DIARIO DI BORDO DI DOMENICA 29 GIUGNO 2008

Il Cinema Internazionale, quello vero e potente, si è seduto domenica mattina tra gli arredi elegantissimi al Maremetraggio Village, incarnato nella figura importante di F. Murray Abraham. Volto celeberrimo, indimenticabile nel “Nome della Rosa” tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Eco, l’attore ha fatto passare in secondo piano il sole scintillante e micidiale, prestando, anima e corpo al pubblico, giornalisti ed appassionati. Maddalena Mayneri e Chiara Valenti Omero hanno moderato l’incontro, che si è presto trasformato in un informale colloquio a tratti spassoso. Presente nel cortometraggio di Rosario Errico “Ballerina”, dove è figura simbolica ed evocativa, F. Murray Abrahm dopo l'incontro è poi ripartito verso Bucarest, per dedicarsi alle riprese del film di Renzo Martinelli.
La serata di Maremetraggio come di consueto ha ripreso “sotto le stelle” al giardino pubblico, mentre il pianeta-calcio trepida per Spagna-Germania. I cortometraggi in cartellone si susseguono senza lasciare soste, è bello a volte abbandonarsi a livello istintuale, epidermico: la mente, in un secondo tempo, rifletterà. Partenza da dieci e lode con “Amici all’Italiana” di Nicola Guaglianone, che in poco più di sedici minuti ricostruisce tutto un mondo italico, fatto di tradimenti e piccoli grandi furti, reali e metaforici. Alessandro Haber, mal maritato con l’incolpevole Francesca Reggiani, trascorre una notte “on the road” tra mancati incontri clandestini e ingiurie verso il mondo, senza accorgersi di un ladro nascosto nella sua macchina. Bravissimi tutti, e menzione d’onore per il volto “da cartoon” di Francesco Scali, già visto in televisione al fianco di Nino Frassica. Completo cambio di registro per il cortometraggio “Jean Paul” di Francesco Uboldi: cartolina dall’inferno del Camerun, è un agghiacciante apologo-monito da non dimenticare in fretta. E’ la volta, poi, del più breve cortometraggio in cartellone quest’anno, vale a dire “Mosca” dell’argentino Juan Arata, che allude al senso del tempo vitale, alle sue scansioni a cui non diamo peso.

Ancora introspezione e percorsi umani incrociati per Antonio Vladimir Marino, che nel suo “Una passione non trascurabile” riesce persino ad inserire un palpitante monologo tratto da “Otello” di William Shakespeare; molto bravi i due principali protagonisti. Ci trasferiamo poi in Spagna per “Bendito Machine I” di Jossie Malis, dove il teatrino del potere rivela i suoi contorni grotteschi. E’, invece, Marcin Glowacki a dirigere “Die Flugbegleiterin”, dove il surrealismo si impone come tratto distintivo. Il cinema d’animazione, anche quest’anno spara alcune cartucce “blasonate”, come il tedesco “Final Journey” a firma di Lars Zimmermann. Un viaggio (seppur economicamente salato” in un paradiso tropicale è attrattiva luminosa per tutti, anche per il protagonista digitale di questo piccolo capolavoro fantascientifico). “L’Autoroute” del trio francese Maxime Ramos, Cyrielle Sigu e Camille Vitroly è ancora una volta un microviaggio nel cosmo dell’animazione: personaggi stilizzati per un’inquietante avventura by night. Chi ha amato la musica inglese degli anni ’80 ne ritroverà un peculiare beniamino, l’amatissimo Bob Geldof, nel minifilm spassoso ed autoironico “I am Bob”, dove la rockstar interpreta sé stessa.
Dirige Donald Rice dall’Inghilterra, e l’operazione nostalgia si incarna ascoltando il vecchio hit dei Boomtown Rats “I don’t like mondays”. Un’amica di Maremetraggio, la bionda e spumeggiante Chiara Sani, torna a divertirci con i sedici minuti di “Metodo”, sarcastica satira sulla gastronomia e sui palati iper-raffinati, protagonista Claudio Gregari (alias Greg, del duo televisivo Lillo & Greg). “Sold out”, deliziosa allegoria di provenienza olandese, reca la doppia firma di Josè Van Der Linden – Gerrit Van Dijk, coppia di registi eleganti e mai ridondanti. Conquista la palma del corto più simpatico, il bulgaro “The air ace” firmato da Svilen Dimitrov, dove un tenerissimo rospo insegue ostinatamente il suo sogno: volare! Conclusione sulla scia del divertimento sincero grazie a “Wives’ Supermarket” corto italiano quasi-musical, con protagonista il romantico Carminio, dirigono Alice Bartolini, Valeria Pavin, Verena Fanny Traush. Appuntamento a lunedì sera, nella doppia sede del cinema Ariston e del Giardino Pubblico.
Riccardo Visintin
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.