Maremetraggio
GLI OMBRELLONI DI TALANI SI APRONO IN PIAZZA DELL’UNITA’ D’ITALIA A TRIESTE
1 lug
L’installazione dell’artista Giampaolo Talani è parte di un articolato omaggio del festival Maremetraggio al maestro livornese
Dopo Firenze e Berlino l’installazione del maestro livornese Giampaolo Talani “Gli ombrelli della libertà” giunge a Trieste, nella piazza più grande d’Europa affacciata sul mare. Saranno circa una cinquantina infatti gli ombrelli da spiaggia a righe bianche e blu che l’artista farà “volare” il 2 luglio, nell’ambito del festival Maremetraggio, nel suggestivo contesto di Piazza dell’Unità d’Italia.
Nell’arte di Giampaolo Talani gli ombrelloni sono simboli ricorrenti. Per l’artista, nato sul mare ed intimamente legato alla sua battigia e al vento della sua costa, rappresentano i pensieri, che volano via assieme all’anima e che vanno chissà dove in balia dei venti della vita. Sono soprattutto i testimoni silenziosi e gentili della fragilità degli esseri umani.
Oggetti familiari e romantici che non portano la libertà ma sono liberi di andare dove vogliono; non gridano, sussurrano pensieri leggeri. Ci aiutano a ricordare che tutto sarà portato via alla fine da un vento. Così Talani racconta: “Spesso accade che il vento si confonde e fa volare, di qua o di là da un muro anche gli uomini assieme agli ombrelli. Bisogna capire però che tra gli uni e gli altri non c’è poi tanta differenza. Tutti e due hanno scheletro, meccanismi ad incastro ed estremità che si aprono e si chiudono, ricoperti di stoffa colorata. E’ facile sbagliare! Il vento poi non ha occhi, è solo un respiro forte e veloce, e gli ombrelli non sono interessati dal pensiero della libertà o da quello della prigione. Sta dunque solo, e come sempre, agli uomini dover scegliere quali ombrelli prendere al volo e stringere forte. Quando il vento arriva a portarli via.”
Tra le sue più celebri installazioni ricordiamo quella di Berlino, in occasione del ventennale della caduta del muro, dove ha accostato i famosi ombrelloni all’ultimo frammento di quella barriera, come forte metafora di libertà ed ancora quella allestita per l’inaugurazione della sua personale a Palazzo Vecchio, che con la forma di un giglio ombreggiava Piazza Signoria. Talani da oltre trent’anni è tra i protagonisti indiscussi dell’arte internazionale: dal giovanile ciclo di affreschi di fine anni ’70 per la Chiesa di San Vincenzo (Livorno), suo paese natale, alle mostre americane ed europee degli anni ’80 e ’90, alle grandi esperienze pubbliche di Napoli, Arezzo, Fiesole, Milano, Bologna, Palermo degli anni 2000. Fino al noto e ammiratissimo affresco della Stazione di Firenze Santa Maria Novella, Partenze, con cui ha saputo richiamare l’attenzione mondiale sull’attualità artistica di quella città. Il maestro livornese si distingue inoltre per la sua abilità di incisore, ma soprattutto per la pittura a fresco di cui è – tra i contemporanei – uno dei pochi profondi conoscitori. Ha esposto a New York, Washington, Parigi, New Orleans, Innsbruck, Colonia, Amburgo, Düsseldorf, Beirut, Parigi, Berlino.
Ultima tappa Trieste, dove oltre all’installazione a Talani il festival Maremetraggio dedicherà un omaggio a tutto tondo.
Ogni giorno infatti al Cinema Estivo Giardino Pubblico, in apertura e chiusura delle proiezioni targate Maremetraggio verranno proposte le “pillole” della trasmissione televisiva “Rosa dei venti. L’isola che c’è”, realizzata da Talani per Rai 1, che racconteranno l’artista attraverso la sua pittura, le sue installazioni e la sua poetica. Per finire, venerdì 2 luglio alle 11 alla Terrazza dell’Harry’s Grill la presentazione del libro, a lui dedicato, di Francesco Festuccia “Alla faccia del bagnino” sarà un nuovo omaggio al talento e alla bravura di Giampaolo Talani. Insieme al maestro livornese e al giornalista Rai a intrattenere il pubblico ci sarà lo scoppiettante swing del Trio RadioMarelli.
