Diario di bordo di martedì 1 luglio

1luglio-7Diceva Giuseppe Berto – l’autore del bellissimo romanzo e film “Anonimo veneziano” – che uno scrittore, per definirsi abbastanza buono, deve sempre misurarsi con l’eternità o con l’assenza di eternità. Moltissimi autori presenti all’International ShorTS Film Festival 2014 tengono conto di questo assunto, ed è difficile che il loro perimetro narrativo si accontenti della sola cronaca quotidiana.

Caso lampante, il primo cortometraggio visto ieri sera in Piazza Verdi, vale a dire “Kolona” dell’autore kossovaro Ujkan Hysaj, che subito ci trascina in una vicenda lancinante; si parla di conflitti bellici senza risparmio, di crudeltà da lasciare attoniti, ad una prova moralmente spietata a cui viene sottoposto un povero genitore, costretto a scegliere quale figlio salvare. Accadeva anche a Meryl Streep nel famoso film “La scelta di Sophie”, e potremmo dire che la tensione drammatica è quasi la medesima.

Connotazione volutamente ironica per una famiglia decisamente impreparata agli addobbi matrimoniali; una compagine di personaggi pasticcioni e coloratissimi, grandi e piccini, ben diretti da Selma Vilhunen, firmataria del cortometraggio finlandese “Pitaako mun kaikkihoitaa?”. Tamburi esotici, protagonisti in sussulto, un ritmo che da subito ci trasporta nel ventre di Mamma Africa, tutto merito del portoghese Rui Cardosa autore di “O Refugiado”.

Non sarebbe dispiaciuta ai sostenitori del miglior splatter movie la festa macabra pensata dallo spagnolo Andrés Rosende per “Mr. Bear”, salutato da risate di quelle spontanee. Quanto si può essere romantici, delicati nell’approccio ad un primo appuntamento? E quanta dose di sincerità contiene questa dimostrazione di sensibilità? A fare sottilmente beffe della materia è il nostro Giampiero Alicchio con “L’appuntamento”, sarcastico apologo automobilistico. 1luglio-4

Ancora avanti, attraverso i sentieri del buon cinema di animazione: stavolta sullo schermo compare lo sventurato uomo dalla testa di pesce voluto da Osman Cerfon per ” Comme des lapins”, secondo capitolo di una saga sulla diversità che ha più di un aggancio con la serie tv “Beavis and Butthead”: anche qui la platea non perde occasione per una sana risata. Hanno molto poco da ridere, invece, i grotteschi impiegati dell’azienda di “Democracia”, a firma Borja Cobeaga: quello che viene proposto loro, per mantenere i buoni servizi della ditta medesima, è decisamente un pò troppo…

Se il famoso “uomo della folla”, pensato dal grande scrittore E. A. Poe sopravviveva solo in mezzo alla gente, il veterano della guerra di Cipro al centro di “Seref Dayi ve Golgesi” è impegnato invece con la propria ombra, reale o metaforica che sia; lavoro proveniente dalla Spagna, di eccellente fattura. Dirige Bugra Dedeoglu. Veramente carini i protagonisti di animazione alle prese con le inquietudini metereologiche, e totalmente impegnati nel vivere il loro problema: li ha pensati il tedesco Robert Lobel, opportunamente il suo corto si intitola “Wind”.

Arriva quindi, ovviamente sempre a parere di chi scrive, uno dei cortometraggi introspettivi più belli della serata; una vicenda di adolescenza malinconica, incompleta, sofferente con protagonista una  giovane e bionda ragazza nel giorno del suo compleanno.

Dietro la macchina da presa, la particolare angolazione descrittiva di una donna, la polacca Aleksandra Terpinska, che modula sapientemente dialoghi ed assenza dei medesimi.

Lancinante, la caccia all’uomo malato di colera nel cortometraggio spagnolo “Colera” di Aritz Moreno: l’odio nei confronti di chi è diverso si conclude con una quasi – lapidazione, ma tanta crudeltà verrà sapientemente ripagata.

1luglio-11Finale di grande pregio con l’altissimo volteggio della macchina da presa di Goran Kapetanovic, che nel raccontare parallelamente due gravidanze a distanza di migliaia di chilometri l’una dall’altra, compie anche un esercizio virtuosistico di montaggio.

Due mondi diversi, la madre bianca e la madre nera, due poli opposti, automobili e portantine rudimentali: davvero un geniale gioco di assonanze e dissonanze.

Come sempre, la platea sembra voler prolungare per qualche attimo la presenza in Piazza Verdi: le luci che si spengono verranno puntualmente riaccese mercoledì sera, mentre anche al Teatro Miela le proiezioni sono tutt’altro che esaurite.

Riccardo Visintin

 

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