Città giardino


Marco Piccarreda

Italia / Italy 2018, 57′

Entroterra siciliano, estate. Il Centro di Accoglienza CittàGiardino è un prefabbricato fatiscente schiacciato tra i monti Iblei e la tentacolare struttura del petrolchimico: industrie, scali mercantili, ciminiere che eruttano fumi tossici senza sosta. CittàGiardino è in chiusura e gli unici ospiti sono sei ragazzini tra i 14 e i 18 anni. Arrivano dall’Africa, hanno solcato il deserto e il Mediterraneo e ora sono qui, immobili, in attesa che arrivi un permesso, un visto, un ordine di trasferimento che li conduca altrove. Le giornate passano identiche le une alle altre. Faticosi risvegli, pasti sottovuoto, lunghi sonni pomeridiani, continue immersioni nei telefoni cellulari, unico “luogo” dove incontrare un amico, un parente, un sogno, l’immagine di un altrove possibile. Il tempo passa ciclico sotto lo sguardo di un anziano guardiano. Per vincere la noia ciascuno dei ragazzi ha costruito la propria routine di sopravvivenza: Omar si allena nella sua palestra improvvisata e amoreggia con donne contattate su Facebook, Jallow si rifugia nel suo tablet spiando da lontano la vita di coetanei rimasti in Gambia, Jelimakan si dedica alla preghiera e alla contemplazione del Corano. Sahid, appena ripescato dopo un tentativo di fuga da un altro centro, sembra l’unico intenzionato a voler fare qualcosa.


Sicilian hinterland, summer. The Città Giardino Help Centre for Immigrants is a dilapidated building squeezed between the mountains and the factories. Città Giardino is closing and the only guests are six kids between 14 and 18 years old. They come from Africa, they went across the desert and the sea and now they are waiting for a permit, a visa, a transfer directive. The days pass the same, through sleep, meals and endless immersion in their smartphones. Heat, frustration and boredom paralyse the boys, under the look of an elderly watchman in charge of their supervision. Omar trains in his improvised gym, Jallow looks for refuge in his tablet, Jelimakan prays. Only Sahid, a newcomer, seems determined to win the immobility: he is planning an escape.

sceneggiatura / screenplay:

Gaia Formenti

fotografia, montaggio / cinematographer, editing:

Marco Piccarreda

suono / sound:

Gabriele Cardullo, Marco Piccarreda, Gaia Formenti

genere / genre:

Documentario / Documentary

produzione / production:

Marco Piccarreda, Gaia Formenti