IL REGISTA GIANCLAUDIO CAPPAI RITORNA AL FESTIVAL TRIESTINO CON IL SUO PRIMO MEDIOMETRAGGIO
30 giu
Dopo il corto “Purché lo senta sepolto”, come evento extra-large Maremetraggio propone il suo ultimo lavoro, “So che c’è un uomo”
Dopo averlo accolto due anni fa con il pluripremiato corto “Purché lo senta sepolto”, al Festival Maremetraggio ritorna il regista Gianclaudio Cappai con il suo primo mediometraggio.
Giovedì 1 luglio, alle ore 19.30, al Teatro Miela, il pubblico del festival potrà assistere alla proiezione di “So che c’è un uomo”, nuova opera firmata Cappai, inserita tra i numerosi appuntamenti in programma per questa undicesima edizione di Maremetraggio come “Evento extra-large”.
Ambientato presso uno squallido casale di campagna dove sotto un caldo afoso e opprimente, nel nuovo lavoro di Cappai traspaiono i dubbi, le paure e i malesseri di una famiglia senza controllo. A tensioni mal represse fa eco una promiscuità morbosa, e il perturbante si insinua in ogni gesto, rumore e bestiario. E’ il futuro il grande assente di “So che c’è un uomo”, e per mascherare quel senso di ineluttabilità contro cui è inutile combattere non basta la follia di un figlio dolcemente crudele. La pellicola di Cappai colpisce per i colori del paesaggio arido e il grande lavoro registico attorno a tutto ciò che è “suono”.
Cappai in merito al suo ritorno in terra triestina per Maremetraggio ha così detto: «Sono davvero felice di partecipare nuovamente al festival. Ho un ricordo ancora vivido dell’esperienza e delle emozioni che mi hanno accompagnato due anni fa con “Purché lo senta sepolto” e sono certo che quella di quest’anno, con la proiezione di “So che c’è un uomo”, sarà un’altra avventura indimenticabile».
Gianclaudio Cappai è nato a Cagliari nel 1976. Ha studiato cinema presso l’Accademia internazionale dell’immagine de L’Aquila,diplomandosi in regia e sceneggiatura. Vive e lavora a Roma, dove sviluppa progetti audiovisivi e cinematografici per alcune società di produzione. Ha scritto e diretto documentari e cortometraggi. “So che c’è un uomo” è stato presentato in anteprima mondiale alla 66ma Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Attualmente sta scrivendo la sceneggiatura per il suo primo lungometraggio.
DA SERGIO A RUBINI LA RETROSPETTIVA DI MAREMETRAGGIO 2010
16 giu
15 pellicole per festeggiare i 50 anni dell’attore e regista pugliese in proiezione dal 18 giugno come anticipazione del festival triestino
Una retrospettiva a lui dedicata è di rigore in questo 2010 in cui il pugliese Sergio Rubini taglia il traguardo dei 50 anni e dei 50 film (10 nella veste di regista e 40 come attore). Gliela dedica il festival Maremetraggio, che anticipa la sua undicesima edizione, con la proiezione di 15 sue pellicole: 7 lungometraggi da lui diretti più 7 film e un cortometraggio che lo hanno avuto come interprete, in programma dal 18 al 24 giugno al Teatro Miela (Trieste), al ritmo di due film a serata, con inizio alle ore 20 e a ingresso libero.
Per ripercorrere la lunga carriera del regista pugliese verrà proposta una selezione dei suoi lavori più significativi, spaziando dagli esordi alle sue ultime regie.
