“Diario di bordo” della serata finale

In tutti i film di ambientazione marinara, arriva sempre il momento in cui i protagonisti lanciano il fatidico grido: “Terra!”. Succede nelle migliori pellicole, da “Gli ammutinati del Bounty” a “L’isola del tesoro”.

L’esclamazione è pertinente anche quando proviene dalla voce di Maremetraggio, il Festival Internazionale del Cortometraggio di Trieste che ha chiuso i battenti di un’edizione a dir poco trionfale.

Nel corso della serata di sabato 10 luglio visibilmente emozionate ma felici, le organizzatrici del Festival Maddalena Mayneri e Chiara Valenti Omero, hanno presentato un rapido consuntivo della loro quinta avventura sotto il segno del cinema a passo ridotto.

Presenti l’Assessore Regionale alla Cultura Roberto Antonaz e i noti critici cinematografici Roberto Nipoti, Paolo Lughi e Sergio Grmek Germani, si è passati alla lunga cerimonia di premiazione.

Dopo gli inevitabili attimi di suspence che sono il sale di manifestazioni come questa, il presentatore Andro Merkù ha comunicato gli attesi nomi trionfatori per l’edizione 2004.

Meritatissimo il premio al miglior film per “La destinazione” di Piero Sanna, regista non professionista che avvalendosi di attori a loro volta non conosciuti è stato in grado di costruire un apologo di ispirazione neorealista.

La palma del miglior attore è stata assegnata dalla giuria a Elio Germano protagonista della pellicola “Liberi” di Gianluca Maria Tavarelli “per essere riuscito a interpretare un personaggio complesso e sfaccettato, con grande maturità artistica”.

Ex aequo di spicco l’apprezzato Gianmarco Tognazzi per il film di Ricky Tognazzi e Simona Izzo “Io no”.

Una raggiante Sabrina Impacciatore ha ritirato il premio Ippocampo come migliore attrice per il film di Giovanni Morricone “Al cuore si comanda”.

Vittoria targata Inghilterra per il cortometraggio “Def” di Ian Clark scomoda fiaba a sfondo sociale sulla diversità.

Il mini film ha condiviso ex aequo la nomina al miglior corto assoluto con “Vacances” di Nicolas Dufranne evidentemente apprezzato anche per il forte connotato metafisico.

Menzionato un lavoro italiano di geniale divertimento: “L’uomo più buono del mondo” di Edo Tagliavini, che è stato anche uno dei successi più sinceri per quanto riguarda il pubblico.

La motivazione del Premio Kodak per il miglior corto italiano (assegnato a “Racconto di guerra” di Mario Amura) recita con lungimiranza: “perché la guerra uccide il presente e il futuro”.

Il prestigioso premio Ciak della critica al migliore cortometraggio ha visto trionfatore di nuovo “Racconto di guerra” di Mario Amura; Seconda, inevitabile citazione per “Vacances” di Nicolas Dufranne lavoro su cui si è concentrata la calorosa approvazione dei visionatori più sensibili.

Presente nella compagine di Maremetraggio con il suo fattivo apporto al lavoro cinematografico giovanile Sky Lab acquisisce cortometraggi e pubblica un magazine mensile.

Anche Sky Tv ha il suo Premio che nel contesto specifico è andato a due opere italiane: “il regalo di Natale ” di Daniele de Plano e “L’uomo più buono del mondo” di Edo Tagliavini.

Il premio Anec del pubblico consistente nella distribuzione del film nelle sale associate è andato ex aequo a “Baldosas” di Marc Andres parallelamente a “L’uomo più buono del mondo” di Edo Tagliavini.

La sezione Corallino è una punta di diamante per quanto riguarda l’ attenzione sempre desta di Maremetraggio nei confronti dei giovani e giovanissimi; il premio Rotary Club Trieste Nord al miglior cortometraggio della suddetta sezione è andato al film “Una giornata” dell’Istituto Tecnico Commerciale Eva Mameli Calvino di Cagliari ispirato ad opere di Luigi Pirandello.

