cui sei cresciuto da Taxi Driver ad arrivare a film più vicini a noi… Ce ne sono talmente tante…

JM: Che cosa hai in mente di fare quindi? C'è insomma qualcosa che bolle in pentola?

RR: Uscirà, credo prima della fine del 2005, una cosa per la televisione, una cosa sulle BR in due puntate per Canale 5 e questa è una cosa che ho finito di girare… Mi piacerebbe continuare di cercare di fare roba di qualità, che non è una cosa così scontata perché il cinema in questo momento quasi non c'è più, proprio si è bloccato, quasi fermato e speriamo che adesso hanno cambiato la legge del cinema, perché con questa legge attuale non si riesce a farlo ripartire… speriamo che nei prossimi due anni la macchina in qualche modo si rimetta in moto perché c'è tanta gente che sta a casa, anche addetti ai lavori, macchinisti, elettricisti che non hanno più lavoro ed è una brutta situazione. In televisione fare roba di qualità è praticamente impossibile, nel senso che di fiction di qualità se ne fanno pochissime e quindi devi avere anche la fortuna di farne parte, spero di riuscire di fare roba che mi appaghi. Che sarebbe già un grande successo.

JM: Ti ringraziamo, noi rimaniamo con questo dubbio: se tu sia un attore comico o drammatico…

RR: Fai un passo indietro, fatti rimanere il dubbio che io sia un attore, che non è detto io sia nemmeno quello.

JM: E’ proprio quello che ti auguriamo: che questo dubbio tu lo risolva mai, perché la bravura di un attore è proprio quella di non essere niente e di essere tutto.

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