Nato a Grumo Appula, in provincia di Bari, nel dicembre del ’59, finito il liceo Rubini si trasferisce a Roma per frequentare l’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, che però abbandona dopo un paio d’anni. Nel frattempo però si avvicina al teatro, recitando con registi del calibro di Antonio Calenda, Gabriele Lavia, Enzo Siciliano ed Ennio Coltorti, e nel 1985 comincia a lavorare sul grande schermo con piccoli ruoli: appare in “Figlio mio infinitamente caro”, “Desiderando Giulia” e “Il caso Moro”. La svolta arriva da Cinecittà, con Federico Fellini che lo sceglie per interpretare un giovane se stesso in “L’intervista” (Federico Fellini, 1987), visionaria opera di metacinema del grande maestro riminese. Proprio da quest’opera e dall’interpretazione di un Rubini ventisettenne inizierà il viaggio proposto in “da Sergio a Rubini”, che prosegue con “Il grande blek” (Giuseppe Piccioni, 1987), “Al lupo al lupo” (Carlo Verdone, 1992), “Una pura formalità” (Giuseppe Tornatore, 1994) e “Nirvana” (Gabriele Salvatores, 1997). Passando alle sue interpretazioni del ventunesimo secolo verranno infine proposti i lungometraggi “Mio cognato” (Alessandro Piva, 2002) e “Manuale d’amore” (Giovanni Veronese, 2005).
Da Sergio attore si passerà poi a Rubini regista, con la proiezione del suo quarto film dietro la macchina da presa, “Il viaggio della sposa” (Rubini, 1997), con una luminosa Giovanna Mezzogiorno. Seguiranno “Tutto l’amore che c’è” (2000), “L’anima gemella” (2002), “L’amore ritorna” (2004), “La terra” (2006), “Colpo d’occhio” e “L’uomo nero” (2009)
Come nelle altre pellicole di questa retrospettiva in cui Rubini è regista, eccezione fatta per il thriller “Colpo d’occhio” (Rubini, 2008), l’ambientazione dei suoi lavori dietro la macchina da presa è rigorosamente pugliese, con la Puglia rappresentata, secondo il critico cinematografico Maurizio Di Rienzo, come “terra di ritorni e scoperte, crescita e conflitti, famiglia e magia, malaffare e amore”.
Completerà la selezione targata Maremetraggio il cortometraggio “Sputo” (Umberto Marino, 1996). Con questa lunga carrellata di opere il pubblico di Maremetraggio avrà la possibilità di conoscere Sergio Rubini attraverso le sue diverse interpretazioni cinematografiche e la sua viva voce: l’attore pugliese sarà infatti a Trieste il 2 luglio, ospite del festival, per parlare di sé, del suo lavoro e dei suoi programmi futuri.
11 OPERE PRIME IN GARA PER LA SEZIONE IPPOCAMPO
19 mag
Sette i premi in palio per questa sezione: tre premi “Fondazione Antonveneta” e un premio scommessa a un esordiente in collaborazione con Officine Artistiche
Dal film fantastico alla commedia sentimentale, dal dramma al film musicale. Molto spazio dedicato alle fobie del nostro tempo: la paura della solitudine, il timore del “diverso”, la pornodipendenza. Ma anche un desiderio di evasione, di ritorno all’infanzia, di viaggio spazio temporale. E’ un’istantanea sulle tendenze del nuovo cinema italiano la selezione di opere prime dell’undicesima edizione del festival Maremetraggio: 11 i lavori selezionati, per la maggior parte sconosciuti al grande pubblico perché passati in poche sale d’Italia.
Il più noto è probabilmente “Cosmonauta” (premio Controcampo al 66° Festival del Cinema di Venezia), di Susanna Nicchiarelli, con Sergio Rubini, Claudia Pandolfi e Angelo Orlando, recentemente premiato a Lecce e all’International Women Film Festival di Colonia. Segue a ruota “Basilicata Coast to Coast”, opera prima rivelazione di Rocco Papaleo, con Alesssandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno e, al suo esordio sul grande schermo, Max Gazzè. Questa insolita commedia musicale ha sbancato i botteghini, facendo registrare in alcuni casi un incasso maggiore del kolossal di James Cameron Avatar.
Chiude il cerchio dei più conosciuti “Dieci inverni”, opera prima di Valerio Mieli, con la quale il regista si è recentemente aggiudicato il David di Donatello: una commedia sentimentale con due ottimi coprotagonisti, Michele Riondino (che sarà il protagonista della prospettiva 2010 di Maremetraggio) e Isabella Ragonese.
