L’amore per il cinema – Diario di bordo di domenica 5 luglio

Giorgio Albertazzi, maestro indiscusso del teatro italiano, ama spesso ripetere che ogni esperienza artistica va affrontata con “stupore di bimbo”, mantenendo una estatica verginità…..

La suddetta teoria trova pieno supporto in queste serate piene di appuntamenti legati al mondo giovanile, appuntamenti su cui torneremo nei prossimi diari di bordo.

Platea gremitissima in questa domenica sera che non allenta la morsa del caldo: evidentemente l’amore per il cinema rappresenta un eccellente antidoto ai soprusi metereologici.

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Senz ‘altro indugio ci prepariamo ad una ricca serata di proiezioni, provenienti da tutto il mondo;

Una selvaggia rissa tra giovani diventa  tragedia sfiorata quando uno di loro finisce  in coma causa le percosse subite ; in qualche modo la tracotanza degli anni verdi cede il passo ad una prima scintilla di consapevolezza adulta. Firma il lavoro Wess Pelinenburg, titolo COWBOYS JANKEN OOK.

Cosa pensereste, da cittadini di questo nostro pazzo mondo, se esistesse una società dove chi non produce reddito viene “rottamato” attraverso una sorta di eutanasia sponsorizzata?

FIRME USTED AQUI di Rodrigo Zarza Rioja ci introduce in un ambiente grottesco in cui qualcuno già sta incrementando tale progetto.

Amicizia, amore, quanta confusione generano i rapporti umani, quando li si vuole preservare dalla ruggine e dalla volgarità.. HJONABANDSSAELA di Jorundur Ragnarsson presenta due attempati scapoli alle prese con la comnpagine femminile e con se stessi, con i loro dubbi da maschietti irrisolti.

Avanti ancora con JOSE’ a firma Alexandre Bouchet, che ancora una volta ci illustra astri e disastri del carattere maschile, e lo fa mantenendo una sua personale dimensione d’autore.

Stupenda, poi, la parabola d’animazione della ragazza che anela di cambiare identità, di passare dalla specie umana a quella animale, adottata ed amata da un branco di coyote.

Bellissime idee visive, plauso quindi alla coppia di autori Gerbeaud – De Panafieu. Titolo ORIPEAUX.

Si basa viceversa su di una storia vera, su quanto accaduto ad un telegrafista nel 1944, il serrato cortometraggio THE WEATHER REPORT di Paul Murphy, che solo sui titoli di coda svela che con il suo operato il protagonista fece posticipare lo sbarco in Normandia.

La guerra, spettro che infesta la nostra realtà e i nostri sogni, ritorna ancora nei due minuti di MELODY NIGHT diretto da Kayhan Anwar, una brughiera licantropica formato cartoon, raffinatissima.

FUMER TUE arriva dalla Francia, lo firma Denise Powers e ironizza su quello che noi italiani chiameremmo il vizio di “attaccar bottone”, in una girandola verbale e verbosa molto simpatica.

Continuamente sospesa in una dimensione di attesa e di tensione, la vicenda di SKINSHIP siglata Nichola Wong esige attenzione: qui si parla di sessualità e di rapporti umani, quindi è materia che riguarda tutti.

La demenza senile, la malattia e la invalidità sono tematiche da far tremare i polsi, da non prendere alla leggera, come appunto accade in PFLEGESTUFE dell’autrice tedesca Julia Peters, accorto seppur terribile racconto di distruzione e minaccia morale.

Se dietro alla macchina da presa c’è una donna – è stato detto più volte –  molto spesso possiamo contare su pregevoli ed inediti punti di vista autoriali e caratteriali, come testrimonia Mirna Dizdarevc con il suo ISKUPLIENJE.

Siamo in dirittura d’arrivo, mentre una provvidenziale brezza solca il cielo rosso scorrono le immagini di DOMOJ a cura di Simona Feldman, teutonico spaccato di vita di coppia che cede il passo a TOBACCO BURN di Justin Liberman, dove sceneggiatura e interpreti forniscono il loro fattivo contributo per una vicenda che parla di violenza ,senza altre definizioni di comodo.

Avete pronto il ventilatore? Per adesso tutti a casa, ma lunedì sera si ricomincia.

Riccardo Visintin

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