Diario di bordo del 29 giugno

”Il Mare D’Inverno” è una bellissima canzone di Enrico Ruggeri sul senso delle cose perdute.
Noi il mare lo viviamo d’estate, a Maremetraggio, e l’unica malinconia se vogliamo aggangiarci al poetico cantautore, è di non poter fermare certi attimi impagabili e certe visioni.
Neppure un alito di vento al Giardino Pubblico, qualche saluto assortito ed è già tempo di altri tre corti previsti per la serata di sabato sera.
“In Herbst Kein Lied” di Karsten Pruhl (Germania) riassume in sè tutto il terrore della guerra, filtrato il coraggio e l’abnegazione infantile; un lavoro di altissimo lirismo chiaramente apprezzato dal pubblico.
“Wind Chimes” (Israele) di Orr Schulman rammenta certe conchiglie verbali di Erik Rohmer, mai completamente svelate.
Sensazioni del tutto differenti per la regista norvegese Edvard Granum Dillner che presenta dei pinguini d’animazione alle prese con il surriscaldamento.
Torniamo a casa nostra con “Mille giorni di Vito” di Elisabetta Pandiniglio, sul tema aspro dei figli dei detenuti; un lavoro forse anche scomodo, nervoso, ossessivo: come si addice ad una storia di privazioni.
Registro senz’altro piu’ scanzonato per “5 Recuerdos” della coppia femminile messicana Alcaine-Marquez: un film che scoperchia il vaso di pandora della memoria di un viaggio quasi ancestrale.
“Chicory ‘n Coffee” dello sloveno Dusan Kastelic è una squisita torta d’animazione, evocante ed allegorica: vecchie case, vecchie nenie, vestigia del passato che tornano a galla come se nulla fosse successo.
“Jade” di Daniel Elliott (Inghilterra) ci riporta a quel filone mai esaurito della disamina del mondo adolescenziale, in questo caso femminile; piu’ che di recitazione parleremmo di silenzi e quindi di assenza della medesima, ma va benissimo ed è un gran bel vedere.
“Las Pelotas” di Chris Niemeyer non è soltanto un portrait irridente dal mondo del calcio, ma anche una grottesca satira di paternità condivisa.
Dalla Bulgaria ampiamente presente quest’anno a Maremetraggio arriva “Three Sisters and Andrey” di Boris Despodov ed Andrey Paounov, che dal racconto di Cechov “Le Tre Sorelle” parte per un viaggio strano e rumoroso tra insetti molesti ed innesti tecnologici.
“Zand” di Joost Van Ginkel si colloca -a parere ovviamente di scrive- come il piu’ poetico cortometraggio della serata.
Una straordinaria storia di legami tra un padre e una figlioletta. Generosissimo riscontro del pubblico.
“La Historia De Siempre” di Josè Luis Montesinos (Spagna) vede il protagonista di una crisi matrimoniale condividere il suo dramma con tutti i passeggeri della metropolitana; attenzione alla sorpresa finale che capovolge tutto.
Ancora animazioni di qualità con il quadretto ittico di “Fishing With Sam” di Atle S. Blakseth, autrice norvegese impagabile nel ritrarre orsi e pinguini in azione.
“#7” del duo Solana-Artabe è uno spaccato storico e simbolico, che dal 1805 ci porta… ad un ospedale psichiatrico, poiché è tutta una pantomima dagli ospiti del medesimo.
Ultima ondata di cinema con “Everyday is not the Same”, sulle contingenze del destino in un intreccio che ricorda il regista messicano Inarritu ed i suoi origami interpersonali.
Appuntamento a mercoledì sera, mentre si entra nelle fasi centrali del Festival.

Riccardo Visintin

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