Sempre Isabella Ragonese, insieme a Lorenzo Balducci e Ivan Franek è tra i protagonisti di “Due vite per caso” di Alessandro Aronadio, che esordisce alla regia con un film sul tema del doppio, alla “Sliding door”. Presentato nella sezione Panorama alla Berlinale il lavoro di Aronadio, che è stato presentato in anteprima nazionale lo scorso 6 maggio al MIFF, ha finora raccolto parecchi consensi anche da parte della critica italiana.
Consensi anche per “L’uomo fiammifero”, surreale esordio di Marco Chiarini, regista teramano ex allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia. Film realizzato con un piccolo bugdet, “L’uomo fiammifero” (Premio Internazionale della Giuria al Cairo Film Festival for Children e doppia nomination ai David di Donatello) è un piccolo gioiello del cinema indipendente che è riuscito a farsi strada grazie al passaparola degli spettatori.
Ci sarà inoltre il noir “La doppia ora” di Giuseppe Capotondi, premiato a Venezia per la prova di Ksenia Rappoport, con Filippo Timi e “18 anni dopo”, tragicomica storia familiare di viaggio di Edoardo Leo, con Edoardo Leo e Sabrina Impacciatore.
Per la prima volta il cinema parlerà anche di pornodipendenze, con “Amore liquido”, opera prima di Marco Luca Cattaneo che prende a prestito il titolo dall’omonimo saggio di Bauman. Con un budget di soli 15 mila euro Cattaneo tenta in questo film un’indagine psicologica sul protagonista, Stefano Fregni, il Ciccio di “Un posto a sole”, che interpreta Mario, uomo dalla vita triste e solitaria che trova sfogo solo davanti ai filmini porno e cerca l’amore in chat.
Chiudono la selezione tre lavori che trattano il tema dell’integrazione razziale, recentemente molto esplorato dai giovani registi italiani. “La cosa giusta”, di Marco Campogiani con Ennio Fantastichini e Paolo Briguglia, racconta con leggerezza il rapporto con lo straniero dopo l’11 settembre. Nell’opera prima di Isotta Toso, “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio”, trasposizione dell’omonimo romanzo dell’algerino Amara Lakhous con Kasia Smutniak e Daniele Liotti, la narrazione si svolge tutta intorno a una palazzina multiculturale in zona Stazione Termini. Good Morning Aman di Claudio Noce, infine, è ambientato sempre a due passi dalla Stazione Termini, e narra con l’ausilio di due ottime intepretazioni, quella di Valerio Mastandea e di Said Sabrie, la storia di un’amicizia intergenerazionale e interrazziale.
Gli 11 lavori in gara si disputeranno ben 6 premi: il “Fondazione Antonveneta” alla migliore opera prima, il “Fondazione Antonveneta” al miglior attore e attrice, il premio coraggio al produttore che più ha saputo “osare”, il premio della critica alla migliore opera prima e quello del pubblico “35 mm.it”.
Per il secondo anno consecutivo continuerà inoltre la collaborazione con Officine Artistiche, che anche in questa edizione del festival premierà il migliore esordiente con il premio scommessa: un riconoscimento davvero speciale che permetterà al vincitore di accedere direttamente a Officine Lab, il “nido” di Officine Artistiche che ogni anno seleziona dieci tra gli attori più promettenti del panorama italiano e, per un biennio, li aiuta a muovere i primi passi nel mercato cinematografico, mettendoli in contatto con casting directors e addetti del settore.
A MAREMETRAGGIO 2010 ANIMAZIONE E CORTI DA TUTTO IL MONDO
3 mag
Per l’undicesima edizione del festival una selezione di 85 corti europei ed extraeuropei, con un ampio spazio dedicato all’animazione. Per la migliore opera in concorso in palio 10.000 euro.
Tanti corti, sempre più internazionali, in concorso a Maremetraggio 2010. Per l’ undicesima edizione saranno 85 le opere in concorso per aggiudicarsi il premio Enel, che destinerà 10.000 euro al migliore lavoro della selezione.
Tra i cortometraggi in gara anteprime italiane ed europee, tanta animazione, ben 18 opere, e molti i Paesi rappresentati: oltre ai 17 lavori di registi italiani e alle tante pellicole europee, spazio anche per Canada, Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Filippine, Israele, Palestina, Messico e Stati Uniti, per un giro del mondo all’insegna del cinema breve.
