DIARIO DI BORDO DI MARTEDì 1 LUGLIO 2008

“Sei dunque tu quel dorso che si piega
e si prostra al peso dell’umiltàdorso tremante striato di rossoche acconsente alla frusta sulle vie del sud”(dalla poesia “Africa” di Ndjok Ngana, poeta camerunese residente a Roma)
 
Succede di pensare all’Africa, e a tutti gli altri posti del mondo dove risiede il popolo nero. Continente di sabbie remote, soprusi, ancestrali riti che continuano ad impressionare l’Occidente che, attonito, contempla. Succede anche, di trovare insperati fiori nascosti nella polvere, proprio per questo ancora più belli da cogliere. Amanda Sandrelli e Blas Roca Rey, (coppia artistica e sentimentale) sono stati gli ospiti di martedì mattina al Maremetraggio Village, e grazie alla loro estrema disponibilità la conversazione si è presto spostata dal cinema all’impegno sociale. Realizzatrice del bellissimo documentario “Piedi x terra” che narra del suo viaggio attraverso i malati per andare a trovare un ragazzo da lei adottato a distanza, Amanda Sandrelli ha parlato di solidarietà e di politica, infervorandosi nella discussione non meno del consorte Blas Roca Rey.
Serata al cinema Ariston, poi, per gustare le delizie cinematografiche selezionate dal Clermont Ferrand Festival. Datato 1984, “E’ pericoloso sporgersi” è un lancinante cortometraggio belga sulla follia e sulla realtà, con esasperazioni visive di marca felliniana e un funereo senso di morte e ineluttabilità. Poesia rarefatta ed un tempo quasi “sospeso” per “Eternelles” di Erick Zonca, dove un giovane muratore legatissimo alla nonna vive l’imminente perdita della medesima tra conflitti con il padre e prime volte amorose tratteggiato a tinte tenui, il minifilm ha la grazia non invasiva dei film di Eric Rohmer. Poco più che uno sberleffo è il grottesco “Gisele Kerosene” di Jan Kounen, dove tre rumorose streghe motorizzate si inseguono in un delirio metropolitano. Piombiamo poi in un mondo fatto di fango, pioggia e degrado sociale mediante “Fridge” di Peter Mullan: è una produzione inglese che narra le peripezie di due alcolisti, i quali salvano un ragazzino rinchiuso in un frigorifero; il teppista che è reso colpevole della bravata si redimerà partecipando al salvataggio.

La “notte di stelle di celluloide” al Giardino Pubblico” ci ha riservato la sorpresa di un “pienone” che conferma l’attenzione nei confronti di Maremetraggio. Parte l’Italia con il corto “Uova” di Alessandro Celli, riflessione sulla quotidianità condotta in maniera imperfetta; da rilevare però il bel viso espressivo di Marta Mangiucca. Proviene dalla Spagna il delicato intreccio sentimentale pensato da Lino Escalera per “Elena Quiere”: più che l’afflitta poetica dell’assunto, funziona –cinematograficamente parlando- la coppia Marta Belenguer-Victor Clavjo. Non raggiunge del tutto il bersaglio nemmeno “La leçon de Danse” del francese Philippe Prouff, esercizio troppo calligrafico anche nei suoi intenti parodistici. Rientrante in una ormai smisurata corrente, la satira made in sud ideata da Michele Bia per “Meridionali senza filtro” può contare sulla straordinaria espressività dei protagonisti Franco Ferrante e Nicola Giustino, due fratelli impegnati in un rissoso duello verbale “on the road”, ai danni del padre cardiopatico. Ancora sentimenti alla graticola per Jose Mari Goenaga ed il suo “Sintonia” dove via etere si dipana un minuetto romantico dal finale “aperto”. Il paese di produzione è nuovamente la Spagna. Stupefacente per armonia pittorica e gotica reminiscenza, il cortometraggio “Violeta, la pescadora del mar Negro” (a doppia firma: Marc Riba – Anna Solanas) è animazione in bilico tra horror e fiaba, di nuovo ad opera di autori iberici. Misterioso ed inquietante come “Picnic ad hanging rock” di Peter Weir, il cortometraggio norvegese “Tommy” di Ole Giaever, getta un ponte tra thrilling e farsa, confermando il vecchio adagio secondo cui il passato ritorna, spesso per fare del male. “Primavera” di Marco Danieli è a sua volta un cupo racconto di solitudine e di malattia (plauso a Nanni Candelari, anziano protagonista) dove ci sono però spiragli di luce. Produce il nostro centro sperimentale di cinematografia. Idea geniale quella al centro di “Drake” del giovane austriaco Christoph Rainer: si possono “bloccare” gli elementi naturali per marmorizzarli attraverso la macchina fotografica? Bello e originale…”Valuri” del rumeno Adrian Sitaru è un’agghiacciante avventura balneare, che parte come racconto sociale e approda (è il termine giusto…) nelle bighe della tragedia. Infine, proprio in conda, i due cortometraggi forse più rappresentativi della serata: “Le petit Martin” della francese Violaine Bellet è ancora una volta un commosso e partecipato spaccato del mondo infantile: un bambino, i suoi piccoli grandi desideri, un palloncino che lo porterà fin sopra le nuvole. Infine “Outsourcing” di Markus Dietrich, prevede una mamma attonita, travolta da una famiglia parossistica (la sua) che temporaneamente la “licenzia” per ottimizzare il budget interno: ironia a piene mani dalla Germania. Appuntamento a mercoledì sera.
Riccardo Visintin
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