Shopping che passione – diario di bordo di sabato 4 luglio

Shopping che passione! Trieste supera almeno apparentemente il calore allucinante di questi giorni e di queste notti donandosi alle spese compulsive.
Tanto di guadagnato per la vivacità del centro cittadino, e anche la nostra platea è strapiena di spettatori più che attenti.
Inizio al fulmicotone con la satira estetica di “ Bold” di Davide Gentile, che allude in modo simpaticamente irriverente a quei soggetti non propriamente dotati di una capigliature fluente.

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La grande tradizione del cinema fantastico prevede da sempre l’incontro del soggetto umano con la Bestia.
“Bang bang!” di Julien Bisaro è una discesa nel profondo delle tradizioni ancestrali, una macchia rosso scarlatto in un contesto grigiofumo, una ragazza che fugge dal padre, angoscia e scoperta.
Ritorniamo al vecchio caro escamotage della satira funeraria, un irresistibile mix di macabro e di ilare con “Le doigt d’honneur” di Malika Pellicioli, che oltretutto dirige mirabilmente questa cinica famiglia di approfittatori.
Eccoci quindi totalmente partecipi delle funamboliche lezioni di piano di un bambino decisamente non dotato di quello che Beethoven chiamava l’orecchio assoluto; complimenti senza riserve a Tommaso Pitta, che scuote letteralmente la platea dalle risate.
Titolo del suo lavoro “How I Didn’t Become a Piano Player”.
Dolce, indifesa, un petalo di iris che galleggia sull’acqua: come non voler bene alla ragazza con i capelli fioriti pensata da Sarah Tabibzade per il suo “Lady with Flower-Hair”: una tenera torta di lamponi visiva.
Cinema on the road, di quello frenetico, per “Taxistop” di Marie Enthoven, dove tutti inseguono tutti, ed una irresistibile bambina bionda corona il suo massimo desiderio: stare in compagnia del suo occhialuto papà.
Vicenda invece cupa e drammatica quella che ci inoltra nel mondo claustrofobico della malattia, della sofferenza, di un disagio che può appartenere a tutti: “Tzniut” di David Formentin racconta proprio di questo.
Ezra Pound parlava della vecchiaia come di una stagione all’insegna del coltello e del velluto; chissà se ne é al corrente l’autore di “Arroz y fòsforos”, cortometraggio d’animazione con protagonista un uomo anziano alle prese con i propri fantasmi.
Giovinezza, età di paure, piccoli momenti di luce, ed ombre fastidiose da accettare: un difficile rapporto con la madre e al centro del quotidiano della protagonista di “The Sound of Crickets” di Justine Klaiber.
Animazione di elegante confezione, come del resto quella del seguente “Le Vélo de l’éléphant” di Olesya Shchukina.
Parteggiamo moralmente per il pachiderma aspirante corridore che in fondo non chiede dalla vita la realizzazione del suo unico sogno.
Come vi sentireste se vi attribuissero una paternità che sapete non essere vostra? Ci sono anche altre verità nascoste, che qualcuno definirebbe scheletri nell’armadio, all’interno di “Père” di Lotfi Achour.
Dopo tanti segmenti di vita soggettiva l’ultimo lavoro in cartellone per questa sera ci porta in un contesto scientifico dove è il destino degli uomini ad essere in ballo; tensione crescente per un’opera visiva che attribuisce una valenza fondamentale alla recitazione.
A questo punto il sabato sera diventa sabato notte, buona sangrìa e altrettanta buona movida a tutti, le proiezioni continuano!

Riccardo Visinitin

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