In aggiunta al premio più ambito, ci saranno anche numerosi altri riconoscimenti: il “Shop & Play Città Fiera” al migliore corto italiano, il “242movietv” al miglior regista (2.000 euro), il “Green Spirit”, in collaborazione con Electrolux, al miglior corto sul tema della sostenibilità ambientale, il “Trudi” alla migliore animazione, il premio del pubblico “Zacapa” e il premio “Associazione montatori” al miglior montaggio italiano.
Un riconoscimento speciale, il premio CEI di 3.000 euro, sarà riservato infine a uno dei 12 lavori selezionati quest’anno tra quelli provenienti dai Paesi dell’Iniziativa Centro Europea (Albania, Austria, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Italia, Macedonia, Moldavia, Polonia, Romania, Serbia e Montenegro, Slovacchia, Slovenia, Ucraina).
Per il pubblico di Maremetraggio il festival sarà un’occasione per vedere sul grande schermo cortometraggi mai proiettati in Italia e pluripremiate chicche del cinema breve, come il vincitore dell’Oscar per l’animazione 2010, il francese Logorama. Per i cinefili, e non solo per loro, l’appuntamento con Maremetraggio è dal 25 giugno al 3 luglio, a Trieste.
Presentazione 2010
22 apr
MAREMETRAGGIO
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CORTOMETRAGGIO E DELLE OPERE PRIME
UNDICESIMA EDIZIONE
Trieste, 25 giugno – 3 luglio 2010
Presentazione
Dal 25 giugno al 3 luglio a Trieste nove giorni di cinema a tutto tondo, con l’undicesima edizione del festival Maremetraggio: in proiezione i migliori cortometraggi europei e le opere prime più significative del panorama cinematografico italiano. E poi conferenze e incontri con attori e registi, eventi speciali, approfondimenti, cocktail e happening con i protagonisti della cinematografia italiana e straniera.
Come per la sua decima edizione, il festival porterà a Trieste i grandi nomi e le giovani promesse del cinema italiano ed europeo. Tra gli ospiti illustri delle scorse edizioni del festival ricordiamo Margherita Buy, Amanda Sandrelli, Laura Morante, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Federico Moccia, Murray Abraham, Gillo Pontecorvo, Giuliano Montaldo, Paola Cortellesi, Valentina Cervi e molti altri.
Tra le novità di quest’anno la semplificazione delle modalità di concorso: per puntare a una sempre maggiore specializzazione saranno due le sezioni cardine del festival, Maremetraggio e Ippocampo.
Per la Sezione Maremetraggio in gara una selezione di 85 corti vincitori, nel 2009, dei più prestigiosi festival a livello internazionale, che si rimetteranno alle decisioni di una giuria che assegnerà, al migliore tra i migliori, il premio ENEL di 10.000 euro.
Ma saranno tanti i riconoscimenti assegnati per questa sezione: il premio “SHOP & PLAY CITTÀ FIERA” al miglior corto italiano; il “TRUDI” al miglior cortometraggio di animazione; il “242 MOVIE TV” al miglior regista (2.000 euro); il premio “ASSOCIAZIONE MONTATORI” al miglior montaggio italiano, che mette in palio uno stage presso l’AMC per un lungometraggio; il premio “AVANADE” alla migliore sceneggiatura italiana, visibile sul dispositivo Microsoft Surface; il “GREEN SPIRIT”, in collaborazione con Electrolux, al miglior corto sul tema della sostenibilità (2000 euro); il premio del pubblico “ZACAPA”; il premio “OFFICINE ARTISTICHE” ad un attore o attrice emergente.
All’interno di questa sezione troveranno spazio anche i lavori dei registi provenienti dai Paesi dell’Iniziativa Centro Europea, che concorreranno per aggiudicarsi il premio CEI al miglior cortometraggio (3.000 euro).
