Diario di bordo – mercoledì 8 luglio

Nubifragio su Trieste, la tanto agognata pioggia arriva e lo fa con inaudita violenza. Fulmineo cambio di location, quindi per i nostri cortometraggi ospitati al Cinema Ariston. Da registrare il debutto luminosissimo della sezione SweeTS4Kids, che presso l’auditorium del museo Revoltella ha riunito una colorata folla di piccoli spettatori competenti.

Il doppiaggio è un momento – cardine della macchina Film, e quindi in mani sbagliate può suscitare danni tragicomici, coma accade in The Gunfighter di Eric Kissack, satira in salsa western.

Se non è un capolavoro poco ci manca: The Nostalgist del nostro Giacomo Cimini gioca letteralmente a dama con le epoche storiche, da un paesaggio stile “Giardino dei ciliegi” di Cechov si passa alla violenza fantascientifica. Mirabile.

Di nuovo un atipico confronto tra bambini ed animali per Yo Te Quiero! di Nicolas Conte, affettuoso nel suo ritrarre in un paesaggio agreste due soggetti dai connotati bizzarri.

Siamo sul versante dell’analisi proto-sessuale, ma niente paura, anche stavolta succede tutto in chiave surreale: Serori di Pedro Collantes non sarebbe spiaciuto a Pedro Almodovar per la caustica ripartizione dei ruoli sociali.

Ancora avanti con la breve ma efficace analisi sociale della coppia gay di Luigi e Vincenzo di Giuseppe Bucci, dove si dimostra palesemente come certe tematiche possano essere affrontate in maniera non retorica nè ridondante. Plauso dovuto a due vecchie care conoscenze del pubblico cinematografico e televisivo, vale a dire Francesco Paolantoni e Patrizio Rispo.

Esiste il color sabbia? Ce lo chiediamo avvertendo quasi epidermicamente una sensazione di calore alla visione di Foad di Farzad Samsami, ancora una storia di perimetri geografici lontani e problemi purtroppo vicini.

Eccoci poi ad una bella produzione d’animazione che porta la doppia nazionalità Grecia – Stati Uniti; Dinner for Few di Nassos Vakalis conserva una atmosfera alla Circolo Picwick di Dickens, pur mantenendo una autonoma struttura.

Si rimane sempre stupefatti da come le varie stagioni della vita possano essere raccontate al cinema, quei centomila rigagnoli comportamentali mai uguali a sé stessi … comunque sia Aharit Davar di Zvi Landsman ha da dire la sua in proposito.

Bambini, ragazzi, adolescenti, questo è il vostro momento! Siete presenti in tantissimi contesti di questo Festival, per esempio nel cotrometraggio di Javier Giner El Amor Me Queda Grande, una saporita caramella alla menta visiva.

Diceva Vittorio Gasman che chi fa l’attore vuole essere qualcun altro, per esempio una ragazza che non sa nuotare interpreterebbe volentieri Federica Pellegrini, e gli esempi potrebbero essere infiniti. Ferdinand Knapp di Andrea Baldini è un cortometraggio che ha qualcosa da dire anche sulla Recitazione.

Chiusura – quando le furie pluviali sembrano essersi calmate – con il lavoro di Luca Murri Un amato Funerale, ancora una volta una ricerca all’interno dei moduli interpretativi. Al lavoro del regista fanno preciso supporto gli interpreti, e non ci stancheremo mai di dire che quelli italiani sono tra i più versatili.

Vista dopo la scatenata prepotenza degli elementi, la città appare ancora più bella: con questa visione negli occhi ci congediamo dandovi appuntamento a giovedì sera.

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