Al via la XVI Edizione di ShorTS – Diario di Bordo della serata inaugurale

Immaginate di leggere un libro (un bel libro, naturalmente) e di arrivare a pagina 16. Siamo, quindi ancora all’inizio dell’avventura, quando il vaso sul davanzale della vita deve dischiudere i fiori migliori. Sedici è il numero di questa edizione del ShorTS International Film Festival, e respira un aria giovane, anzi giovanissima come avremo modo di raccontare. Classicismo e modernità si inseguono reciprocamente già durante la conferenza stampa nelle sontuose sale del Teatro Verdi. Faceva ancora ragionevolmente fresco, adesso ai primi di luglio la temperatura fa incrinare i termometri. Ci abbandoniamo quindi alla visione dei cortometraggi presenti sul plateau.Inaugurazione-5

Dopo la presentazione di rito a cura di Chiara Valenti Omero – che giustamente sottolinea le difficoltà insite nel concretizzare qualsiasi manifestazione sopportando anche i cali di energia – e dopo la presenza sempre gradevole di Zita Fusco, è davvero tutto spazio solo per le immagini.

child k

Imprinting drammatico di quelli tosti per il corto italiano Child K della coppia De Feo Palumbo: parte come un dissidio verbale tra due giovani alla vigilia della nascita del loro primo bambino; di lì a poco la storia sterza verso una durissima analisi critica degli orrori e dei soprusi sugli essere umani perpetrati dal nazismo; veramente un opera coinvolgente che suscita un silenzio partecipe in platea.

Altrettanta vis drammaturgia viene offerta dalla co produzione anglo irlandese Here di C. Eastwood che ruota intorno alla insopprimibile esigenza di disvelare il passato, nonostante siano il rosso scarlatto del sangue ed il nero della colpa a fare da pubblici accusatori; senz’altro l’autore non dimentica le atmosfere rarefatte care ad un autore quale Peter Wier.

Juan y la nube

Giovanni Macelli con il suo Juan y la nube sceglie di raccontarci una storia tenera e a suo modo surreale usufruendo del cartoon come specchio visivo; senz’altro il piccolo Juan è da inserire nella categoria dei piccoli eroi. Le prime nuvole contrastano con un cielo che dall’altra parte sembra mantenere fede al proverbio “rosso di sera …” invece di lì a poco pioverà, ma niente paura ci pensa Chiara Valenti Omero a trattenere il pubblico e di fatti la meteorologia la ascolta.
Avanti ancora con il concitato vis a vis di Neko Od Nas di Anja Kavic dove la lama verbale e di conseguenza poi fisica luccica minacciosamente: eccellente la disamina psicologica dei personaggi.

Ecco arrivare un autore che conosce molto bene la difficile arte di unire l’intrattenimento cinematografico con il contesto storico riportandoci ad un estate degli anni 60, a qualcosa che è successo, e che è stato celato … credits dell’opera: The Landing di Josh Tainer.

Sarà difficile poi, non provare un impeto di umana simpatia nei confronti dei due giovani fratelli aspiranti commercianti, alle prese con un mondo adulto dove ai compratori si uniscono integerrimi ispettori di polizia. Nel gustoso finale il più piccolo dei due fratelli dimostrerà di aver acquisito pregevoli qualità imprenditoriali. Succede in Tormus di Sari Bisharat.

Il nostro Francesco Calabrese gioca invece con gli appartamenti in technicolor e le ambientazioni da Beverly Hills per la grottesca pochade di The Shift; quasi un omaggio alla rovescia al mondo femminile e attenzione a quando le donne – gattine si trasformano in donne virago.

Ex.Amen di Yury Sukhodolskiy coglie tutti i bersagli che si prefigge grazie ad uno straordinario interprete maschile che continuamente fa avanti e indietro con il proprio passato ed il proprio presente; verrebbe quasi da citare Fellini ed il suo “Otto e mezzo”, dove Marcello Mastroianni abbracciava una fidanzata che poi aveva il volto di sua madre … una danza macabra con il Tempo nordica come Ibsen o Strindberg.

Per fortuna capita ancora di commuoversi al cinema, se sono lacrime sincere e non artificiali non possiamo che esclamare: evviva la Settima Arte! Tutto questo per onorare il bellissimo Cuerdas di P.S. Garcia, dove un adorabile bambina formato digitale si prende cura di un bambino molto più sfortunato di lei; un bellissimo apologo sulla fratellanza, e sul sostegno reciproco donato senza riserve.Berlin Troika

I più “musicali” tra voi ricorderanno il surreale videoclip dei Frankie Goes To Hollywood, Two Tribes, dove due figuranti travestiti da presidenti  USA – URSS si massacravano di botte a vicenda; niente a confronto  di quanto accade durante Berlin Troika di A.Gontcharov, dove veramente i freni inibitori nei confronti del mondo politico si dissolvono in un scintillio fulminante.

Particolarmente gustosa la parata folcloristica proposta da Hu Wei con il suo La lampe au beurre de yak; una sessione fotografica interminabile con personaggi nomadi tibetani di assortite età ritratti su fondali sempre diversi, a guisa di caustica analisi del mondo dell’Immagine.

Chiude la ricca serata l’autore polacco M. Wojciechowski che attraverso Under_Construction ci ricorda usando le malizie del cinema d’animazione il nostro quotidiano rapporto con il tempo: quasi un valzer sulla sincronia dei giorni umani.

Fa ancora caldo, caldissimo, e forse anche le stelle stanotte hanno fatto la doccia: cose che succedono andando al cinema, insieme a ShorTS. Appuntamento a venerdì sera.

Riccardo Visinitin

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