La Sezione Ippocampo presenterà invece le opere prime italiane di lungometraggio, privilegiando i film che non sono riusciti ad entrare nelle sale per mancanza di distribuzione. Numerosi i riconoscimenti previsti: il “FONDAZIONE ANTONVENETA” per la migliore opera prima, per il migliore attore e la migliore attrice; il premio della critica; il premio coraggio; il premio “OFFICINE ARTISTICHE” ad un attore o attrice emergente; il premio del pubblico 35MM.IT.
Dopo il buon riscontro ottenuto nella passata edizione con la rassegna sulla cinematografia greca, quest’anno sarà la volta di un focus dedicato alla Bulgaria, in linea con l’attenzione che il festival Maremetraggio ha sempre riservato ai Paesi dell’Est Europa, grazie anche alla collaborazione con la CEI. In Bulgaria, all’interno del Sofia International Film Festival, Maremetraggio ha portato nel marzo scorso, in collaborazione con la regione Friuli Venezia Giulia, una selezione di cortometraggi e lungometraggi italiani. A sua volta il Sofia International Film Festival traghetterà a Trieste, in occasione del festival Maremetraggio, alcuni tra i più interessanti film e cortometraggi bulgari, insieme agli attori e ai registi protagonisti di queste opere, che il pubblico italiano avrà l’occasione di conoscere e con cui potrà confrontarsi.
In seguito al successo della prospettiva dell’anno scorso su Alba Rohrwacher, anche quest’anno Maremetraggio dedicherà un focus a un attore emergente italiano, con la proiezione di alcuni dei suoi lavori e l’organizzazione di un incontro per conoscere il suo percorso formativo e le sue aspettative per il futuro. Nel 2010 sarà la volta di Michele Riondino, attore pugliese noto al grande pubblico per la sua partecipazione a “Fortapàsc” di Marco Risi, ma che negli ultimi due anni ha lavorato molto per il grande schermo: per l’occasione verranno proiettati, oltre a “Fortapàsc”, anche “Il passato è una terra straniera” di Daniele Vicari, “Marpiccolo” di Alessandro Di Robilant e “Dieci inverni” di Valerio Mieli.
E un pugliese sarà il protagonista anche della retrospettiva di Maremetraggio, dedicata quest’anno al noto attore e regista Sergio Rubini. Di Rubini verranno proiettate 15 pellicole: 7 lungometraggi da lui diretti più 7 film e un cortometraggio che lo hanno avuto come interprete. Per ripercorrere la lunga carriera del regista pugliese verranno proposti i seguenti film: “Il viaggio della sposa” (Rubini, 1997), “Tutto l’amore che c’è” (Rubini, 2000), “L’anima gemella” (Rubini, 2002), “L’amore ritorna” (Rubini, 2004), “La terra” (Rubini, 2006), “Colpo d’occhio” (Rubini, 2008) e “L’uomo nero” (Rubini, 2009). Per quanto riguarda i suoi lavori da interprete verranno invece proiettati “Manuale d’amore” (Giovanni Veronese, 2005), “Mio cognato” (Alessandro Piva, 2002), “Nirvana” (Gabriele Salvatores, 1997), “Una pura formalità” (Giuseppe Tornatore, 1994), “Al lupo al lupo” (Carlo Verdone, 1992), “Il grande blek” (Giuseppe Piccioni, 1987), “Intervista” (Federico Fellini, 1987). Completerà la selezione il cortometraggio “Sputo” (Umberto Marino, 1996). Sergio Rubini sarà inoltre a Trieste, ospite del festival Maremetraggio, per incontrare il pubblico e la stampa e raccontare passato e futuro della sua carriera cinematografica, come accaduto negli anni scorsi con Margherita Buy e Laura Morante.
La Puglia sarà la grande protagonista di questa undicesima edizione di Maremetraggio non solo con due dei suoi migliori attori e registi, Michele Riondino e Sergio Rubini, ma anche con la sua Film Commission, che a Trieste incontrerà, nell’ambito del festival, la sua omologa friulana: in “Friuli Venezia Apulia”, questo il titolo del meeting, si confronteranno Federico Poillucci (Presidente Friuli Venezia Giulia Film Commission) e Silvio Maselli (Direttore Apulia Film Commission).
