Diario di bordo – Premiazioni 2020

L’APPRODO.

L’ultima seduta era un famoso racconto di Agatha Christie, ed era fenomenale perchè per la prima volta la grande autrice abbandona il genere thrilling a favore del puro horror di sapore gotico. Per capirci l’ ultima sedia era quella di una finale seduta spiritica, dopo la quale un gruppo di appassionati si sarebbe diviso.

Ultimo a parer nostro, è sinonimo di qualcosa che finisce, a volte inesorabilmente; International ShorTS Festival invece va avanti, e quest’anno ha vinto una sfida molto importante. Niente pubblico dal vivo, niente surriscaldamenti emotivi da vivere pelle su pelle, eppure l’astronave di cui parlavamo giorni fa è felicemente approdata alla sua stazione siderale finale. Tante cose belle sono successe, alcune ve le racconteremo adesso, e ci cospargiamo in anticipo il capo di cenere per inevitabili omissioni o dimenticanze.

È stata l’ edizione che ha visto il consenso morale di ben tre cortometraggi italiani, ognuno premiato con un diverso riconoscimento.

IL PRIMO GIORNO DI MATILDE di Rosario Capozzolo, ha evidentemente convinto e commosso per quel ritratto a tratti straziante di una bambina e di un padre, reso con efficacia drammaturgica, vincendo il premio per il miglior film italiano.

La medesima calibratura emotiva, nel diverso pianeta del cinema di animazione, è stata ottenuta da Veronica Spedicati con il suo IL NOSTRO TEMPO (miglior montaggio italiano).

A proposito del lavoro sul montaggio, va menzionato il lavoro del triestino Andrea Andolina con il suo A COLLOQUIO CON ROSSELLA.

Il pubblico ha invece premiato la struggente storia d’amore stigmatizzata da LOST AND FOUND della coppia Goldsmith e Slabe.

La giuria ha invece premiato una storia di stremo fisico e di sussulto psicologico: SHE RUNS di Qiu Yang; forse la prospettiva attuale dei giovani registi internazionali è rivolta verso lo studio d’ambiente e l’analisi di come i soggetti umani affrontano dei vissuti davvero complicati.

Un festival, si sa è un automobile da corsa che funziona solo se i freni sono ben oliati, e se le marce rispondono ai comandi. Perché ciò si concretizzi è necessario il lavoro di tante persone: Chiara Valenti Omero, direttrice della nostra manifestazione, non si è arresa alla situazione stagnante dell’arte in questi duri mesi, ed i risultati sono stati notevoli ugualmente. Francesco Ruzzier, che in tanti avete visto nella clip di presentazione dei film, ha come sempre curato nel dettaglio una scelta sensibile ed omnicomprensiva. Insostituibile il lavoro grafico e descrittivo di Francesco Paolo Cappellotto, responsabile in termini di layout del catalogo e organizzatore del 24H Comics Marathon. Sempre gentili, accorte, disponibili, e precise le tante presenze femminili dello staff; da Giulia Resi a Vittoria Rusalen, passando per Elisa Rossetto e Deborah Macchiavelli, ogni aspetto dell’ ufficio stampa e dell’organizzazione generale è stato curato con pregevole scrupolosità. Last but not least hanno sempre avuto un sorriso per tutti, e questo riguarda anche Daniela Pick-Tamaro ed Ilaria di Milla, la cui radiosa presenza ha contribuito al pieno risultato globale. In questo festival dalla natura virtuale non possiamo dimenticare Francesco Bonerba, Anna De Marco e Manuela Marchesan; ragguardevole supporto tecnico visivo è stato fornito da Laura Gorlato, mentre il cinema per le frange più giovani ha conosciuto l’attenta collaborazione di Manuela Morana. Compagine straniera del festival, ma in realtà completamente assorbita dal carattere tutto italiano a livello di colori ed umori, la coppia di fotografi Muchut e Faino e Joana Fresu De Azevedo. Ovviamente non tutti erano presenti a livello fisico e quindi a maggior ragione rappresentano il corpus interno del festival. Naturalmente da citare la sezione Nuove Impronte a cura di Beatrice Fiorentino; la selezione da lei curata, ci offre sempre la possibile di trovare delle autentiche perle. Ne citiamo quindi il vincitore: FAITH di Valentina Pedicini.

Un noto settimanale di programmi radiotelevisivi palesava in copertina, qualche settimana fa uno spettatore solo in un’enorme sala cinematografica; disperatamente solo sulla sua poltroncina di velluto rosso in compagnia di una mega porzione di popcorn.

Speriamo che non sia così il nostro futuro, e che si ritorni quanto prima al gesto ed al sublime connaturato moto dell’abbraccio.

Il cinema serve anche a questo ed a una bella sensazione non si chiede altro che ci torni a trovare.

Appuntamento al prossimo anno.

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