“Diario di bordo” della quinta serata

Maremetraggio giunge alla sua quinta navigazione: siamo ancora in mare aperto, ma la gara si avvia alle sue fasi più eccitanti.

Mercoledì 7 luglio, come di consueto ospiti del Savoia Excelsior, i protagonisti della manifestazione hanno incontrato pubblico ed addetti ai lavori; in questo caso sugli spalti abbiamo trovato Pino Tordiglione e Patrizio Rispo, rispettivamente regista e protagonista del film “Il natale rubato”.

Sinceramente commosso nel rivelare che il suo film è dedicato alla madre recentemente scomparsa, Tordiglione ha conquistato l’attenzione e la simpatia dei presenti con un’appassionata difesa del cinema italiano.

Il cinema vero, onesto e corretto magari con idee vincenti e ottime sceneggiature, che sempre più incontra difficoltà a nascere e ad essere distribuito.

Il dibattito si è poi incentrato sulla cultura meridionale che da Eduardo de Filippo a Massimo Troisi, e fino al teatro di contaminazione di Leo de Berardinis o di Tato Russo continua ad essere patrimonio nazionale indiscutibile; “ma Eduardo” puntualizza Tordiglione “lo amano ovunque, anche a Sondrio…”.

Patrizio Rispo inoltre ha parlato del talento e della professionalità delle troupes italiane: materiale umano e tecnico come quello di “Un posto al sole” di cui non si parla quasi mai.

La serata di mercoledì ha poi offerto ulteriori motivi di interesse grazie ai cortometraggi in programma: inizio da 10 e lode con “Le bout des doigts” del giovanissimo francese Nicols Birkenstock un vero e proprio capolavoro di sensibilità.

Il piccolo protagonista Martin prescelto per recitare una poesia alla festa della scuola, deve fare i conti con la propria pessima memoria e con i dissidi dei genitori.

Minimalismo d’alta scuola ed una strizzata d’occhio al cinema di Luigi Comencini e Robert Bresson.

Dalla Gran Bretagna arriva invece “Def” scritto e diretto da un altro giovane (ha solo 26 anni) Ian Clark; è l’apologo di un adolescente che sogna di diventare un rapper ma si trova davanti un ostacolo apparentemente insormontabile: è difatti sordo.

Ottima descrizione d’ambiente per quattordici minuti densi e filati.

Altrettanto significativa ci è parsa la Sarajevo martoriata ed allucinante descritta da Mario Amura in “Racconto di guerra”: uno scenario da apocalisse gelido e livido; sentimenti azzerati e anche stavolta il tema dell’infanzia stravolta e rinnegata.

Introdotto poi dal sempre puntuale Andro Merkù, è stato presentato il già conosciuto cortometraggio “L’apparenza” di Davide Dapporto; realizzato dalla Maddalena Mayneri Produzioni con il fattivo aiuto dell’Arma dei Carabinieri (presenti in platea diversi della succitata).

Interpretato da Massino Dapporto attore molto amato dal pubblico triestino, il film narra della diversità in chiave non demagogica.

Nella sezione Ippocampo infine ancora un momento di grande cinema di e sul Meridione con “la destinazione” di Piero Sanna presente al Giardino Pubblico; si tratta di un lavoro forse spigoloso, scomodo dove la disperazione dei personaggi fa il paio con l’asprezza degli ambienti di una Sardegna ove tradizioni arcaiche sopravvivono in un mare di contraddizioni.

Rimane da sottolineare come la presente edizione di Maremetraggio abbia consentito al pubblico di conoscere alcuni aspetti di un cinema ed una cultura senz’altro lontani dalla nostra Mitteleuropa. Alla scoperta di Trieste è anche il giovane protagonista del film “La destinazione” Roberto Magnani.

Appuntamento a stasera per un altro…tuffo nei molti porti di Maremetraggio.

Riccardo Visintin

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