Passato prossimo

Passato Prossimo é la storia di cinque amici che si incontrano in due momenti diversi della loro vita, in una villa di campagna. Un fine settimana estivo e uno invernale si intrecciano con una serie di flashback, che raccontano il passato (in estate) e il presente (in inverno) dei cinque amici…

 

Regia: Maria Sole Tognazzi
Sceneggiatura: Daniele Prato – Maria Sole Tognazzi
Fotografia: Giulio Pietromarchi
Musica: Andrea Guerra
Cast: P. Cortellesi, V. Cervi, C. Santamaria, I. Oliva, C. Gioe’
Formato: 35 Mm.
Durata: 90′
Produzione: Medusa Film – Seal Production
Distribuzione: Medusa Film

BIOGRAFIA
Maria Sole Tognazzi inizia la sua attività cinematografica in qualità di assistente e poi di aiuto regista. Parallelamente inizia a girare come regista alcuni back-stage e video clip, fra gli ultimi: L’Eccezione di Carmen Consoli. E’ assistente alla regia e aiuto alla regia in diverse opere cinematografiche. Con C’ero anch’io vince un “Globo d’oro” come miglior cortometraggio. Ha scritto il soggetto e successivamente la sceneggiatura del film Passato prossimo realizzato nel 2002 nelle sale a marzo 2003.

SINOSSI
Passato Prossimo é la storia di cinque amici che si incontrano in due momenti diversi della loro vita, in una villa di campagna. Un fine settimana estivo e uno invernale si intrecciano con una serie di flashback, che raccontano il passato (in estate) e il presente (in inverno) dei cinque amici: Claudia, Andrea, Edoardo, Carola e Gianmaria. Attraverso il confronto tra i protagonisti, reso possibile dalla convivenza in un luogo per loro assai significativo, i sogni e le aspettative si confondono con i ricordi legati alle giornate passate nella casa. Una serie di eventi renderà particolarmente determinante questo fine settimana per la vita di ognuno di loro. Una storia di amici che da anni si conoscono, da anni si frequentano, da anni si interrogano e, convocati con urgenza da Claudia arrivano all’appuntamento carichi di tutti i loro quotidiani problemi.
Passato Prossimo rappresenta, metaforicamente, la fine di qualcosa, un passaggio. I protagonisti avranno a che fare con una serie di considerazioni, inevitabilmente legate al loro rapporto d’amicizia: la gelosia, l’egoismo, gli amori finiti e quelli mai confessati.
Grazie ai passaggi temporali, veniamo a conoscenza di quello che è successo, di quello che è cambiato, che cambia e cambierà ancora. Passato Prossimo nasce da una riflessione sulla paura dei cambiamenti, il terrore degli abbandoni, la difficoltà a vivere allontanandosi dal passato, che rappresenta la certezza inattaccabile.

 

La felicità non costa niente

Sergio (Mimmo Calopresti) è un brillante architetto. Ha una moglie che lo ama (Fabrizia Sacchi), un’amante giovane (Valeria Solarino), amici che gli vogliono bene (Vincent Perez e Valeria Bruni Tedeschi), un’impresa di costruzioni avviata ed una vita agiata ed invidiabile…

 

Regia: Mimmo Calopresti
Sceneggiatura: Francesco Bruni – Mimmo Calopresti
Fotografia: Arnaldo Catinari
Musica: Franco Piersanti
Cast: M. Calopresti, V. Perez, F. Neri, F. Sacchi, V. Bruni Tedeschi, P. Servillo, L. Betti, L. De Santis, V. Solarino, E. Minciotti, F. Siciliano
Formato: 35 Mm.
Durata: 93’
Produzione: Donatella Botti
Distribuzione: Lucky Red

BIOGRAFIA
Mimmo Calopresti è nato nel 1955. Nel 1985 ha vinto il 1° premio al Festival Cinema Giovani di Torino con il video A proposito di sbavature. Per la RAI ha realizzato nel 1991 – Paolo ha un lavoro -, nel 1992 – Paco e Francesca e Remzjia per la trasmissione “Storie vere”. Ha realizzato per l’archivio audiovisivo del Movimento Operaio i video 1943 – La scelta (1994) e ’43 – ’45 Pane e libertà. Diversi suoi lavori sono stati presentati a Festival Internazionali.
Nel 1994 vince il Premio Solinas per la migliore sceneggiatura con La seconda volta. Nel 1995 è regista e sceneggiatore del film La seconda volta (in selezione Ufficiale al Festival di Cannes 1995). Nel 1997 è regista e sceneggiatore del film La parola amore esiste (Festival di Cannes 1997 – Quinzaine des Réalisateurs. Nel 1998 è regista del documentario Tutto era Fiat. Nel 2001 è regista, co- sceneggiatore e interprete del film Preferisco il rumore del mare. Nel 2002 è regista, co-sceneggiatore e interprete del film La felicità non costa niente. Ha vinto diversi premi tra cui: – Chicago International Film Festival per la miglior opera prima; – Ciak d’oro per la migliore opera prima.

