“Diario di bordo” della settima serata

Si dice spesso che la vita è l’arte degli incontri: ebbene Maremetraggio azzurra bandiera del cinema formato ridotto anche stavolta non ha tradito l’assioma.

Venerdì 9 luglio infatti come di consueto nelle accoglienti sale del Savoia Excelsior abbiamo conosciuto una delle più grandi personalità del cinema italiano, il regista e sceneggiatore Francesco Maselli.

L’autore di “Storia d’amore” e di “Gli indifferenti” ha tenuto banco con il suo eloquio discreto spendendo inoltre più di una parola di ottimismo per il futuro della nostra cinematografia.

Nonostante la perdita di interpreti importanti come Gian Maria Volontè e Vittorio Gassman dice Maselli c’è stato un ricambio generazionale , e attori come Stefano Dionisi – scoperto proprio da Maselli- dimostrano che il diavolo non è così brutto come lo si dipinge.

La serata di venerdì, ricchissima di quel pubblico ricettivo ed affettuoso che è oramai tratto distintivo della kermesse, è purtoppo iniziata con una nota di consistente e motivata malinconia: Maddalena Mayneri ha difatti annunciato l’improvvisa scomparsa di Carlo Di Palma, uno degli italiani che si sono fatti onore all’estero.

Direttore della fotografia per Woody Allen e Michelangelo Antonioni ha sempre lavorato nell’ombra, condividendo con un altro mago della luce, Vittorio Storaro una sorta di “nobile introversione”.

Triste nuova, la morte di Di Palma ha poi scatenato un lungo applauso e la serata è stata opportunamente dedicata all’autore della fotografia di “Stardust memories”.

Ma come ha sottolineato il presentatore Andro Merkù “the show must go on”, è nella migliore tradizione dello spettacolo si è passati alla visione del primo corto: “Vacances” di Nicolas Dufranne.

L’opera del regista belga sfrutta la tecnica del fermo immagine al servizio di una sceneggiatura inquietante sulla morte ed il tradimento; più un affresco pittorico, un’allegoria, che un film, forse troppo ermetico per il grande pubblico.

Ancora influenze horror nel cortometraggio italiano “Deadline” del messinese Massimo Coglitore; molta tensione narrativa ed alcuni riferimenti al miglior cinema inglese del brivido (pensiamo a “Presenze” di Kevin Billington, un vecchio thriller paranormale anni ’70 con David Hemmings).

“Ho visto mia ballare tra le nuvole” di Ila Beka (alias Filippo Clericuzio) un veterano del cortometraggio dall’alto dei suoi centocinquanta cortometraggi in curriculum, è una specie di esercizio calligrafico condotto con sapienza, forgiato attraverso tecniche di ripresa che ricordano il cinema muto europeo.

Ancora un cortometraggio italiano con “Bbobbolone” di Daniele Cascella, dissacrante e velenosa parodia dell’ambiente malavitoso meridionale.

Vittima di due brutti ceffi che si esprimono con un linguaggio assurdo ed incomprensibile il delinquente di quartiere Bbobbolone abbandona una tentata rapina per unirsi ad una partita di pallone.

Siamo nei dintorni di quel cinema autoironico che irride senza svilirlo il profondo Sud.

Nella sezione Ippocampo è stata poi la volta del lungometraggio di Salvatore Mereu “Ballo a tre passi”.

Sempre all’interno di una storiografia che racconta il Meridione contrapponendo le nuove generazioni a quelle ancorate alla campagna e alla povertà, anche quest’opera contiene svariati elementi di riflessione per quanto attiene alla comprensione interregionale.

Mereu non ancora quarantenne si è appoggiato alla “Lucky Red” di Gianluca Arcopinto e dell’ex attore Andrea Occhipinti: una delle poche case di produzione e distribuzione italiane a consentire ai giovani autori una visibilità degna di questo nome.

Appuntamento a stasera con un programma irresistibile: l’ultima “tranche” di cortometraggi, l’evento speciale e l’attesa premiazione… sotto le stelle.

Riccardo Visintin
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