Diario di bordo 6 luglio

PRIGIONIERI (E OSPITI) DELL’OCEANO

Nel film avventuroso e spettacolare Abissi (the Deep 1977) di Peter Yates, una rissosa coppia composta da Nick Nolte e Jaqueline Bisset provava a più riprese la conquista di un tesoro sommerso. Più che per il plot abbastanza convenzionale, il film viene ricordato per la colonna sonora cantata da Donna Summer e per le splendide riprese subacquee.
Anche lì, come quasi sempre si è contemporaneamente privilegiati e schiavizzati dal fascino del Mare.
Molti nasi puntati al cielo già da inizio serata al giardino pubblico: memori della troppa acqua immagazzinata la sera precedente, gli spettatori stavolta sono muniti di uno o più ombrelli colorati.
Partenza  come meglio non si potrebbe grazie ad Andrea Zaccariello ed al suo CAFFE’ CAPO; siamo di fronte ad una storia surreale e notturna ambientata in un autogrill. Il tutto diventa occasione per uno splendido one man show offerto da Gianni Cavina, indimenticabile sottovalutato protagonista di tanti film di Pupi  Avati, “la Casa dalle finestre che ridono” e “Regalo di Natale” in testa.
In piena cultura voyeuristica, di intercettazioni e vita privata continuamente violentata, il francese Cedric Prevost ha totale diritto di parola per il suo CATHARSIS. Qui un regista/sceneggiatore letteralmente confonde i confini tra realtà e fantasia; a suo modo è una fiaba inquietante sulla recitazione e gli attori.
Una situazione quotidiana e banale come la presenza su di un tram accade a tutti in tutti i posti del mondo; sta poi alla vecchia fatidica variabile impazzita a sovvertire l’ordine morale e sociale delle cose. Forse è in questi momenti che la mente spazia libera come accade in CONNECT del britannico Samuel Abrahams.
Ormai ogni edizione di Maremetraggio ci riserva dei pregevoli lavori di animazione, anche al sottoscritto è capitato di aspettarli con trepidazione o di sentirsene chiedere la presenza nel programma. Senz’altro nessuno è rimasto deluso dal pervicace criceto innamorato protagonista di BOB dei tedeschi Jacob Frey e Harry Fast: purtroppo le sue aspettative sentimentali saranno clamorosamente eluse tra le risate totali.
Chiunque si sia avvicinato alla storia del balletto classico, ricorda la violenta e romantica vicenda di Rudolf Nureyev scappato dalle steppe russe per diventare un etoile di calibro internazionale. Non è dissimile la materia narrativa preparata dal georgiano Tornike Bziava per APRILIS SUSHKI, dove l’arte cauterizza la violenza militare.
Relax e distensione totale viceversa, per l’apprezzato THE CEMETERY CLUB di Yitz Brilliant, dove un anziano e simpatico trapassato è costretto a barcamenarsi tra mille peripezie per evitare che la petulante moglie gli sia accanto anche nella sua fase ultraterrena. Venti minuti pieni di consapevole ironia.
Non del tutto focalizzata la storia corale alla base di OLI’S WEDDING del rumeno Tudor Cristian Jurgiu, dove si parla di matrimoni, riunioni conviviali, ma in una certa misura soprattutto di solitudine, di come i mezzi di comunicazione a volte sopravanzino le istanze umane; produce la Libra Film.
La cinematografia che racconta la Guerra può contare oramai su di una sterminata messe di titoli; ognuno latitudine è stata coperta, grazie a mille e mille visioni abbiamo capito molto di più sull’argomento. Lo spagnolo Antonio Palomino Rodríguez con il suo EL AMBIDIESTRO ci porta in piena guerra civile spagnola, ma si tratta soprattutto di una vicenda privata psicologica.
Il cinema francese può contare su degli autentici mostri sacri della recitazione, attori che con la loro sola presenza riempiono lo schermo; Jean Rochefort è uno di questi, e la sua caratterizzazione di un eremita-violinista, che ha trovato approdo su di un tetto newyorkese, è semplicemente superlativa. Completano il tutto un meditato uso della colonna sonora e la poesia delle immagini. Titolo e autore: LE JOUEUR DE CITERNES di Emmanuel Gorinstein.
Torniamo ad uno scenario italiano con IL DONO DEI MAGI di Tommaso De Micheli, che ritrova la solitudine disperata e pure speranzosa di certi racconti di Cesare Pavese, anche se il contesto è suburbano. Vicenda desolata e a suo modo romantica, di negazione e rivalsa sulla medesima.
Chiude la lunga serata il cortometraggio rumeno MUZICA ÎN SÂNGE di Alexandru Mavrodineanu: la cinematografia dell’est europeo non rinuncia quasi mai alla fusione straordinariamente efficace tra i connotati sociali e la Musica che per loro è rossa come la passione, a volte porpora come il sangue. Anche quando se ne fa uso caricaturale l’operazione resta attendibile.
Mentre il ricco pubblico guadagna l’uscita con i vestiti perfettamente asciutti, vi diamo appuntamento a giovedì sera per una delle fasi più salienti del festival.
Momenti di confronto e comunicazione da non perdere anche al Hotel Savoia Excelsior Palace, dove giovedì pomeriggio alle 17.30 sarà presentato tramite conferenza stampa e annesso incontro il premio internazionale per la sceneggiatura MATTADOR.

Riccardo Visintin

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