DIARIO DI BORDO DI LUNEDI’ 2 LUGLIO

IL DIZIONARIO AZZURRO DEI SENTIMENTI
Il primo week-end di Maremetraggio 2007 ci ha lasciato piacevolmente senza fiato!
Incontri, proiezioni ed eventi si sono susseguiti a tamburo battente, mentre il pubblico triestino ha dimostrato ancora una volta la propria inequivocabile voglia di cinema….
Lunedì mattina al Maremetraggio Village è arrivata un’ospite femminile preziosa: Mariantonia Avati, regista dello struggente “Per non dimenticarti”, film corale sul senso della maternità e sui mille anfratti psicologici ad essa annessi; la pellicola – che ha fatto versare più di qualche sincera lacrima in platea domenica sera – è stata raccontata dalla sua autrice con semplicità anche attraverso gli aneddoti produttivi.
Moderatore dell’evento, il lucido ed ironico Filippo Mazzarella.
Un cielo minacciosamente plumbeo ha preannunciato l’irreparabile: la calda pioggia di luglio ha significato il classico cambio di sede per la serata, convogliata al cinema Excelsior.
Pubblico divertito e partecipe per il lungo tuffo nel passato che ha rinverdito, con ampi materiali d’epoca, gli anni gloriosi di Carosello; personaggi amatissimi dal pubblico dell’epoca e comunque rimasti nell’immaginario collettivo, da Raimondo Vianello a Sandra Mondaini, a Lina Volonghi hanno insegnato anche ai più giovani il senso di un mondo attoriale ormai scomparso.
Una breve pausa e poi via con la lunghissima, altisonante sequela di cortometraggi da tutto il mondo: particolarmente crudele nella sua genialità il lavoro d’animazione organizzato da Run Wrake per il suo “Rabbit” che conferma la tesi di Franz Kafka secondo la quale tutte le fiabe sono crudeli ed intinte nel sangue.
Una strampalata e tragicomica squadra di calcio è protagonista del corto spagnolo “Maxima Pena” di Juanjo Gimenez Pena: certo il nevrotico allenatore non è meglio di loro, visto che omette il funerale del padre per seguire le sorti della sua improbabile Armata Brancaleone.
Veramente deliziosa la serata romantica pensata dalla francese Cecil Vernant per i tredici ed oltre minuti del suo “Le diner”: un racconto sintomatico dei rapporti di coppia e degli annessi malintesi.
Di nuovo nei sentieri irrequieti del cinema di animazione per il corto belga “Le portefeuille” di Vincent Bierrewaerts, dove l’occasionale ritrovamento di un portafoglio è pretesto narrativo per una piccola favola stilizzata.
Menzione particolare per il sogno-incubo quasi psichedelico pensato da Jan Koester per il suo “Our man in Nirvana”: un cartone animato trasformato in vero e proprio “trip” inerente la vita delle rockstar.
Il particolare occhio cinematografico surreale e grottesco tipico di certo cinema iberico rivive in “Cuadrilatero” di Josè Carlos Ruiz, ma stavolta tutto è inserito in una chiave sentimentale e romantica.
Mai come in questa edizione di Maremetraggio ci sono stati numerosi cortometraggi dedicati al tema della integrazione razziale, o meglio della sua negazione; per il regista di origine svedese Cameron B. Alyasin la materia va però inserita in uno specifico contesto privato e psicologico.
Titolo del lavoro, molto apprezzato dal pubblico in sala, è “Aldrig en absolution”.
Per il suo percorso filmico a base di intrecci sentimentali, il regista svedese Jonas Odell ha scelto dei protagonisti che non hanno né volto né corpo; apprendiamo solo di loro le età anagrafiche ed il diverso approccio nei confronti della fatidica “prima volta”: succede in “Aldrig som forsta gangen!”.
Una figlia disperata intrisa di altrettanto disperato amore nei confronti del padre squilibrato è plausibile protagonista del lavoro francese “Comment on freine dans une descente?”; si tratta di una delle opere meglio recitate e sceneggiate tra quelle in cartellone quest’anno.
Il senso di desolazione e di solitudine viene restituito con lodevole capacità narrativa.
Quasi un’allucinazione bellica, sormontata da un’angoscia senza freni è il fiore all’occhiello del cortometraggio ungherese “Elobb – Utobb”, dove la macchina del tempo viene usata con fini terrificanti e non tali comunque da risolvere il dilemma atavico del rapporto tra l’uomo e la guerra.
Appuntamento a martedì…. Sperando nella clemenza dei rubinetti del cielo!

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