DIARIO DI BORDO DI VENERDI’ 6 LUGLIO

L’AURA DI LAURA ED ALTRE VISIONI…

Dopo tanta attesa, eccoci al clou di Maremetraggio 2007,
con uno di quegli appuntamenti attsi per mesi.
Di nero vestita, sorridente e disponibilissima al dialogo, Laura
Morante arriva a Trieste sulla scia della bella rassegna a lei
dedicata, “Gli sguardi di Laura” .
L’incontro si è subito segnalato per una fortissima atmosfera legata al cinema italiano che preferiamo, quello che soffre per uscire nelle sale e poi diventa magari un grande successo popolare.
Ricostruire la copiosa filmografia dell’interprete di “Colpire al
cuore” era quasi impossibile, ma lei stessa ha fatto del suo meglio per inanellare ricordi, testimonianze e speranze per l’immediato futuro; pubblico delle grandi occasioni e tanta voglia generalizzata di stringere la mano o almeno salutare l’attrice.
La magia si è ripetuta la sera al giardino pubblico quando Laura Morante è ricomparsa per presentare il film “Liscio” di Claudio Antonini.
Vivo interesse ha suscitato questo buon lavoro italiano incentrato su d’una madre simpatica e un po’ volubile ed il figlio piccolo ma molto protettivo nei suoi confronti; il tutto contornato dalle musiche tipiche delle grandi orchestre emiliane, quelle che hanno fatto la gioia di Pupi Avati.
Ultimo incontro poi con la cinematografia dal breve impatto quella che in pochi minuti deve condensare le storie personaggi ed emozioni.
Angosciante come un road-movie americano ma pienamente slavo per la crudezza ed il piglio il cortometraggio ” Sretan put nedime” di Marko Santic percorre letteralmente l’angosciante parabola d’un uomo malato terminale, e di un fratello disperato e disposto a tutto per aiutarlo; si tratta d’un lavoro anomalo e che forse avrebbe potuto “respirare” anche nei sentieri del lungometraggio.
La favola nera, non falsamente poetica e sarcasticamente erotica narrata in “Divini incontri d’orgasmo” di Barbara Cacciati, vive di certe atmosfere notturne e morbose che si risolvono in un finale beffardo.
Forse non esiste uno strumento di alimentazione caro agli italiani come la macchina per il caffè.
Esiste tutta una storiografia in merito, infarcita di caroselli e
spot pubblicitari che appartengono ormai all’immaginario collettivo; se ne ricorda acutamente il regista Mariano Fiocco per il suo corto “Moka”, che sfrutta la tecnica dell’animazione per una vicenda autoironica molto apprezzata dal pubblico.
Una vera e propria compagine di autori si è messa al lavoro per realizzare il divertentissimo “Amperio”, surreale e grottesca vicenda con protagonista un ragazzino “elettrico” e dalla testa quadrata a cui ne capitano di tutti i colori soprattutto in versante sentimentale; prova pienamente riuscita per il quintetto Ciccotti-Monti-Pizzinini-Taurino-Alliaud forse il più originale dei cortometraggi visti quest’anno.
“A trazione interiore” di Giacomo Mondadori è una sorta di cerimonia funebre compiuta ai danni di un vecchio archeologo sognatore e allo stesso tempo rappresenta un cauto avvertimento sugli scherzi del destino e sull’incapacità umana di sfuggire al medesimo.
Ancora cinema italiano sotto il microscopio dei giovani per “Un
inguaribile amore” di Giovanni Covini racconto di coppia dalle
rarefatte atmosfere malinconiche.
Si ritorna allo sfruttatissimo tema del mondo visto da un occhio infantile per ” Chronicles of impeccabile sportmanship” dell’autrice Erika Tasini, dimostrazione che l’altra metà del cielo guarda sempre a certi temi da un’ angolazione eminentemente personale.
Irlandese e quindi aspro, sanguigno e sfacciato insieme il
cortometraggio ” Nun more deadly” di David O’Sullivan, che certo si aggancia alle atmosfere tipiche dei registi senza fronzoli del suo paese.
Difficile non affezionarsi alla dolcissima bambina d’animazione
protagonista del cortometraggio italiano “La mia migliore amica” di Stefano Bonamico; assolutamente commovente ed antiretorica la vicenda della piccola pachistana e della sua bambola, la migliore amica del titolo, che diventa soggetto umano di una storia permeata di onestà nei confronti dei popoli stranieri.
Per chi ha sempre amato capire le dinamiche cinematografiche dal proprio interno analizzando tutti i molteplici passaggi che portano poi – non sempre – al prodotto finito il convegno di ieri pomeriggio “La rete dei Festival o i Festival nella rete” ha chiarito più di qualche dubbio.
Diversa la natura del secondo incontro pomeridiano dedicato ai cortometraggi aziendali ed al rapporto molto personale delle aziende con l’evento artistico.
Un po’ tristi per l’imminente conclusione del festival ci apprestiamo a vivere la giornata di sabato nella maniera migliore, aspettando soprattutto la proclamazione dei vincitori delle varie sezioni e il consueto bagno di folla finale; c’è chi dice che in questa settimana di caldo soffocante la temperatura delle acque abbia raggiunto livelli buoni per bollire la pasta: la nostra personale adrenalina peggiorerà piacevolmente la situazione.
Appuntamento a tutti per il gustosissimo rush finale!

Riccardo Visintin

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