SINOSSI
Sergio (Mimmo Calopresti) è un brillante architetto. Ha una moglie che lo ama (Fabrizia Sacchi), un’amante giovane (Valeria Solarino), amici che gli vogliono bene (Vincent Perez e Valeria Bruni Tedeschi), un’impresa di costruzioni avviata ed una vita agiata ed invidiabile. Ma un giorno un incidente d’auto lo costringe a fermarsi a riflettere sulle contraddizioni e le ipocrisie di cui è fatta la sua esistenza. Sergio lascia all’improvviso tutto e tutti, e scivola lentamente in una vita completamente diversa e solitaria. Il bisogno di risposte interiori lo porta a vagabondare in un labirinto tra l’onirico e il reale, che si dipana tra il suo appartamento ormai semivuoto e le strade notturne di Roma. È in questo vagabondaggio che il suo percorso incrocia quello di Sara (Francesca Neri); Sergio scambierà per vero amore un sentimento intenso ma fugace che lo lascerà di nuovo solo e prigioniero della sua utopica ricerca. Unico suo compagno di strada, e ultimo legame con il passato, resterà allora Gianni ( Peppe Servillo), un manovale suo dipendente. Sarà proprio lui, con la sua semplicità, a guidare i passi di Sergio verso la vera meta di questo lungo viaggio: la felicità.

 

 

Ilaria Alpi – Il più crudele dei giorni

Il 20 marzo 1994 la giornalista Rai Ilaria Alpi e il cameraman Miran Hrovatin vengono uccisi da un agguato a Mogadiscio. Il film ricostruisce la vicenda dei due inviati attraverso un vortice di colpi di scena e scomode verità.

 

Regia: Ferdinando Vicentini Orgnani
Sceneggiatura: Ferdinando Vicentini Orgnani – Marcello Fois
Fotografia: Giovanni Cavallini
Musica: Paolo Fresu
Cast: G. Mezzogiorno, A. Infanti, R. Sherbedgia, E. Blanc, A. Renzi, G. Ferro, T. Lo Bianco, A. Plummer
Formato: 35 Mm.
Durata: 110’
Produzione: Emme Produzioni, Gran Film, Lares Video, Rai Cinema
Distribuzione: Lancia

BIOGRAFIA
Ferdinando Vicentini Orgnani è nato nel 1963. Dopo una breve permanenza negli Stati Uniti, dove studia chitarra classica e compone le musiche per alcuni cortometraggi, torna in Italia e segue i corsi di recitazione al Laboratorio diretto da Gigi Proietti e in seguito di sceneggiatura con Ugo Pirro e altri. Frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia, diplomandosi con il saggio Apocrifi sul caso Crowley, tratto da un testo di Leonardo Sciascia. Nel 1999 dirige il suo primo lungometraggio, Mare Largo, ispirato al romanzo Attesa sul Mare di Biamonti.

SINOSSI
Il 20 marzo 1994 la giornalista Rai Ilaria Alpi e il cameraman Miran Hrovatin vengono uccisi da un agguato a Mogadiscio. Il film ricostruisce la vicenda dei due inviati attraverso un vortice di colpi di scena e scomode verità.

 

Il posto dell’anima

La sede di una multinazionale americana, produttrice di pneumatici, comunica l’imminente chiusura e il conseguente licenziamento di tutti gli operi, molti dei quali provenienti dallo stesso, piccolo paese delle montagne circostanti…

 

Regia: Riccardo Milani
Sceneggiatura: Domenico Starnone, Riccardo Milani
Fotografia: Arnaldo Catinari
Musica: Leandro Piccioni
Cast: S. Orlando, M. Placido, P. Cortellesi, C. Santamaria, I. Piro, F. Pistilli
Formato: 35 Mm.
Durata: 106’
Produzione: Albachiara E Raicinema
Distribuzione: 01 Distribution

BIOGRAFIA
Riccardo Milani esordisce nel cinema come assistente di Mario Monicelli nel 1985 e fino al 1994 lavora anche con F. Vancini, A. Monda, D. Luchetti e N. Moretti. Esordisce nella regia con Auguri professore, seguito di La scuola, diretto da D. Luchetti nel 1994, critica agrodolce della scuola italiana di fine millennio. Al 1999 risale il suo secondo lavoro per il grande schermo, La guerra degli Antò, mentre è del 2001 il suo esordio televisivo col TV-movie Il sequestro Soffiantini. È anche regista di un gran numero di spot pubblicitari e di cortometraggi.

