Diario di bordo del 7 luglio

Abbiamo fatto 13! Con questa esaltazione vocale che significa fortuna e orizzonti color arcobaleno, e che con un po’ di licenza poetica facciamo nostra, si chiude la ricchissima “Rappresentazione” artistica e umana di Maremetraggio 2012.

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Ci siamo impegnati e parimenti divertiti, neofiti di una particolare edizione del Festival contrassegnata da novità e sperimentazioni.

Sono stati giorni di sole implacabile, ma anche di scintillanti esperienze umane, quelle che preferiamo, quelle che ci fanno vincere la tensione e la fatica.

Da dove iniziare? Forse dalla simpatia e dal senso dell’intrattenimento di Max Mestroni, responsabile con Lisa Lombardini dei vari momenti di socialità; continuiamo con Giulia Basso, la nostra insostituibile Giulia, dell’ufficio stampa e comunicazione, che non ha perso un colpo nonostante le temperature micidiali.

Ancora, il sorriso sempre presente e la capacità organizzativa di Vittoria Rusalen, che noi chiamiamo affettuosamente Vicky.

Da menzionare, naturalmente, Daniela Crismani: giovanissima di poche parole, dolce ed efficiente, ha curato per la nostra manifestazione anche il backstage.

Maurizio di Rienzo è quel pozzo di scienza non solo cinematografica che ormai sappiamo.

Quasi  dimessa, timida e bellissima: Ambra Angiolini ha dimostrato di essere intelligentemente anti-diva e moralmente dalla parte di chi prova a fare cinema ogni giorno scontrandosi con i muri di gomma dell’incomprensione e della difficoltà economica.

Perla rarefatta e ancora tutta da scoprire, l’India è stata ampiamente rappresentata dallo spazio INDIA mirabilmente ritratta dalle immagini di Alberto Moretti; due flash back solo per dare l’idea del tono sontuoso dell’operazione: la piccola rapsodia acquatica di SAMUDRA  di Federico del Monte e la luna di miele orientale e arcana di MALAL di Nayla Al Kaya.

Chiaramente è un diritto di lesa maestà non nominare anche tutti gli altri autori made in India.

Di nuovo significativa e apprezzata la Sezione OLTRE IL MURO che come più volte sottolineato allinea l’artistico al sociale, promulgando nuove istanze di comunicazione.

Diventa spettacolo a sé, poi, la lunga cerimonia delle premiazioni sul palcoscenico allestito in piazza Verdi e rientrante nel progetto del Comune di Trieste “Sere d’estate”.

Il presidente e direttore artistico di Maremetraggio Chiara Valenti Omero raccoglie i frutti di un lungo lavoro e non nasconde la soddisfazione per un festival che grazie anche a tanti fedeli compagni di cordata, si è confermata punta di diamante dell’espressività artistica a Trieste. Negli occhi chiari…di Chiara si legge tanta emozione insieme al comprensibile desiderio che tutti vengano citati con un collante universale intinto nell’azzurro. Anche grazie al suo entusiasmo coinvolgente tutto funziona a gonfie vele.

Come in un film, sopra una passerella toccante e nello stesso tempo divertente sfilano alcuni dei protagonisti del Festival, mentre gli assenti sono comunque menzionati per i risultati raggiunti; come forse già saprete è colorata di rosa la vittoria della regista svedese Amanda Kernell con il suo DET KOMMER ALDRIG ATT GÅ ÖVER. Il suo film si aggiudica il premio per il miglior corto assoluto.

Tinte forti anche per LA BAS di Guido Lombardi, lungometraggio con le modalità del romanzo nero e una tensione praticamente ininterrrotta dall’inizio alla fine.

Pubblico, invece, con le antenne sapientemente rivolte verso il primo della lista di Roan Johnson, mentre il mondo della critica cinematografica circonda d’argento l’opera QUALCHE NUVOLA di Saverio Di Biagio; altrettanto sanguigna la prova cinematografica SALVATORE dei fratelli Bruno e Fabrizio Urso, spaccato di un’Italia dolente ancorchè incapace di arrendersi alla negatività.

Eccellente poi la scelta di premiare Anna Gigante, regista e interprete di LINEA NIGRA, mentre Davis Skanepe ottiene il meritato consenso per l’audizione, che oltre a un film è un vero schiaffo in faccia dai pulsanti connotati sociali.

Irresistibile, poi, la carica umoristica e folcloristica dei cortometraggi di animazione THE ART OF MAKING FRIENDS di Paul Mc Nulty, mentre il piccolo protagonista di HENRY di  Michael Bernard entra nelle grazie del pubblico che senza indugi lo premia; Bernard, poi, quasi un clone del cantante degli Spandau Ballet Tony Hadley sarà anche sotto il palco spumeggiante, come la sua matrice cinefila.

Studio Universal è una bibbia del settore, e c’è da fidarsi quando premia PIZZANGRILLO di Marco Gianfreda, mentre la giuria formata da Ambra Angiolini, Saverio Costanzo, Stefano Martina e Greta Scarano, si è giustamente lasciata conquistare dall’animazione qualitativamente superba di LUMINARIS di Juan Pablo Zamarella e THE LOST THING  di Andrew Ruhermann e Shaun Tan.

Sono quasi le 21 quando si chiude il sipario su Maremetraggio 2012 e io ripenso a tanti anni fa quando la manifestazione fortissimamente voluta da Chiara e Maddalena ci stupiva perché situata a Trieste, città notoriamente lontana da molte delle forme di spettacolo esistenti; a tutt’oggi, quello stupore si è trasformato in un’orgogliosa consapevolezza, quella di aver dato vita a una vera e propria consuetudine cinefila altamente competitiva e, perché no, termine di paragone per altre analoghe manifestazioni in progress.

Al caffè Tommaseo, ricchissima cena con tutti gli ospiti e i protagonisti del Festival: qualcuno guarda verso il mare dove una barca porterà tra poco tutti alla Diga per sugellare in un ambiente di cristallo acquatico una settimana da ricordare.

Un abbraccio e al prossimo anno.

Riccardo Visintin

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