Serata sotto le stelle in compagnia di Ivan Franek

Trieste 3 Luglio – Dopo un’inaugurazione battezzata dalla pioggia che aveva fatto scegliere come sede della manifestazione le sale al chiuso del cinema Excelsior, ieri la seconda serata del Festival ha potuto finalmente svolgersi nel Cinema Estivo Giardino Pubblico, uno spazio scenografico di ampio respiro che rende ancora più gradevole la visione dei film.

Oltre alla selezione di corti MAREMETRAGGIO/CEI, vero protagonista di ieri è stato Il silenzio dell’allodola, il bellissimo film di David Ballerini con Ivan Franek protagonista, in concorso nella sezione IPPOCAMPO.
Alla presenza di attore e regista il pubblico di Maremetraggio ha assistito a una proiezione che per Trieste è stata un’anteprima assoluta, nonché l’unica possibilità di vedere questo coraggioso e toccante film d’autore. Già perché Il silenzio dell’allodola, uscito al cinema il 10 giugno scorso, ha potutto usufruire di una programmazione ridottissima, restando pressoché sconosciuto al grande pubblico. Eppure il film è un’opera davvero meritoria, sofferta e sentita (frutto di quasi 6 anni di lavoro), studiata e pensata per far arrivare un messaggio forte, come un pugno nello stomaco: cos’è la libertà? Cos’è la dignità dell’uomo? Oggi al Maremetraggio Village si è discusso proprio di questo, con David Ballerini e Ivan Franek che hanno incontrato il pubblico e i giornalisti. “La violenza è spesso ostentata nei film di oggi, ma poi si esce dal cinema ridendo. Nel mio film non la violenza fisica non è mai mostrata, solo suggerita. Quello che ho cercato di comunicare allo spettatore è invece una violenza ancora più profonda, quella morale”.
“Il mio è un film duro e rigoroso, ma nonostante ciò, credendo fermamente che il cinema sia una “fabbrica di sogni”, ovvero un linguaggio per passare emozioni, non ho rinunciato a nessuno degli strumenti linguistici che il cinema ci mette a disposizione per afferrare e legare a sé lo spettatore. Ne è risultato così una sorta di insolito ‘film d’azione in interni’, un film che unisce elementi di genere ed elementi autoriali, secondo una formula purtroppo poco usata in Italia, ma che credo sia l’unica via possibile per la sopravvivenza di un autentico cinema d’autore non provinciale oggi”. – (David Ballerini dal Catalogo di Maremetraggio 2005)
Il silenzio dell’allodola è liberamente tratto dalla storia vera di Bobby Sands, un giovane irlandese cattolico simpatizzante dell’Ira. Bobby venne arrestato e costretto a confessare un crimine che non aveva commesso. Il silenzio dell’allodola non è un film biografico e il linguaggio usato del regista non è quello della verosimiglianza o della fedeltà alla realtà casomai quello dell’astrazione, dello spazio metafisico, quasi iperreale: il protagonista del film è un simbolo, un martire moderno; nei panni di Bobby Ivan Franek è l’interprete perfetto per comunicare tutto il dolore e la sofferenza che l’uomo può subire rimanendo, nonostante tutto, libero di scegliere e per questo di essere uomo.
Ivan Franek – Filmografia:
– Provincia meccanica (2005)
– 36 quai des orfevres (2004)
– Sulla mia pelle (2003)
– Vodka Lemon (2003)
– Brucio nel vento (2001)
– Chaos (2001)
Le immagini della serata di ieri e dell’incontro con David Ballerini e Ivan Franek saranno scaricabili a partire da stasera sul sito: www.maremetraggio.com.
 

 

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