SINOSSI
La sede di una multinazionale americana, produttrice di pneumatici, comunica l’imminente chiusura e il conseguente licenziamento di tutti gli operi, molti dei quali provenienti dallo stesso, piccolo paese delle montagne circostanti. Gli operai non vogliono arrendersi, reagiscono e si organizzano: la fabbrica viene occupata, nasce un sito Intenet. Il caso passa dalle televisioni locali al TG regionale, fino ad acquisire risonanza nazionale. Intrecciate alla lotta, le vicende personali degli operai e delle loro famiglie: Antonio sogna di tornare a vivere nel paese natale con la compagna, che ora lavora a Milano; Salvatore, sindacalista, ha un rapporto conflittuale col figlio diciottenne, disoccupato; Mario cerca una via alternativa al lavoro in fabbrica, avviando insieme alle mogli di alcuni una produzione di pasta fresca.

 

Emma sono io

Durante le vacanze estive, per un casuale disguido, Emma interrompe la cura che controlla il suo umore instabile. Con la sua euforia e la sua spietata sincerità porta una ventata di energia, ma anche molto scompiglio, tra le persone che le stanno vicino…

 

Regia: Francesco Falaschi
Sceneggiatura: Francesco Falaschi E Stefano Ruzzante
Fotografia: Patrizio Patrizi
Musica: Andrea Guerra
Cast: C. Dazzi, E. Alvigini, P. Favino, M. Giallini, N. Siri, L. Diberti, C. Coli
Formato: 35 Mm.
Durata: 90’
Produzione: Bernardette Carranza – Paolo Lucidano Per Film Trust Italia S.R.L.
Distribuzione: Istituto Luce

BIOGRAFIA
Francesco Falaschi, nato a Grosseto nel ‘61, si è laureato in Storia del Cinema. Ha collaborato con la rivista Segnocinema ed è condirettore del Festival Storie di Cinema a Grosseto. Ha scritto per l’editrice Il Castoro il saggio su Jonathan bemme, pubblicato nel 1997. Ha curato per Giunti il volume Scrittori e cinema tra gli anni ‘50 e ‘60. Ha pubblicato vari saggi brevi su Altman (Filmcritica), Lizzani (Editori Riuniti), Wenders (ed. Loggia dei Lanzi). Nel 1998 ha ideato e realizzato per 21 allievi il videolaboratorio Catchers in the Rye, per Mediateca Toscana, Provincia di Grosseto, Coop Toscana Lazio. Ha realizzato, come regista, sceneggiatore e/o produttore esecutivo, dal 1990 ad oggi, numerosi video e documentari (naturalistici, pubblicitari, didattici, istituzionali), spot pubblicitari, docu-fiction, cortometraggi di fiction. Nel 1999 ha vinto il David di Donatello per il migliore cortometraggio (Quasi fratelli).

SINOSSI
Durante le vacanze estive, per un casuale disguido, Emma interrompe la cura che controlla il suo umore instabile. Con la sua euforia e la sua spietata sincerità porta una ventata di energia, ma anche molto scompiglio, tra le persone che le stanno vicino. E’ così che mette in crisi le certezze di tutti compreso l’imminente matrimonio di Marta che proprio ad Emma ha affidato l’organizzazione della sua festa di nozze.

 

Il quaderno della spesa (fuori concorso)

Lucca inizi del ‘900. Lo scrittorie Augusto Pavinato, dopo il grande successo del primo romanzo, attraversa un periodo di crisi creativa. Un giorno invitato a pranzo, la sua vita cambierà grazie all’incontro con Antonia, la colta cuoca della contessa Celia Sanguineti.

