Diario di bordo 3 luglio

LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA

Ogni percorso marittimo lascia una traccia di salsedine e acqua salata, ma anche un ricordo da conservare nella memoria; emozioni più veloci ed altre che si consumeranno con tempi diversi.
Alla fine di un weekend all’insegna dell’entertaiment più sfrenato, con il lussuoso red carpet della Biennale appena inaugurata, siamo al Giardino Pubblico per la terza serata del nostro Festival.

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Dopo una sentita riflessione di Maddalena Mayneri sull’importanza della Cultura all’interno del nostro perimetro geografico e non, si parte senza indugi con una bella selezione di cortometraggi.
Un tema delicato come l’omosessualità femminile e il bisogno di appartenenza sono al centro di BIRTHDAY di Jenifer Malmqvist: è una co-prodruzione tra la Polonia e la Svezia, e ruota intorno ad un regalo di compleanno fortemente voluto.

Dialoghi sottopelle, e sopratutto una mirabile fotografia di Ita Zbroniec -Zajt che valorizza gli splendidi scenari nordici.
Semplicemente straordinario il successivo corto spagnolo EL ORDEN DE LAS COSAS dei fratelli Alenda: la misteriosa e violente querelle intorno al possesso di una cintura porta la povera protagonista dalla vasca da bagno al mare aperto; dopo tante sofferenze ecco riaffiorare la Vita. Metafora incisiva suggellata da un applauso interminabile degli astanti.

Un gioco sadico e sessuale, ma dai risvolti quasi surreali è ordito da Carlos Montero Castineira con il suo DINERO FACIL: sembrerebbe trattarsi di sesso a pagamento, ma le cose non stanno esattamente in questo modo.
Torniamo in territorio italiano con una produzione molto attesa: L’APE E IL VENTO di Massimiliano Camaiti; una storia misteriosa ed agreste che non sarebbe spiaciuta a Dino Buzzati, dove ritroviamo un attore amato quale Philippe Leroy a confronto con un giovane inconsapevole.

Di nuovo percorsi cinematografici iberici con QUE DIVERTIDO di Natalia Mateo dove un bambino tenero e loquace instaura con il padre attraverso una camminata rievocativa un rapporto concreto che riporta entrambi alla semplicità delle cose; plauso meritato ai due protagonisti Luis Bermejo e Teo Planell.
Accettare la fine di una relazione sentimentale è sempre operazione di difficile fattura; ecco perchè a volte il gioco delle agnizioni sembra l’antidoto più puntuale per non soffrire.

Tutto questo è risolto in modo eccellente dalla coppia Nayra e Javier Sanz Fuentes con il loro ANNIVERSARY anche questo apprezzato dal pubblico.

Ripiombiamo in un clima duramente bellico con PICNIC di Gerardo Herrero: teso oltre ogni dire nel focalizzare un ambiente bosniaco dove il pericolo è imminente e può colpire anche chi si è appena affacciato alla vita.
PASSING TIME di Laura Bispuri è invece farina del nostro sacco, quindi un lavoro italiano dove si parla di famiglia e decesso, ancora una volta senza mediazioni retoriche.

Quale peggiore punizione per chi è in viaggio verso una agognata meta turistica che essere soggetto di una perquisizione da parte della Polizia Stradale? Nel cortometraggio sarcastico e terribile LA AUTORIDAD dello spagnolo Xavi Sala i ruoli di vittima e carnefice si ribaltano improvvisamente. Ancora una volta il pubblico risponde tangibilmente.

Parte come una “murdery tales” e continua come un gioco a scacchi DIARCHIA del nostro Ferdinando Cito Filomarino dove il bravo Riccardo Scamarcio recita in francese; ricca suspence per un omicidio che forse potrebbe non essere tale. Al momento attuale uno dei lavori italiani più apprezzati dalla platea.
A LOST AND FOUND BOX OF HUMAN SENSATION di Martin Wallner e Stefan Leuchtenberg, unico corto d’animazione della serata, che affronta il tema della perdita paterna attraverso immagini di ottima struttura sopratutto nell’eterno conflitto vita-morte.

Parallelamente alla serata al Giardino Pubblico si è svolta presso il Teatro Miela la proiezione del lavoro dell’artista multimediale Manuel Fanni Canelles MESTIERI DIFFICILI.

Ancora Cinema di qualità all’interno della sezione Ippocampo con L’ESTATE DI MARTINO di Massimo Natale.
Appuntamento a lunedì sera.

Riccardo Visintin

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