Diario di bordo mercoledì 1 luglio 2009

“Perchè faccio il cinema? Perchè voglio essere amato”
(Dario Argento)

Amore, amore, una parola così facile da dire, così difficile da dimostrare. Ben venga quindi l’arte, quando ci permette attraverso i suoi molteplici cuori di esistere, ci fa sentire meno soli, ci responsabilizza.
Il cinema è un atto d’amore, quindi Maremetraggio partecipa a questa iniziativa “sentimentale” diramando la sua voce il più lontano possibile.

Continua – in sinergia con la Casa Circondariale di Trieste – la retrospettiva OLTRE IL MURO, specchio retrovisore di realtà spesso fagocitate.
Sullo schermo “ZULU INCONTRA IL JAZZ”, di Ferdinando Vicentini Orgnani (presenza cara a Maremetraggio), ci trasporta nel mondo multietnico di
Paolo Fresu, prezioso jazzista italiano ed alfiere di una comunicazione universale senza vincoli.

Nella medesima mattinata arriva anche il film di Pippo Mezzapesa “PINUCCIO LOVERO – SOGNO DI UNA MORTE DI MEZZA ESTATE “. Siamo di fronte ad un’opera particolare, dove certe angolazioni psicologiche del Sud vengono ridisegnate, demistificate, senza alcun danno retorico o infingimento.

Non c’è due senza tre, e a pomeriggio inoltrato il Maremetraggio Village ospita “MEDEA FUORI DAL MITO” di Davide Casali, proiezione ricca di partecipanti.

La geometria indiavolata del tempo trasforma poi il sereno in pioggia battente, e siamo nuovamente ospiti del Teatro Miela per una serata senza risparmio d’energie.
Apre le danze il cortometraggio “JAMES” di Connor Clements: una storia omosessuale dalla filigrana delicatissima, dove contano i dialoghi e la totale assenza dei medesimi, dove negli occhi sperduti di un adolescente è possibile rintracciare echi esistenziali che a diverso titolo toccano tutti nessuno escluso.

La senilità è un tema spesso affrontato dal cinema internazionale con toni da tragedia greca: a risollevare gli animi ci pensa l’irlandese Conor Ferguson. Il suo “THE WEDNESDAYS” dal retrogusto dolceamaro, ci fa conoscere una coppia ottuagenaria che sperimenta gli stordimenti della droga come lenimento alla depressione . Molto divertente e quasi naìf.

Presente in modo cospicuo in questa edizione del Festival, la Spagna ha un modo tutto suo di affrontare gli argomenti, alternando la frustata al cubetto di zucchero. A riprova di quanto suddetto, David Gonzalez Rudiez concentra quattro personaggi in un appartamento, per un rude racconto sulla vecchiaia e sui disguidi interpersonali.

Lorenzo Acquaviva, attore triestino di teatro e di cinema dalla spiccata sensibilità, è presente in platea al Teatro Miela mentre scorrono le immagini de “IL PRIGIONIERO”, cortometraggio da lui interpretato e diretto da Davide Del Degan, vecchia conoscenza di Maremetraggio. Il lavoro – dai toni lirici e pieni di reminiscenze – parla di nuovo della vecchiaia e riunisce la coppia Acquaviva – Del Degan dopo il corto “ISIDORO” visto illo tempore.

Di nuovo verde terra d’Irlanda per “FRANKIE” di Darren Thornton, dove un quindicenne in procinto di diventare padre si impegna nel progetto, tra le insidie e le incomprensioni del mondo circostante: un lavoro difficile, meditato, innovativo nela mìse en scene.

Come un pugno nello stomaco irrompe poi dallo schermo “O ZI BUNA DE PLAJA” del rumeno Bogdan Mustata: terribile favola macabra sulla violenza
fisica e psicologica, talmente urticante da sollevare scarsi applausi da parte degli spettatori.

Si ritorna a sorridere con il simpaticissimo “LA SAINT FESTIN”(Francia) di Anne Laure Daffis e Lèo Marchand: un quadretto d’animazione sulle avventure di un baffuto orco mangiabambini, impegnato a festeggiare il Giorno Degli Orchi nel più appetitoso dei modi….

David Ilundain parla di donne tormentate, di azzardo del destino, di assonanze e divergenze: molto bene le protagoniste Ruth Nunez e Macarena Gomez, il titolo è “ACCION REACCION”(Spagna). La lunga notte sulla terrazza non sarà indolore per entrambe.
Sponda italiana, invece, quella a cui approdiamo per “ALICE”di Stefano Anselmi, dove ritroviamo una bionda e brava attrice cara a Nanni Moretti, vale a dire Mariella Valentini, alle prese con un personaggio ostico, sfuggente. Le fa da accorto alter- ego Isabella Ragonese, e a modo suo è una storia di fantasmi.

Proviene dal Belgio la vicenda grottesca di “SONGES D’UNE FEMME DE MENAGE”, dove una corpulenta donna delle pulizie ignorata dal marito
viene messa a confronto con sè stessa da un piccolo incidente di percorso. Dirige una donna, Banu Akseki, diretta e antiretorica.

Stupefacente piccolo saggio sui sentimenti, “UNE LECON PARTICULIERE”racconta con allusioni continue il gioco ad incastro della seduzione. Dirige il francese Raphael Chèvenement, la bellissima siderale insegnante è Cecile Ducrocq, che piacerebbe da morire a Claude Lelouch o Louìs Malle.

Animazione d’altri tempi ed esasperati solfeggi descrittivi per “MADAME TUTLI – PUTLI” del binomio Chris Lavis – Maciek Szcerbowski, che per il
National Film Board of Canada dipinge un personaggio femminile onirico e quasi felliniano.

Appuntamento a giovedì sera, sfidando le acque e i fulmini!

[b]Riccardo Visintin[/b]

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