Come evento speciale, inoltre, Maremetraggio presenterà quest’anno il cortometraggio d’esordio di Veronica Pivetti, l’ironico “Qui giace”, che vede l’attrice, doppiatrice e presentatrice televisiva per la prima volta dietro la macchina da presa. Veronica Pivetti sarà presente per l’occasione.
Altro evento speciale in programma sarà la proiezione del primo mediometraggio di Gianclaudio Cappai “So che c’è un uomo”, presentato in anteprima all’ultima edizione della Mostra del cinema di Venezia, in concorso nella sezione Corto Cortissimo, e presentato con successo in vari festival italiani, raccogliendo un buon numero di riconoscimenti (miglior film a “Visioni Italiane” e miglior regia al “Sulmona Cinema Film Festival”).
Un’altra novità sarà un evento dedicato allo scultore e pittore livornese Giampaolo Talani, che porterà in Piazza dell’Unità d’Italia la stessa installazione di ombrelloni da mare, parte del progetto “Oltre la duna – La metafisica della libertà”, che l’anno scorso ha animato le celebrazioni per il ventennale della caduta del muro di Berlino. Per l’occasione il giornalista e scrittore Francesco Festuccia presenterà il suo libro-intervista “Alla faccia del bagnino”. Accompagnerà la presentazione la musica del trio RadioMarelli. Nel corso del festival Maremetraggio, inoltre, uno spazio ad hoc sarà dedicato alla proiezione delle pillole di “Rosa dei venti”, trasmissione Rai ideata da Talani. Il trio Radio Marelli allieterà con il suo strepitoso swing anche la serata di venerdì 2 luglio all’Hotel Duchi d’Aosta.
Sempre il 2 luglio, alle 22.30, un altro appuntamento musicale da non perdere: per “Maremetraggio meets Etnoblog”, in Riva Traiana 1, concerto dei Father Murphy, autori della colonna sonora del film “Due vite per caso” di Alessandro Aronadio, in concorso a Maremetraggio nella sezione Ippocampo. Seguirà un dj set.
Ampio spazio sarà dedicato anche al Premio Mattador, con una conferenza stampa di presentazione del concorso riservato ai giovani talenti che decidono di intraprendere un percorso professionale ed artistico nell’ambito della scrittura cinematografica. Per l’occasione verranno resi noti i nomi dei finalisti del concorso per la sezione soggetto.
Proseguirà infine la rassegna “Oltre il muro”, che ancora una volta, dopo l’esperienza positiva dello scorso anno, porterà il cinema all’interno della Casa Circondariale di Trieste. Quest’anno sarà la volta dei cortometraggi italiani in gara nella sezione Maremetraggio, che verranno proiettati all’interno del carcere e votati da una giuria di detenuti, coordinati dal regista triestino Davide Del Degan, che decreterà il vincitore del premio Provincia di Trieste al miglior corto italiano.
Punto di forza di Maremetraggio rimarrà la location, Trieste, città di confine che grazie alla fortunata posizione geografica tra l’Adriatico e il Carso, sarà la cornice ideale per una festa che di anno in anno richiama sempre più pubblico dall’Italia e dall’Est Europa. Maremetraggio si allargherà in diverse zone della città, da Piazza dell’Unità d’Italia, la più grande piazza affacciata sul mare d’Europa, al Cinema Estivo Giardino Pubblico, fino al Teatro Miela. Novità di quest’anno sarà la sede scelta per le conferenze, i dibattiti e gli incontri targati Maremetraggio: la suggestiva terrazza dell’Hotel Duchi D’Aosta in Piazza dell’Unità d’Italia. Nel periodo del Festival sarà attivato inoltre un info point a disposizione del pubblico e degli ospiti.
L’evento sarà seguito quotidianamente da Radioattività, in collaborazione con Radio Fragola.
MAREMETRAGGIO 2010 PUNTA SU MICHELE RIONDINO
1 feb
Per l’undicesima edizione del festival una prospettiva interamente dedicata al giovane attore pugliese
Comunicato stampa
Come accaduto l’anno scorso con Alba Rohrwacher, protagonista femminile dell’edizione 2009 di Maremetraggio, anche quest’anno il festival triestino si conferma anticipatore di tendenze.
