DIARIO DI BORDO DI MERCOLEDI’ 4 LUGLIO

DIVORATORI DI CELLULOIDE!
L’estate sembra proporre una brusca interruzione durante la giornata di mercoledì: freddo, vento, pioggia ed un gran da fare per le bravissime hostess del Meremetraggio Village; tanta furia meteorologica non ferma la nostra rassegna multicolore che approda nel pomeriggio ad uno dei dibattiti più interessanti, vale a dire “Un Tuffo nello Specchio”, che indaga con seria partecipazione i legami tra sport e anoressia.
Un vero “perterre de roi” di esperti ha attirato un pubblico letteralmente impermeabile al temporale
Per forza… meteorologica convogliata al cinema Excelsior, la serata si è articolata in numerosissime piccole visioni.
Debutto tutto italiano con il lavoro “Lu non fa Miracoli” di Fabrizio Ruggirello, che unisce una storia di violenza e di inseguimenti ad un gioco ad incastro di sapore… clericale.
Ci trasferiamo in Gran Bretagna per il corto di animazione “Solo Duets” di Joseph Feltus, figurativamente uno dei lavori più raffinati visti durante il festival.
Sfruttando un impianto allegorico e fortemente simbolico la coppia di registi polacchi Kiwerski e Szymanski racconta l’eterna ricerca della verità da parte dell’uomo; una caustica satira dell’ambiente lavorativo è invece proposta dalla spagnola Carlotta Coronado nel suo corto “Libra” che gioca molto sulla mimica dell’interprete femminile: si tratta di una comproduzione tra i Paesi Iberici e Italia.
Tipicamente italiano del linguaggio giovanilista e nella riuscita coloritura d’ambiente il lavoro tutto al femminile di Elisabetta Bernardini “Baiano”: un prezioso scrigno di verità sulle età anagrafiche e sul gioco a scacchi dell’uomo con il tempo.
Intrecci sentimentali spesso anelati e sovente delusi ci ammoniscono sulla inevitabilità del fato: succede nel cortometraggio tedesco “Berlin Budapest” di Rita Lengyel.
Spassoso, sanguigno, pienamente riuscito il circo di personaggi d’animazione che sono al centro di habitat della coppia Arrhenius e Muntzing: l’opera proviene dalla Svezia e si segnala anche per un riuscito assembramento fonetico; sempre provenienti dalla fantasia e dal cartone animato i pupazzi ubbidienti e non di “Pyesa Dlya Tryokh Aktoriv” del giovane Alexandr Shmigun.
Mille cose surreali e disastrose capitano nella cucina schizofrenica di “Coucou Clock” della coppia Cailleau-Fobis, dissacrante partita a freccette tra personaggi e oggetti.
Intelligente e sensibile il gioco ad incastro… letterario nato dal talento del francese Guillaume Martinez per il suo “Gratte-Papier”, che sarebbe piaciuto ad un “cupido” cinematografico come Claude Chabrol.
Lungo la strada scorre un corriera “scuola-bus”: peccato che è notte ed il mezzo pare quasi una versione moderna del carro trainato dagli asini verso il “Paese dei Balocchi” di Collodi; succede con pieno piglio narrativo nel corto danese “Spraekker” di Aage Rais-Nordentoft.
Il nostro giovane autore Davide Rizzo firma invece il lavoro a metà tra dramma privato e denuncia sociale “Il Settimo Giorno l’Abbaglio”, che si segnala per la riuscita tensione drammaturgica.
“Tricko” di Hossein Martin Fazeli ruota intorno ad una maglietta dal contenuto compromettente: narrato in forma di truce apologo, è in realtà un avvertimento di matrice sociale.
Il senso del grottesco e dell’ironia appartiene a noi italiani quasi come uno smoking dalla taglia perfetta: lo comprova il giovane autore Francesco Segré, nel suo “Manila” dove il bisogno di denaro porta a parossistici rimedi non cristallini.
Una feroce e divertente caricatura della svizzera ci viene proposta da Corrado Ravazzini nel suo “Swissigns” che si avvale di un monologo sinceramente irresistibile.
A parere di chi scrive uno dei migliori lavori visionati batte bandiera teutonica; il talento strafottente e iconoclasta di Stefan Mueller esplode letteralmente nel bailamme di “Mr Schwartz, Mr Hazen & Mr Horlocker”.
Un grande manipolatore di corpi e di incubi carnali come David Cronenberg avrebbe senz’altro apprezzato “Inside” di Philipp Hirsch: una vera e propria centrifuga dell’orrore che narra di sangue e di morte.
Appuntamento a giovedì mattina in piazza Sant’Antonio sperando di vedervi tutti con ombrelli rigorosamente azzurri.

Riccardo Visintin

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