DIARIO DI BORDO DI MARTEDI’ 3 LUGLIO

PROFONDO ACQUATICO!
Se vedere è bene, rivedere è ancora meglio! Pensiamo proprio a questo la mattina di martedì nella splendida cornice del Maremetraggio Village, dove rivediamo i cortometraggi della sera precedente.
Una scintilla di genio, un’angolazione di ripresa, un piano sequenza, il viso bellissimo di una particolare attrice: sono tanti i regali visivi da conservare in una segreta zona della nostra memoria.
La sera, poi, è irrinunciabile l’appuntamento al Giardino Pubblico, sotto le stelle e “stregati dalla luna”, per un viaggio attraverso il cinema internazionale.
Bandiera italiana e femminile per il cortometraggio “Rana Rana” di Silvia Innocenzi, che unisce il consueto microcosmo infantile molto caro a certo cinema italiano, ad istanze psicologiche legate al mondo della musica.
Entusiasmo sincero da parte del pubblico ( e da parte del vostro recensore ) per il fulminante “Kwiz” del regista belga Renaud Callebaut, capace di “infierire” simpaticamente sul non simpatico ambiente ospedaliero inventandosi la terribile vecchietta vendicativa che se la prende nientemeno che con… Louis Vitton!
Ha le dimensioni di un incubo invernale alla Tolkien il racconto introspettivo e terrificante “Primiera nieve” di Pablo Aguero, che imbastisce una pura suspence degna dei maestri della tensione.
Barocca, piacevolmente ridondante e straniante la parabola gotica di “Judas” di Nicolas Bary, che ricorda molto da vicino Edgar Allan Poe ed il suo racconto “La maschera della morte rossa”: ineguagliabile ballo funebre ordito da persone già passate nel regno dei più.
Mancava la fantascienza in questa ricchissima edizione di Maremetraggio che ha praticamente presentato ogni genere narrativo possibile ed immaginabile.
“Star Fly” di Beryl Koltz sopperisce a questa mancanza attraverso un parossistico e survoltato racconto siderale, che si trasforma in un party surreale che non sarebbe dispiaciuto a Pedro Almodovar.
Nel 1975 nacquero in Italia le prime radio private, e per molti rappresentarono una raggiunta forma di libertà espressiva: a tanti anni di distanza è ancora importante il messaggio universale che passa “via etere” accontentando le anime inquiete.
Il cortometraggio italiano “Radio Panico” di Gigi Piola si trasforma da omaggio al mezzo radiofonico in minaccioso monito sui destini dell’umanità.
Naturalmente il riferimento più logico va ad Orson Welles ed al suo allucinante scherzo sui marziani in arrivo.
A metà strada tra William Butler Yeats ed il racconto dell’orrore si situa il corto di Claran Foy “The faeries of blackheath woods”, visivamente folgorante è ruscito soprattutto nel finale.
Conclusione di serata con il lungometraggio “Il segreto di Rahil” di Cinzia Bomoll, ancora una volta una carezza filmica femminile sui temi dell’infanzia e sul rapporto tra la medesima e l’ambiente circostante.
Appuntamento a domani, mentre si profila la fase più calda ed eccitante della manifestazione.
Un tuffo profondo, quindi, e… attenzione all’apnea!

 

Riccardo Visintin

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