Non a caso già dalla scorsa estate ha scelto Michele Riondino quale giovane protagonista della “prospettiva” di Maremetraggio 2010: uno spazio ad hoc che ogni anno la manifestazione dedica a un attore italiano emergente, per narrare, attraverso il cinema e la sua diretta testimonianza, il suo percorso formativo e le aspettative per il futuro.
Michele Riondino, come Alba Rohrwacher nel 2009, è stato notato anche dai curatori della Berlinale, che hanno scelto l’attore pugliese per rappresentare l’Italia nella rosa delle shooting stars 2010, i giovani attori più promettenti del cinema europeo selezionati ogni anno dal festival tedesco, in programma dall’11 febbraio prossimo.
In comune Michele e Alba, oltre a un indubbio talento, hanno la formazione, che per entrambi è passata attraverso il teatro: Michele, classe 1979, si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e intanto recita in opere quali “Aspettando Godot” di Beckett e “Edipo Re” di Eschilo. Frequenta svariati laboratori teatrali, come quello sul mimo corporeo con Michele Monetta o sulla neo-avanguardia con Franco Brambilla. Va in scena con il Circo Bordeaux, compagnia da lui stesso fondata, in cui rappresenta testi scritti da Marco Andreoli. Prosegue il suo percorso calcando le scene in “Macbeth“, con la regia di Marco Bellocchio, in “La Pelle“di Marco Baliani, in “Uno sguardo dal ponte“, sotto la guida di Giuseppe Patroni Griffi. Lavora anche con Emma Dante, nello spettacolo “Cani di bancata”.
Appare anche sul piccolo schermo, debuttando nella serie Rai “Casa Famiglia”, con Massimo Dapporto. Seguono “Compagni di scuola”, “Incantesimo” e “Distretto di polizia”.
Per il grande schermo esordisce nel 2004 in “Uomini & donne, amori & bugie”, opera prima di Eleonora Giorgi, ma la prima prova cinematografica impegnativa arriva nel 2008, con “Il passato è una terra straniera”, di Daniele Vicari.
Nel film di Vicari Michele ottiene il suo primo ruolo da protagonista, che gli vale subito il plauso della critica e del pubblico, accanto a Elio Germano: è Francesco, tipico bello e dannato che, con la sua frequentazione di bische clandestine, trascina l’amico Giorgio, uno studente dalla vita ordinaria, negli abissi dell’autodistruzione. Per la sua interpretazione si aggiudica il premio come miglior attore LARA al festival del cinema di Roma (2008), la menzione speciale come miglior attore al festival di Miami e la candidatura alla cinquina dei Nastri d’argento 2009. Tra i riconoscimenti ottenuti da Michele Riondino anche il Golden Graal 2009 come “rising star”.
A “Il passato è una terra straniera” seguono i film “Principessa” di Giorgio Arcelli e con Morena Salvino, “Fortapàsc” di Marco Risi, “Marpiccolo” di Alessandro Di Robilant, film presentato nella sezione “Alice nelle città” del festival del cinema di Roma 2009, e la commedia sentimentale “Dieci inverni”, film d’esordio di Valerio Mieli selezionato al festival di Tokyo e già presentato all’ultima edizione del festival di Venezia nella sezione “Controcampo italiano”. In post produzione Michele attualmente conta due film: “Henry” di Alessandro Piva e “Noi credevamo” di Mario Martone, le cui uscite sono previste per il 2010.
Quest’estate il pubblico di Maremetraggio, in programma a Trieste dal 25 giugno al 3 luglio, potrà conoscere Michele Riondino attraverso le sue diverse interpretazioni cinematografiche e la sua viva voce: l’attore pugliese sarà a Trieste, ospite del festival, per parlare di sé, del suo lavoro e dei suoi programmi futuri. Per Maremetraggio la prospettiva sarà una scommessa sul futuro professionale di questo attore, che si è fatto notare fin dai primissimi passi della sua carriera cinematografica.
E per anticipare quella che sarà l’edizione 2010 di Maremetraggio, Michele Riondino sarà a Cortina, dal 19 al 21 marzo, tra i protagonisti della manifestazione “I co(r)ti tornano!”, curata da Maremetraggio.