Sono state inoltre assegnate due menzioni speciali ai cortometraggi “Le scarpe nuove” dell’Istituto Tecnico Industriale “Tommaso D’Oria” di Ciriè (Torino) e a “Bulli, bulloni e merletti” della Direzione Didattica 3° Circolo di Benevento.

Rispettivamente i ragazzi di Torino sono stati apprezzati per “La capacità di sintetizzare visivamente con intelligenza e senza retorica un tema sociale serio, offrendo nel contempo uno spaccato reale di vita”.

Ai giovani di Benevento è stata invece riconosciuta “Grande qualità di regia, montaggio, scelte musicali e l’originalità, nonché l’importanza sociale del tema proposto”.

Altrettanto ricca di attestati, ma stavolta alla produzione straniera per quanto riguarda la sezione INCE. Il primo premio è andato al film “The wheel” di Victor Asliuk, proveniente dalla Bielorussia e celebrato per la coerenza poetica della forma nella quale l’autore trova la giusta energia in una realtà isolata.

Seconda targa al film “Bucaresti-Wien 8:15” del rumeno Catalin Mitulescu. Lodevole per la capacità di rendere la tensione emozionale dei personaggi in un’invenzione cinematografica, nella quale la tecnica stessa diventa espressione d’autore.

Terzo riconoscimento al cortometraggio croato “Life is like a dream” di Jadranko Lopatic con le seguente motivazione: “perchè in esso la grande tradizione del cinema di animazione croato porta a una sensibilità folgorante di realizzazione”.

La produzione cinematografica straniera più amata è stata inoltre rappresentata da ulteriori tre film: “Bezi-zeko-bezi” del serbo Pavle Vuckovich; “Dream work” dell’austriaco Peter Tscherhassky; e “Bruxsel – Sofia – Bruxsel” di Victoria Marinov, regista bulgara.

Le tre pellicole sono state menzionate per le abilità dei loro autori nel fondere la tradizione cinematografica nazionale con eleganti soluzioni visive e tematiche attuali.

Infine il Premio Key Tre Viaggi al miglior lungometraggio del pubblico è stato risolto con un ennesimo ex aequo: fratelli di targa “Liberi” di Gianluca Maria Tavarelli e “Al cuore si comanda” di Giovanni Morricone.

In coda al ricchissimo programma della serata è stato proiettato, in anteprima e fuori concorso il cortometraggio “Puoi chiamarmi Virgilio” di Marco Carlucci.

Evento speciale invece il film “Sei come sei” di autori vari ulteriore scorpacciata di cinema in un cartellone davvero omnicomprensivo.

In conclusione non possiamo fare altro che ribadire la prestigiosa valenza culturale di Maremetraggio, diventata ormai una vetrina imprescindibile per tutta una generazione di giovani autori ed appassionati di cinema. A nostro modesto avviso, quando si guarda un film (corto o lungo che sia) belga, tedesco o russo, si è introdotti in un microcosmo che per una manciata di minuti ci fa diventare a nostra volta belgi, tedeschi o russi.

Questa è la magia del cinema, che quando è cinema davvero “passa” subito al cuore di chi lo guarda, senza alcun tipo di mediazione preventiva.

Maremetraggio inoltre sarà sempre ricordabile come la manifestazione – principe per quanto riguarda il contatto diretto e in certi casi direttissimo con attori e registi.

Abbiamo notato con piacere Gianmarco Tognazzi, Francesco Maselli, Ricky Tognazzi o Simona Izzo, per non citare che alcuni degli ospiti di quest’anno intrattenersi più del solito con un pubblico mai così affettuoso: significativo ed indimenticabile anche questo.

Appuntamento a Maremetraggio 2005 contando sul medesimo calore umano riscontrato.

Riccardo Visintin
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