Diario di bordo del 2 luglio

Posizionati al centro di Piazza Unità d’Italia, gli ombrelloni biancoazzurri rimandano alla mente i colori di Maremetraggio; si tratta di un’installazione dell’artista e regista Giampaolo Talani.

Disponibile ed umano, Talani è stato uno dei tanti incontri della vorticosa giornata di venerdì; suoi anche i poetici minifilm “Rosa dei venti” che hanno aperto ogni serata del Festival ed allietati dalla presenza del funambolico “Trio Marelli”.
Caldo ogni oltre umana sopportazione, perfino la pioggia che ad un certo punto ha sorpreso i presenti non porta alcun refrigerio; per fortuna la grande emozione cinematografica collettiva fa dimenticare ogni sforzo fisico.
Atteso dai moltissimi appassionati di Cinema e preannunciato dalla Retrospettiva al Teatro Miela, Sergio Rubini accoglie il suo pubblico ed il pubblico accoglie lui: con la medesima naturalezza.
Totalmente al di fuori dagli atteggiamenti divistici, Sergio ha raccontato una piccola parte della sua lunga avventura, da quando Federico Fellini lo volle per “Intervista”, senza che l’attore pugliese avesse la benchè minima speranza di essere reclutato.
Coordinato da Maurizio Di Rienzo, l’incontro è da scrivere tra i momenti migliori di Maremetraggio, non solo in riferimento a questa undicesima edizione.
Mentre un inaspettato arcobaleno ridisegna la volta celeste, arriva anche Veronica Pivetti ed è subito un tourbillon di strette di mano, battute e momenti di improvvisata e spontanea comunicazione.
Giovanni Ianesich è una figura ormai familiare a Maremetraggio, ed anche quest’ultima serata vede la sua presenza come ragguardevole presentatore; palpabile l’emozione al Cinema Estivo Giardino Pubblico, per l’ultima serata dedicata ai cortometraggi.
Parte proprio Veronica Pivetti con il suo debutto nella regia: “Qui giace” come già ribadito è uno straordinario confetto al pepe che ironizza su cimiteri e tradimenti.
Veronica è presente ellè meme ed insieme a Chiara Valenti Omero conquista gli ospiti con la sua verve spumeggiante; la sua presenza era all’interno dell’Evento Speciale.
All’improvviso arriva anche Sergio Rubini, accolto di nuovo da una standing ovation quasi commovente; lui stesso esordisce con una battuta fulminante: “siete così tanti… ma siete veri o sono semplicemente sagome di cartone?”
Doppio regalo, visto che dopo la sua presenza arriva lo straordinario cortometraggio “Sputo” di Umberto Marino: se qualcuno avesse dei dubbi sulla caratura interpretativa di Rubini, ecco la straordinaria caratterizzazione di un clochard a smentirli una volta per sempre.
Quindi, spazio aperto alla lunga rassegna di cortometraggi giunta al suo apogeo.
Partenza in gran spolvero con il recupero di alcuni cortometraggi previsti per sabato sera; inizia l’Italia con “Autovelox” di Gianluca Ansanelli, premiato nella sezione “Oltre il muro” dagli ospiti della Casa Circondariale di Trieste.
Spassosi, sanguigni otto minuti di satira sul mondo delle multe automobilistiche.
Con piacere visioniamo nuovamente “Le genre humain” di Patrick Bossard, che giovedì sera era stato afflitto da inconvenienti tecnici.
Si tratta del piccolo racconto di un gruppo di persone al bar che scopriranno l’unione attraverso i cori collettivi.
“TV” di Andrea Zaccariello ha uno straordinario merito: quello di costruire una tensione narrativa lodevole nel racconto a due incentrato su di un’agenzia di recupero crediti.
Ancora avanti con “Lights” di Giulio Ricciarelli che ricorda certe surreali commedie del primo Pupi Avati ed è gustoso nella sua ironia nei confronti delle Istituzioni; produce la Nakedeye Prodution.
A seguire “Garbage Angels” di Pierre Trudeau, che sembra il velodromo del Cinema di animazione, con oggetti tra i più disparati che si sbizzarriscono con le possibilità della cinetica.
Si prosegue con il film di Guido Tortorella “Cronaca di un rapimento”: talmente coinvolgente da suscitare continue risate tra il pubblico; difficile non divertirsi di fronte ad una famiglia pasticciona che sfrutta l’abilità con la videocamera del primogenito per imbastire un clamoroso ricatto.
Menzione d’onore per una brava attrice come Patrizia Loreti, che fa piacere rivedere e che ricordiamo in tanto pregevole teatro e cabaret dagli anni Ottanta.
Dai tempi di Francois Truffaut e del suo “I 400 colpi”, l’analisi del mondo infantile ha sempre rappresentato una miniera per gli autori; ne prende atto compiutamente lo spagnolo Sergio Barrejon nel suo “El Encargado”.
Il custode del titolo ha nove anni e deve sorvegliare i compagni più indisciplinati; c’è una sorpresa finale che si aggiunge a quella di vedere degli interpreti così giovani e bravi.
Altissimo livello tecnico e letterario per l’apologo privato “Stiller see” della tedesca Lena Liberta: la casa sul lago al centro della vicenda diventa il luogo simbolico dove un padre poco presente deve far fronte a situazioni pesanti come massi.
E’ di nuovo Spagna con “Socarrat” di David Moreno Perèz, ancora introspezione di matrice psicoanalitica ed un giovane protagonista dal talento naturalistico.
Francesco Prisco, regista di “Fuori uso”, vince una sfida difficile: quella di concretizzare una storia apparentemente assurda; al centro uno straordinario Gianmarco Tognazzi sempre più in crescita come interprete.
Non dimenticheremo questo introverso venditore di polizze che dai bagni degli Autogrill fa nascere un’ossessione d’amore.
Quasi un omaggio cinefilo al film “Quarto potere” di Orson Welles è il corto “Citizen versus Kane” del francese Shaun Severi che contempla uno straordinario e scarmigliato David Sterne.
Ipotesi quasi jettatoria sugli asservimenti della multimedialità.
Sperando nella clemenza della metereologia, appuntamento a sabato per le cerimonie delle premiazioni. Citando Sir Alfred Hitchcock “il Cinema è la vita senza i momenti morti”.

Riccardo Visintin

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