Diario di bordo – 4 luglio 2020

Il destino, a volte riserva al consorzio umano degli scherzi davvero imprevedibili.

Ci sottrae il vassoio caldo della nostra quotidianità, azzera le nostre abitudini e le nostre false sicurezze.

Reinventa il nostro microcosmo calibrandolo in soluzioni esistenziali inedite.

Di fronte a tutto questo l’Arte non può e non deve fermarsi. Forse cambierà tutto, ed il grande temporale non si asciugherà completamente ma la poetica e l’inventiva che tutti noi custodiamo non si lascerà fagocitare.

Quest’anno il nostro Festival sceglie di adopera nuove metodologie di fruizione, e quasi come una sfida, sono sempre le belle immagini a farci compagnia.

Virginia Raffaele bella e brava interprete, non solo comica, di queste ultime stagioni teatrali e televisive raccontava tempo fa la sua esperienza di bambina cresciuta in una famiglia di giostrai, dove certe convivenze e condivisioni sono diverse da come le immaginiamo.
INVERNO di Giulio Mastromauro parla anche di questo, attraverso gli occhi di Timo, piccolo giostraio greco, alle prese con il dolore e la perdita.

Pregevole impianto narrativo per un cortometraggio che ha conosciuto unanimi consensi e premi.

Toccante e commovente, LOST AND FOUND di Andrew Goldsmith e Bradley Slabe; storia d’amore fra 2 pupazzi di filo, una volpina e un dinosauro in una dimora giapponese, parabola di amore e sacrificio intriso di autentico lirismo.

PINA COLADA di David Grove Draad fa conoscere al malintenzionato protagonista un brutto quarto d’ora e sarà una inaspettata combinazione…alcolica a capovolgere la situazione. Grottesco e fulminante.

MARS OMAN di Vanessa del Campo Gatell, è un documentario che sceglie una evidente dicotomia quale struttura narrativa.
Da un lato la spartana vita nel deserto e le scansioni rurali, dall’ altra l’esplorazione di Marte.

Quest’anno, parlare di vacanze è decisamente azzardato diventa così ancora più curioso capire cosa ne pensa in merito Wiep Teeuwisse.
Su di un sfondo che più arancione di così non si può INTERMISSION EXPEDITION ci illustra alcuni turisti dai buffi copricapi che si muovono come un sol uomo in un contesto inquietante dove la natura muta continuamente.

LIMBO di Dani Viqueria Carballal vi farà correre un brivido lungo la schiena nonostante il caldo; palesi le citazioni dal miglior cinema slasher stile West Craven o Tobe Hooper. Nella sinistra drammaturgia del film si configura il minaccioso spettro di un raptus omicida collettivo.

Un lucido controllo degli spazi e il passaggio frammentato tra bellissimi paesaggi naturali ed illuminazioni metropolitane contrassegnano I CREATED MEMORIES di Sammy Gadboys.

Uno sguardo partecipe ai diversi scenari della Vita nella speranza di coglierne l’inafferrabile senso dei ricordi.

In questi mesi di forzata clausura, il senso e la risorsa insita nel linguaggio cinematografico ci è apparsa scopertamente evidente: stavolta il viaggio intorno al mondo si svolge ad armi pari ognuno davanti al proprio schermo salvaguardando la nostra interiorità.

Crediamo di averlo già detto qualche anno fa: Vasco Pratolini era solito ripetere che il viaggio di conoscenza verso il mondo inizia dal giardino di casa propria; noi nel nostro giardino personale siamo stati costretti a dormire negli ultimi mesi, volenti o nolenti.

Adesso come diceva una bellissima canzone degli Stadio dedicata a Marco Pantani, ci rialziamo sui pedali per un nuovo percorso.

La navigazione continua…

Riccardo Visitin

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