Diario di Bordo – Day 03


Veloce come una freccia siderale, SHORTS INTERNATIONAL FILM FESTIVAL prosegue il suo percorso multimediale tra belle proiezioni ed altrettanto emozionanti momenti di approfondimento. Stiamo vivendo una curiosa, eccentrica estate che scioglie il vento caldo in rovesci acquatici improvvisi, uno scenario in continua evoluzione.
Stavolta le proiezioni si svolgono al chiuso, proprio per le ragioni sopra elencate.
Eccoci dunque al Teatro Miela , poltroncine rosse come le guance tonalità mela degli spettatori accaldati.

L’ufologia, che straordinaria passione… vere e proprie corporazioni di individui nel mondo nutrono una fede cieca nei confronti di tale misteriosa materia. ALONE, NATURALLY della regista spagnola Elena Miravitles ironizza con sagacia su alieni e speranze umane nei loro confronti , ed il pubblico sedotto dalla colorata ironia, si concede una lunga risata liberatoria.
Ancora ilarità a piene mani con le tribolazioni canore del simpaticissimo zingaro protagonista di RINGO ROCKET STAR AND HIS SONG FOR YURI GAGARIN , firmato dalla coppia Nujens – Bassi. Geniale nella ricostruzione grottesca di un ambiente nomade tendente al kitsch, il cortometraggio si avvale di un baffuto, irresistibile eroe naif.
Ambiente clericale silente, un monastero tutto al femminile dove anche un normale pranzo tra consorelle può nascondere divertenti sorprese. Succede in ARTEM SILENDI del francese Frank Yahau , sette minuti peccaminosi.
Veramente ammirevole, per forza evocativa ed originalità del soggetto, il seguente HOISSURU del film maker spagnolo Armand Rovira. Una ragazza, perseguitata da un costante dolore uditivo, una vera e propria frequenza sonora nella testa, analizza scientificamente l’origine del male, ed è un vero e proprio tunnel esistenziale che si dipana davanti a noi.
L’atmosfera collettiva si ricolloca su modalità più rilassate grazie a CATHERINE proveniente dal Belgio e diretto da Britt Raes. Si tratta della beffarda storia di una bambina che porta sfortuna a tutti gli animali domestici che possiede.
Un cortometraggio d’animazione, dove si ride e si rimane ammaliati da momenti di celeste poesia. Umorismo nero di marca francese, invece, con la strana vicenda in ambiente chiuso pensata da Sacho Barbin per il suo ORDALIE : il sapore del delitto e dell’espiazione, una elegante mistery tale. Francamente spassosa, come la consumazione di un buon bicchiere di Barbera quando se ne ha la voglia, la storia della mucca irremovibile ,nel tinello domestico di una famiglia che abita al quattordicesimo piano.
Il pubblico ride ininterrottamente, segno che MILK di Daria Vlasova ha colpito nel segno.
Conclusione all’insegna del più stretto rigore formale grazie a LA GABBIA della nostra Caterina Ferrari , cupa vicenda di combattimenti corpo a corpo , di pugni e di umiliazione.
Dietro a questa storia , c’è una convincente riflessione sulla compagine umana, cruda e toccante.
Ventitrè e cinquanta precise, fuori non piove ma qualcuno si attarda a dialogare, a prolungare attraverso il dialogo questa magia chiamata cinema.
Appuntamento a Lunedì sera.