Diario di Bordo – Day 05


Straordinaria, incredibile capacità del Cinema… afferra mente e corpo senza possibilità di scampo, ci trasporta in castelli di zucchero filato o dentro paludi tropicali da incubo tribale.
Gioca, in definitiva , con il subconscio di tutti noi, complici e muti partecipanti al Grande Rito.
Serata davvero molto calda in Piazza Verdi, ventagli color vermiglio in azione e bottigliette d’acqua fresca sulle labbra vinte dall’arsura.
Le proiezioni iniziano all’insegna dell’adorazione sportiva più disarmante, quella che sopporta prove fisiche massacranti e lacrime disperate.
DEAR BASKETBALL dello statunitense Dien Keane si concentra su questo argomento, ma come spesso accade sussiste un sottotesto che apre altri cancelli narrativi.
Molta suspense e recondite atmosfere nel seguente AUDIOPHILE firmato Emanuele Biasiol; un uomo insegue una voce femminile nel perimetro del suo caseggiato, ma la fonte del suono – o del rumore – o della frequenza sembra sfuggire, negarsi, intingere nell’inchiostro simpatico la propria identità…
Passano sullo schermo, poi, le tenere ed agresti immagini del cortometraggio d’animazione AU REVOIR BALTHAZAR. Siamo di fronte ad un lavoro svizzero quasi debitore a Milne ed al suo orsacchiotto Winnie The Pooh, soprattutto nel tratteggio partecipe degli animali , in questo caso un adorabile spaventapasseri. Dirige Rafael Sommerhalder.
SALTA arriva dal Venezuela, sembrerebbe a tutta prima una semplice storia di formazione , invece a sgorgare sono gli immensi gorghi dei sentimenti femminili, copiosi e inarrestabili. Dirige una lei, la sensibile ed accorta Marianne Amelinckx.
ISOS IMAI EGÓ ci viene invece consegnato, versione celluloide, dal regista Dimitris Simou, un sogno ad occhi aperti che parla di un nonno e di un nipote, del loro rapporto quasi gemellare e simbiotico. Fa capolino una non – rassegnazione alla fine, di pregevole fattura.
Gustiamo poi, con totale e divertita partecipazione, il sogno cinematografico dei due improbabili film maker al centro di CANI DI RAZZA, diretto da Riccardo Antonaroli e Matteo Nicoletta.
Un lavoro perfido e caustico, che oltre a satireggiare Cinecittà ed i suoi miti di cartapesta introduce con misura il tema della disabilità in un contesto da commedia rosa.
Tutt’altra materia è quella composta dal belga Nicolas Fang, autore con YIN di un mondo in bianco e nero d’animazione popolato da mostri, ove un certo gusto per la mitologia diventa cifra descrittiva. Bello ed evocativo.
Un plauso speciale per il termometro drammatico – decisamente puntato verso alte temperature di PANGREH del regista indonesiano Harvan Augustriansyah. In un deserto di fuoco una compagine di disperati lotta ripetutamente, trascinata da una parte e dall’altra da due altrettanto disperati autisti. Violenza e passione, nel medesimo bicchiere.
Uno spazio aperto e vagamente inquietante – il terminal 4 dell’aeroporto di Madrid – fa da location alla solitudine ed ai giochi labirintici dell’inconscio di NO – ESPACIO diretto da Julia Mas Alcaraz, che sembra omaggiare Peter Weir e le sue dimensioni claustrofobiche.
212 prende invece in esame quello spicchio di umanità senile che raccoglie dentro sé tutte le fragilità del mondo. Una casa di riposo, un decesso improvviso, le reazioni a volte incomprensibili e ridicole di fronte alla morte. Regia di Boaz Frankel.
Poi, per forza di cose, tutto deve tornare come prima…
Conclusione molto più leggera con il cartoon FLOWER FOUND! Presentato da Jorn Leeuwerink, racconto di tanti simpatici animaletti in spedizione tra i boschi. La loro ricerca di un agognato fiore si concluderà in una beffarda, macabra maniera.
Biondissime e probabilmente straniere, alcune ragazze bevono un cocktail compiaciute, una serata al cinema è anche questo…
Appuntamento a mercoledì sera!