 

Regia: Tonino Cervi
Sceneggiatura: Rodolfo Sonego
Fotografia: Daniele Nannuzzi
Musica: Vince Tempera
Cast: G. Lavia, E. Muni, C. Bigagli, D. Sebasti, D. Giordano
Formato: 35 Mm.
Durata: 120’

BIOGRAFIA
Sceneggiatore, produttore e regista, figlio del grande attore Gino e padre di Valentina, aveva iniziato la propria carriera cinematografica producendo pellicole come Agguato a Tangeri (1957) di Riccardo Freda, La notte brava (1959) di Mauro Bolognini, La lunga notte del ’43 (1960) di Florestano Vancini e La commare secca (1962) di Bernardo Bertolucci. Dalla fine degli anni Sessanta in poi ha scritto e diretto western (Oggi a me…domani a te!, 1968, con un giovane Bud Spencer), drammi (Rittrato di borghesia in nero, 1978) e trasposizioni cinematografiche di opere di Molière come Il malato immaginario (1979) e L’avaro (1990). Aveva appena terminato di girare il suo ultimo film: Il quaderno della spesa.

SINOSSI
Lucca inizi del ‘900. Lo scrittorie Augusto Pavinato, dopo il grande successo del primo romanzo, attraversa un periodo di crisi creativa. Un giorno invitato a pranzo, la sua vita cambierà grazie all’incontro con Antonia, la colta cuoca della contessa Celia Sanguineti.

 

Piazza delle cinque lune

Alla vigilia della pensione il giudice Saracini viene avvicinato da uno sconosciuto che afferma di essere uno dei brigatisti di via Fani e gli consegna un bobina Super8…

 

Regia: Renzo Martinelli
Sceneggiatura: Renzo Martinelli – Fabio Campus
Fotografia: Blasco Giurato
Musica: Paolo Buonvino
Cast: D. Sutherland, G. Giannini, S.Rocca, A.Cerami, G. Wise
Formato: 35 Mm.
Durata: 123’
Produzione: Martinelli Film Company Int.(I)
Distribuzione: Luce

BIOGRAFIA
Renzo Martinelli si laurea in Lingue e Letterature Straniere e si     specializza in cinematografia alla Scuola Superiore di Comunicazioni Sociali     dell’Università Cattolica.
Negli anni ‘70 fonda una casa di produzione e inizia a lavorare come regista     in Rai, realizzando inchieste filmate su vari argomenti di attualità. Nello     stesso periodo realizza numerosi videoclip con cantanti di fama tra cui:     Alice, Battiato, Van Halen, Dalla, Tozzi, Pino Daniele, Alan Parson, Rockets.     Alla fine degli anni ‘80 lavora molto nella pubblicità e diventa uno dei     registi più affermati in Italia firmando gli spot di Carrera Jeans,     Ballantine’s, Sony, Opel Vectra, Birra Dreher, Montenegro, Aspirina ed ENI,     nonchè diversi spot per Pubblicità Progresso.
Come documentarista, nel ruolo di regista e produttore, ha realizzato oltre     cento opere, molte di carattere artistico, quali Giulio Romano (sulla     costruzione di Palazzo Tè a Mantova), La Reggia dei Gonzaga, Il Duomo di     Milano, solo per citarne alcuni.
Il suo esordio nel cinema avviene nel ‘93 con Sarahsarà, la storia realmente     accaduta negli anni ‘60, di una bambina di colore, handicappata, che     dimostra un’attitudine straordinaria per il nuoto e il cui sogno è quello di     partecipare alla Capri-Napoli: la gara di nuoto su lunga distanza più     massacrante al mondo.
Nel ‘97 è la volta di Porzus, la storia della strage fratricida tra     partigiani avvenuta nel febbraio del ‘45. Il film, presentato al Festival di     Venezia, è stato definito il caso cinematografico dell’anno. Nel 2001     Martinelli realizza come regista e produttore il film Vajont, rievocazione     del tragico crollo della diga che il 9 ottobre 1963 causò 2000 morti.
Vajont è stato premiato con la “Grolla d’Oro” di Saint Vincent dal pubblico.     Ha ottenuto il “David di Donatello” Scuola e il “Globo d’Oro” della Stampa     Estera per il miglior Regista. Nastro d’Argento e Ciak d’Oro” a Leo Gullotta     quale “miglior attore non protagonista”.
Vajont è il terzo incasso assoluto tra i film italiani della stagione: 9 miliardi di lire al box office.

SINOSSI
Alla vigilia della pensione il giudice Saracini viene avvicinato da uno     sconosciuto che afferma di essere uno dei brigatisti di via Fani e gli     consegna un bobina Super8. Sono le immagini del sequestro dell’On. Aldo Moro     e della strage di Via Fani, riprese dall’alto: immagini in parte già note.     Quella stessa notte lo sconosciuto si va vivo nuovamente. Lui conosce il     luogo dove è custodito l’originale del Memoriale di Aldo Moro, e propone al     giudice un patto: il memoriale in cambio del suo impegno ad andare in fondo alla vicenda.