Diario di bordo giovedì 2 luglio 2009

Stretti in un abbraccio caloroso e cinefilo, gli spettatori di Maremetraggio 2009 stanno dimostrando il loro interesse pluridirezionale.
La fatica e l’impegno del nostro staff vengono quindi ripagati da un sorriso, una stretta di mano, un commento positivo sull’organizzazione.
Piccole scintille di buona,serena comunicazione che gratificano chi vive il Festival dal di dentro.

Serata calda ma stabile al Giardino Pubblico, dove la platea eterogenea trova la dolcezza e la disponibilità delle nostre preziose hostess (senza dimenticare quelle di corvèè al Cinema Ariston).

Partiamo senza indugi con “NO TE DUERMAS” di Salvador Jimènez: uno straziante tango funebre, dove il senso delle cose perdute
attanaglia chi guarda, e lo sgomento è quello di chi si trova nudo, defraudato della coperta dell’amore.

Si fregia di uno stemma teutonico il seguente cortometraggio, “BADETAG” di Philipp Batereau: in un contesto lancinante da incubo senza scampo,
un uomo sembra perdere le coordinate di moglie e figlioletto; Quasi metafisica ed irreale la spiegazione finale.

Una giovane coppia di nazionalità diversa (lei macedone, lui belga)si ritrova ad affrontare una doppia sconfitta psicologica: la fine della loro relazione sentimentale e la divisione umiliante di pochi beni materiali sballottati in un garage. Dirige il giovane Samuel Tilman, di nazionalità belga; il titolo del corto è “VOIX DE GARAGE”.

Si ritorna ad un divertente mondo animato con l’omino perseguitato da un meteorite abnorme nel film di Jèrèmy Clapin “SKHIZEIN”: un paradosso di 13 minuti molto gradito dal pubblico più auto ironico.

“DIX” del terzetto Le Nezet, Roisin e Janaud contempla le disavventure basculanti di un personaggio da operetta afflitto da seri problemi a livello di dinamica e di spostamenti. Si tratta di un’opera francese prodotta dalla compagine d’oltralpe “Autour De Minuit”.

Parte come un Minuetto dedicato alla fine della vita “Dernier Voyage”del belga Pierre Duculot, ma nel finale tutto si stempera in commedia rosa dal finale a sorpresa.

“ABSCHIEDSLIED”di Markus Beck sfrutta nuovamente come location una struttura ospedaliera, stavolta senza alcuna concessione all’umorismo, ma premendo il pedale del più vivido esistenzialismo.

Esistono film di immediata presa e altri dalla semantica più ramificata , che va resa palese cum grano salis. Senz’altro appartiene alla seconda compagine “LA MOGLIE” di Andrea Zaccariello, a parere di chi scrive il migliore cortometraggio italiano visto a Maremetraggio 2009.
In una cornice quasi fantascientifica e densa di mistero si svolge l’incontro mercenario tra una bellissima ragazza ed un giovane che ama filosofeggiare sulla vita. Non sapremmo dire bene il perchè, ma qualcosa nell’ambientazione ricorda “I viaggiatori della sera”(1978) di e con Ugo
Tognazzi, non a caso un’altra storia fantastica. Qualcosa però nel cortometraggio sfugge ad un’immediata catalogazione, e da questo elemento nasce la suspense. Protagonista la stupenda Valeria Solarino, tra le presenze promettenti del nuovo cinema italiano.

La Bulgaria è presente stasera con “Semeyna Terapia”di Petar Valtchanov , prepotente apologo sul teppismo suburbano che consente però alla coppia vittima di ridisegnare le mappe del proprio matrimonio.

L’ora è tarda, ma ecco frizzante come un bicchiere di gassosa “TEAT BEAT OF SEX”di Signe Baumane. Sorta di Bignami sui comportamenti sessuali ad uso degli adolescenti, è frammentato in episodi. Animazione ricchissima di riferimenti extratestuali, è una coproduzione Italia – Usa.

Si ritorna poi ad un contesto metropolitano per la perentoria , livida vicenda de “IL TORNEO”a firma Michele Alhaique, dove alcuni adolescenti che hanno già conosciuto il lato peggiore della vita inseguono un sogno agonistico.
Tristissima davvero la scena finale.

Conclusione di serata all’insegna della poesia naturista più incontaminata: “RYBA”di Alexander Kott si avvale di un paesaggio immoto ed innevato, degno delle favole di cristallo dei Fratelli Grimm. Produce lo Studio Pilotazh, la fotografia da rubino striato è di Peter Dukhovskoy.

Appuntamento a venerdì sera, le acque si fanno alte e l’approdo è vicino!

[b]Riccardo Visintin[/b]

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