Diario di bordo – martedì 7 luglio con il giovane direttore artistico Tommaso

” E sentirai una voce, una voce dietro di te. Quella voce ti dice: Non sarò mai più giovane una seconda volta….”  DAPHNE DU MAURIER, I’LL NEVER BE YOUNG AGAIN.

Aveva proprio ragione, Daphne Du Maurier, a sottolineare la preziosità della stagione più tenera della vita, quella dove sogni utopie e realtà si inseguono in un valzer fiammeggiante.

Naturalmente giovinezza vuol dire anche fantasia, energia in movimento, audacia e sguardo spalancato sul mondo.

Questa edizione del nostro ShorTS International Film Festival può contare sulla presenza di un direttore artistico davvero speciale: Tommaso, soltanto dieci anni ed una competenza cinematografica da far invidia .

Simpaticissimo, educato e spontaneo, si è prodigato come selezionatore dei cortometraggi presenti nella sezione SWEETS4KIDS.

Una nuova iniziativa del Festival, che permette ai più piccoli di dire la loro sul Cinema.

Qualcuno sospetta che Tommaso, sotto mentite spoglie, abbia già pubblicato otto libri e partecipato ad almeno quindici simposi sulle ultime tendenze del cinema esquimese e dei formalisti russi.

Stiamo scherzando ovviamente, ma se il buongiorno si vede dal mattino….

Non vi annoieremo più con lamentele metereologiche, siamo arrivati ad un punto di non – ritorno, più che le palme tropicali firmeremmo per un freddo dolomitico, decisamente impossibile.

Serata all’insegna del buon anzi ottimo cinema, in Piazza Verdi ecco le immagini di un lavoro italiano, L’IMPRESA di Davide Labanti che narra di lavoro sottratto, di battaglie troppo importanti per esser taciute, di dignità, di tutto quello che purtroppo ci appartiene oramai quotidianamente.

Molto buona la prova degli attori, nei panni di operai vecchi e giovani costretti a reazioni caratteriali esarcerbate, come accadeva ne LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO di Elio Petri, capolavoro del 1971.

Avete mai visto quel terrificante film olandese su di un ascensore assassino, L’ASCENSORE appunto (THE LIFT di Dick Maas , 1983)?

Lì la soluzione dell’intreccio era metafisica,  nel cortometraggio presente stasera LA NOCHE DEL  ASCENSOR siamo su di un terreno diverso, ma la paura non manca, garantisce l’autore Antonio Such.

Chiuso in un ascensore senza controllo, il giovane protagonista vivrà un’esperienza di comunicazione verbale inconsueta, potremmo anzi parlare di horror psicologico – analitico.

Davvero originali i quattro minuti – quattro di WRAPPED, una produzione a sei mani siglata Wittman – Kalin – Paeper, dalle valenze fortemente pittoriche, molto ben condotte visivamente.

Distruzioni, costruzioni e vedute aeree per parlare del Pianeta Terra e delle sue meraviglie.

Produzione inglese ma recante firma italiana, THE CAUSE di Marco De Luca ripropone il tema dello spazio chiuso, in questo caso un bunker, dove il libero arbitrio viene polverizzato e il confronto umano si fa spietatamente sincero.

La vicenda si svolge nel futuro, una madre ed un figlio sui venticinque anni spiati da telecamere a raggi infrarossi, fino ad un clamoroso voltafaccla finale.

Puntuale la prova recitativa degli attori, in un continuo alternarsi di zucchero e di amaro.

L’autrice polacca Marta Prus ci propone invece POZEGNANIE, soltanto tre minuti di colloquio carcerario tra uomo e donna, sufficienti a delineare un mondo sentimentale, dove forse nonostante un divorzio imminente, non tutto è perduto.

Specchio delle mie brame, declamava la strega di Biancaneve e come aveva ragione…. ne tiene calcolato conto la coppia di autori Bosnjak – Johnson per SIMULACRA, dove reale ed immaginario giocano a canasta con lo spettatore.

Siamo di fronte ad un cortometraggio d’animazione sul tema del Doppio.

Eccole, sorprendenti e spiazzanti: sono le immagini nate dalla fantasia di Marcel Becker – Neu per ITALIAN STANDOFF, strana storia di furti e colpi di scena….

Si ride macabro, invece, in compagnia della classe elementare voluta da Cody Blue Snider per il cortometraggio americano FOOL’S DAY , che illustra cosa succede quando il gioco trascende. Un caffè a dir poco …. esplosivo è al centro dell’intreccio.

Anche Miriam Bliese, autrice sensibile, si interroga sulle relazioni sentimentali, su quei nodi interpersonali tanto difficili da sciogliere…. succede nel suo AN DER TUR.

Arriva poi l’invadente gitano protagonista del bozzetto on the road targato David Bonneville, CIGANO appunto.

Un cortometraggio francese dall’impianto fortemente psicologico.

MEANWHILE di Stephen Mc Nally è una coproduzione anglo – irlandese formato cartoon, dove alla puntuale fattura grafica si unisce un tenero affetto per i personaggi creati.

Impegnativo, proprio a livello di sceneggiatura, HATATZPITANIT racconta la creazione di un  mondo fantastico, parallelo, da parte di una ragazza costretta ad una livida realtà bellica.

Dirige Noa Gusakov, anche stavolta antenne dritte da parte dello spettatore che segue, partecipe.

Davvero bella e poetica, invece, la catena di eventi che unisce il passato ed il presente di una donna, semplicemente attraverso l’acquisto di una brocca rotta. Firma Martin – Christopher Bode.

Dopo questa ricca serata di cinema, non rimane che sognare una brocca, stavolta piena magari di tamarindo e ghiaccio. Vi aspettiamo mercoledì sera e vi salutiamo simpaticamente.

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