Gli ombrelloni di Talani si aprono in Piazza dell’Unità d’Italia a Trieste

L’installazione dell’artista Giampaolo Talani è parte di un articolato omaggio del festival Maremetraggio al maestro livornese.

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Dopo Firenze e Berlino l’installazione del maestro livornese Giampaolo TalaniGli ombrelli della libertà” giunge a Trieste, nella piazza più grande d’Europa affacciata sul mare. Saranno circa una cinquantina infatti gli ombrelli da spiaggia a righe bianche e blu che l’artista  farà “volare” il 2 luglio, nell’ambito del festival Maremetraggio, nel suggestivo contesto di Piazza dell’Unità d’Italia.

Nell’arte di Giampaolo Talani gli ombrelloni sono simboli ricorrenti. Per l’artista, nato sul mare ed intimamente legato alla sua battigia e al vento della sua costa, rappresentano i pensieri, che volano via assieme all’anima e che vanno chissà dove in balia dei venti della vita. Sono soprattutto i testimoni silenziosi e gentili della fragilità degli esseri umani.

Oggetti familiari e romantici che non portano la libertà ma sono liberi di andare dove vogliono; non gridano, sussurrano pensieri leggeri. Ci aiutano a ricordare che tutto sarà portato via alla fine da un vento. Così Talani racconta: “Spesso accade che il vento si confonde e fa volare, di qua o di là da un muro anche gli uomini assieme agli ombrelli. Bisogna capire però che tra gli uni e gli altri non c’è poi tanta differenza. Tutti e due hanno scheletro, meccanismi ad incastro ed estremità che si aprono e si chiudono, ricoperti di stoffa colorata. E’ facile sbagliare! Il vento poi non ha occhi, è solo un respiro forte e veloce, e gli ombrelli non sono interessati dal pensiero della libertà o da quello della prigione. Sta dunque solo, e come sempre, agli uomini dover scegliere quali ombrelli prendere al volo e stringere forte. Quando il vento arriva a portarli via.”

Tra le sue più celebri installazioni ricordiamo quella di Berlino, in occasione del ventennale della caduta del muro, dove ha accostato i famosi ombrelloni all’ultimo frammento di quella barriera, come forte metafora di libertà ed ancora quella allestita per l’inaugurazione della sua personale a Palazzo Vecchio, che con la forma di un giglio ombreggiava Piazza Signoria. Talani da oltre trent’anni è tra i protagonisti indiscussi dell’arte internazionale: dal giovanile ciclo di affreschi di fine anni ’70 per la Chiesa di San Vincenzo (Livorno), suo paese natale, alle mostre americane ed europee degli anni ’80 e ’90, alle grandi esperienze pubbliche di Napoli, Arezzo, Fiesole, Milano, Bologna, Palermo degli anni 2000. Fino al noto e ammiratissimo affresco della Stazione di Firenze Santa Maria Novella, Partenze, con cui ha saputo richiamare l’attenzione mondiale sull’attualità artistica di quella città. Il maestro livornese si distingue inoltre per la sua abilità di incisore, ma soprattutto per la pittura a fresco di cui è – tra i contemporanei – uno dei pochi profondi conoscitori. Ha esposto a New York, Washington, Parigi, New Orleans, Innsbruck, Colonia, Amburgo, Düsseldorf, Beirut, Parigi, Berlino.

Ultima tappa Trieste, dove oltre all’installazione a Talani il festival Maremetraggio dedicherà un omaggio a tutto tondo.

Ogni giorno infatti al Cinema Estivo Giardino Pubblico, in apertura e chiusura delle proiezioni targate Maremetraggio verranno proposte le “pillole” della trasmissione televisiva “Rosa dei venti. L’isola che c’è”, realizzata da Talani per Rai 1, che racconteranno l’artista attraverso la sua pittura, le sue installazioni e la sua poetica. Per finire, venerdì 2 luglio alle 11 alla Terrazza dell’Harry’s Grill la presentazione del libro, a lui dedicato, di Francesco FestucciaAlla faccia del bagnino” sarà un nuovo omaggio al talento e alla bravura di Giampaolo Talani. Insieme al maestro livornese e al giornalista Rai a intrattenere il pubblico ci sarà lo scoppiettante swing del Trio RadioMarelli.

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