Diario di bordo di sabato 8 luglio

“UN APPRODO AZZURRO TRA LA PAZZA FOLLA”
“Via dalla pazza folla” titolava un famoso film degli anni sessanta con Julie Christie e Terence Stamp… per Maremetraggio vale il discorso inverso: mai come quest’anno abbiamo beneficiato della presenza di un pubblico affettuoso, partecipe, curioso, e non soltanto da “Cinephiles”.
Il nostro, insomma, è stato un viaggio lungo e felice, non privo di momenti commoventi ed il clima collettivo è parso improntato alla più sincera passione cinematografica.

Ma andiamo con ordine, maschera e boccaglio d’ordinanza, siete pronti per l’ultima immersione? Partiamo da sabato mattina e dall’incontro (attesissimo) con Vladimir Luxuria, Maria Pia calzone e gli altri protagonisti del bellissimo film “Mater Natura”.
Affetto ed applausi non di circostanza per il regista del film, sempre gentile Massimo Andrei. Dopo un pomeriggio caldissimo, alle diciotto in punto scatta l’ora x delle premiazioni, all’interno di un Maremetraggio Village strabocchevole di personalità, autorità, spettatori. Come qualcuno aveva pronosticato, il vassoio d’argento (simbolicamente parlando) aveva sopra i premi relativi soprattutto ad una delicatissima scheggia della settima arte: i corti d’animazione.
Ha vinto ( e convinto) il delizioso “Maestro” di Geza M. Toth, un regista ungherese sensibile e originale: gli abbiamo parlato a lungo a cena, scoprendolo ovviamente orgoglioso per la sua conquista (nella sezione CEI ), è inoltre innamorato perso di Trieste!.
Ancora animazione di altissimo livello per “Fraulein Gertie”, premiato come miglior corto assoluto nella sezione Maremetraggio. Una gratificazione … più che azzurra per la poliedrica coppia Lavinia Chianello – Tomas Creus.
Di nuovo lodi sperticate a “Mater Natura” di Massimo Andrei, al quale è andato il premio del pubblico per il miglior film ex aequo con “basta un niente” di Ivan Polidoro.
Miglior interpretazione femminile è stata decretata quindi quella di Maria Pia Calzone, sempre per l’inno della libertà individuale che è “Mater Natura”.
Lorenzo Hendel, architetto dei sentimenti minimalisti non ché autore di “Quando i bambini giocano in cielo”, ha visto premiato il suo rigore stilistico sia nella sezione Ippocampo sia sui severi spalti della giuria della critica.
Ancora cinema di non quotidiana qualità: “Vincent” di Giulio Ricciarelli ha vinto il Premio Kodak per la sapiente commistione tra umorismo macabro e universo infantile.
Menzione speciale anche per il gustosissimo gioco di specchi di “Buongiorno” creato da Melo Prino (premio del pubblico e premio Ciak) e per due “sinfonie del piano sequenza” quali “Before Dawn” di Balint Kenieres e “Bere il mare” di Guido Tortorella.
E poi? Poi le cose da raccontare sarebbero ancora tante, tantissime… perché mai come nel corso di questa settima edizione abbiamo vissuto “epidermicamente” la magia del cinema.
La sera, durante la festa finale al Molo Pescheria, abbiamo visto Elisabetta Villaggio ballare scalza: spontanea, semplice, per lei uno speciale per la simpatia…
Lunare e completamente… dedito al dio bacco il giovane Tomas Creus che si è presentato alla soiree con un rotolo di carta igienica. Meravigliose le fotografie di Carlo Ferrato.
Distese e finalmente libere dalle frenesie cinofile Maddalena Mayneri e Chiara valenti Omero si lasciano alle spalle una settimana abbondante di profondo blu!
Una grande memorabile festa del cinema a cui in tanti hanno partecipato con passione.
Arrivederci al prossimo anno!
 
di Riccardo Visintin

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