“Diario di bordo” dell’ottava serata

L’APPRODO
Il mare. L’acqua, la profondità degli oceani.
Il lavoro dei pescatori,con quelle lampare antichissime ancora oggi in uso;e poi le nostre spiagge italiane, i colori, i suoni e i sapori di certe indimenticabili giornate d’estate.
Verso il tramonto,in quelle ore lente, calde e trasognate, c’è sempre qualcuno che porta sulla sabbia grappoli d’uva e gigantesche fette d’anguria.
Di sera la “movida” prenderà corpo, il rito collettivo del divertimento senza soste conoscerà il suo apogeo .

Cosa c’entra tutto questo con Maremetraggio?forse nulla o forse tutto, perché questa non è solo una manifestazione che si svolge d’estate, è anche una celebrazione del piacere estivo di stare insieme, di condividere una passione artistica o anche solo due poltrone vicine al cinema.
Traballante mai come quest’anno il tempo ha messo in forse anche la sede preposta per venerdì sera; si è poi optato per il Giardino pubblico.
Serata quanto mai eterogenea per stili e modi,quella di ieri si è aperta con il cortometraggio “Rebus” di Raoul Cannella; caustico sfottò dell’Italia catodica, è un simpatico viaggio sull’otto volante dell’assurdo.
Dalla Germania proviene invece il geniale “Heavy pregnant” di Piotr Levandowsky, grottesco apologo ginecologico che si trasforma in una satira spassosa sui “Peter Pan” ultratrentenni.
Ritorno al cartone animato –genere universalmente aprezzato par exellence- il cortometraggio “Life in smoke” del nostro Gianluca Fratellini si concentra sul tema del fumo in chiave paradossale.
Ancora bandiera Italiana per la fiaba nera “Smart!” di Leonardo D’Agostini, che prendendo spunto da un fatto di cronaca si inerpica sulle colline del disagio mentale.
La Croazia si è presentata invece con l’originale lavoro di Magda Dulcic “Perpetuum stabile”, gioco ad incastro in cui le macchine sono protagoniste di un valzer delle candele.
Madre Natura ha fornito alberi millenari e giganteschi: ci pensano gli uomini a rovinare tutto con le loro querelles personali; è quanto pensa il cecoslovacco David Sucup.
Lavoro di amalgama e di costruzione,”Extn.21″ dell’inglese Lizzie Oxby concentra quante più metodologie filmiche possibili, mentre la sceneggiatura coglie il meglio della tradizione gotica e surreale.
Menzione a parte per i due lavori presentati nella sezione Corallino, dedicata all’impegno cinematografico dei più piccoli.
“Un pesce fuor acqua” realizzato dall’Istituto Tecnico Galvani di Trieste e “Una giornata qualunque” scritto diretto ed minterpretato dalla scuola media Dante Alighieri di Modugno (Bari).
Ulteriori esempi di come il cinema deva e possa entrare nelle scuole incentivando la creatività ed il rapporto con le discipline multimediali.
A questo punto il medesimo Giove Pluvio di cui già relazionammo nelle precedenti sere ha deciso per il consueto rovescio proprio sui primi fotogrammi del lungometraggio “Onde”di Francesco Fei.
Inpietosa analisi della diversità vista attraverso le solitudini di un musicista cieco e di una ragazza dal volto deturpato, è un film senza zucchero che rinuncia ad ogni tentazione da “preparate i fazzoletti”; sempre più attenta e calibrata la giovane attrice Anita Caprioli a cui fa degno contraltare l’esile ed indifeso Ignazio Oliva.
Giunti all’approdo di questa sesta edizioni di Mremetraggio non possiamo che reputarci fortunati protagonisti di una navigazione ricca di fascino.
I bicchieri tintinnano ma le due cinofile bionde Maddalena Mayneri e Chiara Valenti Omero stanno già pensando alla prossima edizione: come si sa le tonalità del blu e dell’azzurro sono infinite…
Riccardo Visintin
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