DIARIO DI BORDO DI GIOVEDI’ 5 LUGLIO

CREANDO UN PONTE TRA IL CIELO E IL MARE…
Quando si dice la forza del destino… incupiti dalla medesima cupezza del cielo triestino, eravamo quasi rassegnati ad una consistente serie di visioni “a domicilio”; invece come nel racconto di Heminguay “Il vecchio ed il mare”, ogni onda può cambiare le sorti e le geometrie.
Un benvenuto sincero al bel tempo, quindi, e pubblico delle grandi occasioni per la presentazione del Premio Lucchetta al Maremetraggio Village.
Si tratta di un avvenimento molto sentito a livello morale in città, come hanno spiegato gli organizzatori del premio che porterà tra l’altro la preziosa musica degli Stadio e di Simone Cristicchi tra le pietre di Piazza Unità.
Qualche maglione in più in platea al giardino pubblico, per l’ennesima gradita compagine di cortometraggi provenienti da ogni latitudine.
Inizia la Francia con l’inquietante ed introspettivo rapporto a due di Emmanuel Malherbe, che nel suo ” Pure Laine Vierge” imbastisce una relazione allucinata che avrebbe fatto la gioia di Roman Polansky.
L’inverno, il freddo e i panorami glaciali si sono curiosamente ripetuti negli storyboards dei giovani autori di questa edizione del Festival; ne fa ulteriore fede il lavoro non consolatorio di “Winterlong” di Timo Valevi Puukko.
Polare, ancora di più, il climax anche emotivo della regista finlandese Mia Tervo, che nel suo “Hylje” imbastisce una vicenda anche psicologica tutta al femminile.
Il rapporto amichevole e rudemente conflittuale tra due giovani soggetti maschili sottolinea ciò che accade in ” Due bravi ragazzi” di Toni Palazzo, avventura on the road dai contorni inaspettati.
Quasi tutti i corti di animazione visti quest’anno si distinguono per il caleidoscopio di colori e di gags verbali e sonore: non è questo il caso dell’opera italiana “La memoria dei cani”, che in maniera orientale procede per sottrazione diventando un gioco di ombre cinesi; dietro la macchina da presa fa del suo meglio il giovane “Simone Massi”.
Lontano dalla fantasia creativa e dai mondi fantastici, il nostro Claudio Bozzatello sceglie la formula narrativa del documentario intinto nella fiction; si parla di operai, di stenti, di immense acciaierie dove la fatica fisica dell’uomo sembra non finire mai.
Un lavoro livido e drammatico, senz’altro da ascrivere tra i migliori visti quest’anno.
Versante completamente antitetico per lo spassoso ” One at time” della coppia di autori Barrocu-Cordini-Ghignone-Ventimiglia, cartoon che rinverdisce i fasti della mitologica Arca di Noè.
Infine, un tocco di minimalismo tutto francese e perciò attento alla levità dei toni per il regista Patrick Poubel per il suo “For interieur”.
Conclusione all’insegna del grande cinema d’autore grazie ad un film che ha riscosso un eccellente successo alla sua uscita nelle sale, vale a dire “Io, l’altro” di Mohsen Melliti: un film fin troppo ricco di istanze psicologiche, teso come un’ autentica corda tesa, benissimo recitato da un Raoul Bova che si lascia definitivamente alle spalle gli zoppicamenti recitativi del passato.
Appuntamento a venerdì mattina per l’incontro con Laura Morante.

Riccardo Visintin

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