DIARIO DI BORDO DI GIOVEDì 3 LUGLIO 2008

Brian De Palma (il regista di “Blow-Out” e “Vestito per uccidere”) ebbe a dire una volta che i cineasti si dividono in due categorie: quelli che si baloccano con il giocattolo cinema, e quelli che il giocattolo l’hanno rotto per vedere quello che c’era dentro. Metafora affascinante per indicare un avamposto –l’arte tout court- dove non esistono regole, dove ognuno posiziona il navigatore satellitare della fantasia a modo proprio. Pensavamo a tutto questo dopo il non invasivo concentrato di immagini forniteci da Clermont Ferrand. En Bref, il festival del cortometraggio francese a cui Maremetraggio 2008 ha dedicato uno spazio significativo nel suo programma. Interessante e caustico, ad esempio, “Il Pranzo Onirico” di Eros Puglielli, una coppia di improbabili fidanzati con contorno di abominevoli e volgarissimi parenti: un incubo sardonico-macabro che ricorda certi vecchi film di Pupi Avati, per citare un titolo “Tutti defunti tranne i morti” (1976). Da rivedere, anche “Eternelles” Erik Zonca. Cambiamo registro, ed eccoci alla notte di cinema di giovedì. Serata calda, anzi caldissima e per niente ventilata, al Giardino Pubblico, dove l’onore della partenza è affidato allo spagnolo Koldo Almandoz ed al suo “Columba Palumbus”: uno scenario di morte e tensione all’interno di una storia di migrazione volatile. Il disagio di crescere è viceversa ben rappresentato dal cortometraggio svedese “Fore Checking Grandpa” di Per Hanefjord: un bambino taciturno e decisamente sovrappeso deve accontentare il nonno che lo vuole giocatore di Hockey, ma non basteranno i pattini nuovi a salvarlo da una brutta esperienza di discriminazione: efficace obiettivo sull’infanzia. Risate a pioggia in platea, poi, per “La Parabolica” di Xavi Sala, dove un allampanato personaggio cerca di posizionare il tubo catodico in maniera di consentirgli la visione della partita di calcio: tutto inutile! “Pani G” arriva dalla Repubblica Ceca e rientra in quel fortunato pilone d’animazione che quest’anno ha giocato un ruolo di rilievo nell’organigramma di Maremetraggio: una corrosiva vicenda d’amore ed umorismo contrassegnata dalla felice mano narrativa di Michal Žabka. Ispirato ad una vicenda realmente accaduta, la cruda storia francese “Soleil bas” di Vincent Drouin fotografa con efficacia quanto può accadere nel mondo contadino quando si verifica un evento non voluto (in questo caso un controllo di routine).

Molto apprezzato dal pubblico il fulminante “Teeth” della coppia irlandese Ruairi O’Brien-John Kennedy. Variazione sul tema “gita sul lago” dagli imprevedibili risvolti. Decisamente pesante, invece, “The minutes after” del giovane Nikolay Todorov: troppa teatralità e scarso linguaggio filmico per un lavoro bulgaro. Il pubblico si diverte, poi, davanti alla straordinaria coppia di amanti… irrisolti che è al centro di “El relevo” di David Gonzáles (Spagna): cosa non si farebbe per procreare! “Perpetuum mobile” è un lavoro d’animazione ancora di marca spagnola, di contenuto storico, e fortemente stilizzato. Dirigono Enrique Garcia e Raquel Aiofrín. Rapporto “a due” (un anziano malinconico ed una bambina nepalese di soli cinque anni) per “As de corazones” di Silvia Gonzalez Laá: parte come un affresco triste e cambia modulazione di frequenza a metà, quando la piccola aiuta il vecchio uomo a barare a carte. “Tradition” di Peter Ladkani, autore tedesco, racconta una cupa storia di omicidio in famiglia in un contesto orientale, ma l’estro del regista fa sì che il dramma ed il sangue esplodano solo nelle ultimissime sequenze del film. Conclusione d’animazione con il dolcissimo “Lupe e bruno” della coppia Marc Riba-Anna Solanas: una maliziosa bimbetta e le sue profferte d’amore nei confronti del bambino Bruno, con una buona presa narrativa. Appuntamento a venerdì sera.
Riccardo Visintin

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