Diario di bordo del 3 luglio

Avete presente quelle meravigliose bottiglie magnum di spumante che riposano in altrettanti affascinanti letti di ghiaccio? Le rive triestine, non lontane dalla nuova postazione nevralgica di Maremetraggio, ne contemplano a dozzine.

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Immagini anche queste cinematografiche mentre il gigantesco palco adibito a dovere scalcia per esprimersi; a questo proposito è fondamentale ricordare i responsabili delle proiezioni in piazza Verdi, persone capaci di azzerare ogni difficltà tecnica senza lasciarsi prendere dal panico; ci seguono da anni e sono Giovanni d’Alessio e Pietro Crosilla.

Altre importante e “storico” come presenza del Festival il sapiente ed accorto Paolo Venier.

Una manifestazione come la nostra significa anche immagine, istantanea, fotografia anche con un pizzico di glamour; questa volta ad occuparsi del lato fotografico è una “figlia d’arte”, la giovanissima e sorridente Caterina Omero, una cara presenza che abbiamo letteralmente visto crescere con gli anni.

Proviene dal Sol Levante la storia di guerra e di affetti denominata TSUYAKO. E’ una storia orientale in tutti i sensi, di una semplicità disarmante; si parla di amore, nascita, orgoglio e rispetto: dirige Mitsuyo Miyazaki, e la ricostruzione di un’epoca che fu è semplicemente ammirabile. Mai visto inoltre un addio davanti al treno così straziante: materia da tenere testa allo storico “Dottor Zivago” di David Lean.

Arriva dalla Gran Bretagna a firma Gergely Wootsch il siderale corto d’animazione THIS IS NOT REAL. E’ un paesaggio ora apocalittico, ora evocativo, visto dagli occhi di un bambino. Apprezzabile la pittura d’ambiente: porte, montagne, pericoli, ma anche tanto senso del fantastico.

Nuovamente alla ribalta il mondo dei giovanissimi, così poco compresi dagli adulti, lasciati soli nella ghiacciaia del male di vivere. Se ne fa portavoce Malou Reymann con un amaro, irrisolto compleanno adolescenziale da lacrime sulla torta. Il titolo del lavoro è semplicemente 13.

Acqua, tanta acqua! La fascinazione di tanti autori per tutto quello che appartiene al mondo idrico è curiosa e contiene forse qualcosa di psicologico, di ancestrale. E’ il caso, anche, del corto d’animazione APNEE della francese Flora Moliniè. Tutta una elegantissima descrizione sognante, con effetti sonori e visivi.

Semplicemente fulminante, poi, il minuto di FELIX (dietro la macchina da presa troviamo Anselm Beiser) bianco e nero con spirito da torte in faccia.

Ritroviamo atmosfere tipicamente italiane, nostre, popolari ne  L’ESTATE CHE NON VIENE di Pasquale Marino. Ne sono protagonisti dei ragazzi ancora acerbi e  insicuri, anche eccitabili di fronte alla nudità della loro professoressa. Attenzione alla giovane insegnante: è interpretata da Lucia Mascino, promessa del nuovo teatro italiano; soprattutto grazie a  lei, ai margini di un quasi stupro, il film acquista veridicità.

Assetto narrativo totalmente diverso per Guillaume Rieu con L’ATTAQUE DU MONSTRE GEANT SUCEUR DE CERVEAUX DE L’ESPACE. Ci voleva proprio un francese per imbastire un variopinto e divertentissimo circo ambulante dove si canta, si balla e si è prosciugati cerebralmente da zampettosi mostri pronti a tutto. Ovviamente non è una cosa seria, e crediamo che nella sapiente ironia sul cinema fantahorror di serie b, il regista abbia pensato a John Landis e Tobe Hoopier.

Ancora buona animazione per la fiaba intrisa di romanticismo firmata da Andrew Ruhermann e Shaun Tan: THE LOST THING. Vi è all’interno un senso di rispetto ed affetto per il “fantastique” vecchia maniera, davvero ammirevole.

ORD di Sven Vinge riprende invece il tema della lettaratura e dei letterati, all’interno di quello che una volta i giallisti denominavano “gioco di specchi”. Perché non partecipare alla sciarada? ORD per i puristi e gli appassionati ha più di un punto in comune con una memorabile piece teatrale, “Variazioni Enigmatiche” di Erich Emanuel Schmit.

Agognato e atteso da giorni finalmente un vento degno di questo nome soffia sulla corposa platea di piazza Verdi.

Tutti attentissimi gli spettatori assistono ora ad una gustosa satira sull’obesità (SAZAMTRO-WATERMELON di Tato Kotetishvili) visivamente accattivante. Le vere protagoniste però sono le angurie!

CLOE di Manuela Moreno, quasi a fine serata, ci riporta nei suoi semplici 4 minuti a un carillon femminile, forse all’insegna dell’understatement, forse no. Il gioco di luci, si sa, al cinema funziona sempre molto bene.

LAND OF THE HEROES di Sahim Omar Kalifa ci racconta una storia di guerra, e come sempre quando c’è un coinvolgimento infantile (o adolescenziale) la mente ritorna ad altri lavori di questo tipo. Un esempio per tutti, misconosciuto e quindi da recuperare: “Il signore delle mosche” (Lordo of th flies) di William Golding, 1963.

Appuntamento a Mercoledì.

Riccardo Visintin

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