20° ShorTSIFF – Diario di bordo del 5 luglio 2019

Amici e compagni di viaggio, parte seconda; una compagine umana irrinunciabile, persone veramente dedite alla causa che tutti avrete visto correre, perché la velocità è indispensabile in queste occasioni.

Sono un coppia di origine argentina, Jorge Mochut e Luciana Faino, deliziosi nei modi ed efficacissimi come testimoni fotografici del nostro Festival.

L’organizzazione generale è curata da ragazze che hanno una precisione svizzera ma una grazia e una gentilezza di stampo orientale, vale a dire Giulia Resi e Manuela Marchesan.

Bionda, giovane e sorridente Beatrice Donda è responsabile della produzione insieme a Caterina Omero e Francesco di Martino, altri tre insostituibili ingranaggi di questo complesso sistema che chiamiamo Festival.

Ancora un duo tutto al femminile che provvede a qualsivoglia aspetto della comunicazione: Ilaria di Milla e Deborah Macchiavelli, sempre molto disponibili.

Della nostra presentatrice ufficiale Zita Fusco abbiamo tante volte parlato: è un piacere ritrovarla sempre bella e spumeggiante con quella naturalezza che la contraddistingue.

Come già evidenziato altrove non c’è arte senza supporto tecnico: Paolo Venier, responsabile delle proiezioni al Teatro Miela, si avvale di due valenti assistenti: Daniele Marzona e Francesco Sacchi.

Per rispetto alla regola del non c’è due senza tre, vi racconteremo degli altri protagonisti della kermesse nel prossimo diario di bordo.

Serata affollatissima in piazza Verdi, è alla ribalta un protagonista del nuovo cinema italiano di soli 18 anni, Francesco Di Napoli.

Va a lui il PREMIO PROSPETTIVA, come più che plausibile protagonista della pellicola LA PARANZA DEI BAMBINI di Claudio Giovannesi. Visibilmente emozionato il giovane interprete sale sul palcoscenico accompagnato dalle bellissime parole di stima a cura di Chiara Valenti Omero e Maurizio di Rienzo. Sorpresa nella sorpresa un video messaggio del regista Claudio Giovannesi che ribadisce l’estremo impegno profuso da Francesco al suo debutto davanti alla macchina da presa.

In men che non si dica è tempo di cortometraggi.

Ci immergiamo in un’atmosfera demenziale e fortemente caustica grazie FINO ALLA FINE di Giovanni Dota. Siamo davanti a una parodia dei riti mafiosi, un’autentica bomba al vetriolo che sorride di temi pesanti come macigni.

INANIMATE di Lucia Bulgheroni, che rimanda un po’ al racconto di Pirandello Il treno ha fischiato, ci mostra una protagonista in fuga dal caos.

Buona anche la descrizione degli ambienti reali e psicologici proposta da Charles Williams con il suo ALL THESE CREATURES, parabola triste di un padre di famiglia di colore che perde goccia a goccia la sua sanità mentale. A farne le spese è anche suo figlio, un ragazzo adolescente che non si rassegna a vedere il padre inebetito davanti allo schermo televisivo o perso in deliranti dialoghi notturni.

Vero e proprio film-maker abituato a curare ogni mattone del proprio edificio artistico Michele Bernardi firma un’opera che merita attenzione intitolata MERCURIO. Bernardi, molto conosciuto nell’ambiente del fumetto e dell’animazione Made in Italy, ci presenta una storia di guerra e di ricordi adolescenziali; se da bambini la bicicletta era il nostro strumento ludico, dice l’autore, poi una volta cresciuti può essere strumento di salvezza in un funerale dei giorni sereni.

BUTTERFLY di Gianluca Mangiasciutti è un malizioso e, a suo modo erotico, percorso attraverso le relazioni adolescenziali, dove però il “seduttore” è lei, con tutto il carico di dolci e perfide provocazioni.

Deve aver tenuto conto del capolavoro di George A. Romero La citta verrà distrutta all’alba il regista francese Just Philippot. Il suo incubo ACID racconta la disperata corsa di un padre e di una madre per salvare il loro figlio dalla morte.

Restiamo in tema di incubi con NIGHTMARE di Ana Maria Angel, deluderemo i fan perché non c’è il vecchio Freddy Kruger, sostituito da un simpatico insetto. Grandioso viver lo vediamo comodamente posizionato sul suo giaciglio a vantare le sue prodezze come un qualunque umano, sette minuti per un cartoon squisito.

RAPAZ ci riporta subito ad un contesto metropolitano freddo e senza speranza, il furto di un cellulare scatena reazioni violente, se non addirittura bestiali, fornendoci un ritratto allucinate della società odierna. Dirige Felipe Galvez, autore cileno.

Chiunque resterebbe atterrito visitando la dimora del protagonista di SLUGGISH LIFE di Mohsen Mehri Daruei regista iraniano. Metafora della solitudine dove le uova rappresentano un sistema di difesa divenuto prigione.

Una casa di produzione dal nome simpatico Baburka Production ci presenta il cortometraggio inconsueto del nostro Valerio Burli chiamato FREDDO DENTRO, una storia che sfrutta la location alberghiera cara a certo cinema introspettivo e ne rimanda echi e bagliori.

Direttamente dal molo audace giungono alcune risate: sono ragazzi e ragazze, turisti stranieri, a piedi nudi e in costume, reduci dal bagno di mezzanotte; li accompagna la nostra invidia per il ristoro ma, parlando delle proiezioni appena concluse, ci viene spontaneo esclamare: cosa vi siete persi!

Appuntamento a sabato per la cerimonia delle premiazioni e mille altre sorprese.

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