Diario di bordo – Day 03

Il dolcissimo ed appassionante miele delle visioni cinematografiche di stasera reca con sé una punta di amaro: ci ha lasciato Paolo Villaggio, molto più di una maschera tragicomica del nostro Cinema. Oltre alle ben note performances fantozziane, ci piace ricordarlo in un film poco conosciuto e bellissimo diretto e interpretato da Vittorio Gassman, vale a dire SENZA FAMIGLIA NULLATENENTI CERCANO AFFETTO (1971).

Dal palcoscenico del nostro Festival compare un omaggio filmato al grande attore ricordato anche con belle parole da Chiara Valenti Omero.

Siamo sempre sull’orlo di un torrente d’acqua minacciato dal cielo, ma a parte qualche goccia sparsa la clessidra segnala sabbia positiva.

Eccoci negli ambienti di cemento e di pietra dove si svolge la vicenda femminile pensata da Carlo Sironi per VALPARAISO; una storia di maternità travagliata vissuta attraverso gli occhi disincantati di una donna che ha visto solo il lato peggiore della vita. Finale brusco ed aperto, perché in certi contesti l’imprevisto drammatico è sempre in agguato.

Restiamo ancora sul suolo italiano con i surreali ed iperrealistici 14 minuti di DJINN TONIC di Domenico Guidetti; si tratta di una quantomeno improbabile vicenda di desideri e di geni della lampada, sorretta da una gustosa caratterizzazione di Francesco Pannofino.

Meraviglie della tecnica cinematografica! Ripresa in campo lungo, la vicenda lussureggiante di verde e di montagne voluta da Adrian Geyer in TISURE antepone il dècor ai personaggi che infatti rimangono sullo sfondo. Questo non impedisce al regista di raccontare parimenti una vicenda di fattura psicologica.    

Equivoci sentimentali e di identità sotto la spuma colorata della prima infanzia; CANDIE BOY dell’autrice Arianna Del Grosso ci presenta due giovani genitori alle prese con il proprio figlioletto ed una bambola tutta rosa intinta di sorprese.

Avanti ancora con la metafora cronologica del cortometraggio polacco THE CLOCK IS TICKING di Marcin Zbyszynski; per colpa di un misterioso fenomeno, la nostra quotidianità viene messa in ghiacciaia, tutto si cristallizza e i soggetti umani vivono in perenne stand-by.

Torniamo in territorio italiano con VALZER diretto dalla coppia Mastromauro – Porzio; siamo difronte ad una complicata realtà da accettare, nel contesto di un amore tutto al femminile che si ostina a forzare i grimaldelli del consueto.

Si misura, invece, con degli esercizi di tratteggio scenografico il regista americano Kurtis Hough; il suo PAINTED HILLS narra appunto di vette e di affascinanti piramidi shakerando il tutto in una disinvolta materia post-moderna.

Sono innumerevoli le maniere di raccontare la Fiaba ed il Mistero, quel sottile confine in fondo irresistibile dove l’incanto si trasforma in spavento; UNA AVENTURA DE MIEDO della cineasta Cristina Vilches è un cortometraggio d’animazione riccamente illustrato, con il gusto di una notte magica che si consuma solo per noi.

Ancora animazione robotica e quasi fantascientifica, senza dimenticare un connotato poetico con il mobilissimo punto rosso inventato da Motahareh Ahmadpour per il suo REDPOINT, uno scarlatto proiettile che alla fine troverà una collocazione d’amore.

BALCONY del britannico Toby Fell Holden accelera sul pedale della brutalità narrativa, raccontandoci una storia senza consolazione dove una giovane immigrata va incontro ad un destino ineluttabile, per quei terribili equivoci che avvolgono il nostro quotidiano. Politica, amore e denuncia sociale in un lampo solo.

Siamo poi stralunati ma appagati ospiti della discoteca metaforica creata dallo statunitense Derek O’Dell con AEON; un vero e proprio fuoco d’artificio di scintille, fuochi elettronici, rimbalzi visivi, schegge di luce stroboscopica, tutta materia visiva modulata mirabilmente dal regista.

Batte doppia bandiera (Francia e Belgio) la vicenda folkloristica di LE PLOMBIER della coppia Rossi – Sèron; una satira arguta del doppiaggio cinematografico, sorprendente per le reiterate gag sonore e visive che schiantano di risate lo spettatore in platea.

Come sempre i sogni son desideri, e rappresentano anche i tunnel d’uscita di un vissuto sempre troppo esigente e spietato nei confronti dei propri interlocutori; le vie di fuga passano anche per le sale di una strana associazione che sembra vivere sul desiderio onirico degli esseri umani. Tutto questo succede in DREAMS ON SALE di Vlad Buzaianu.

A tutti noi capita quotidianamente di starnutire ma questo gesto semplice e innocentemente familiare fornisce a Kim Jung Hyun lo spunto testuale per il suo velocissimo minuto di cinema intitolato HOOTCHU.

Una piccola stella filante che illumina lo schermo e altrettanto velocemente scompare mentre la brezza marina che ben conosciamo sancisce la conclusione di una soiree vincente per impatto comunicativo.

Vestita di un bellissimo azzurro, la nostra Vittoria Rusalen coordina come solo lei sa fare: è una delle presenze care e indispensabili del nostro Festival che via via menzioneremo nelle successive tappe di questo diario.

Appuntamento a martedì sera, e come diceva il ragionier Fantozzi…si facci festa!

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 Riccardo Visintin

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