2011
Radioattività e Radio Fragola a Maremetraggio
9 lug
Le dirette di Radioattività e Radio Fragola dall’Hotel Savoia
Continua >
8 LUGLIO – QUEL BAGNO DI SPUMA NELLA FONTANA DI TREVI…
9 lug
QUEL BAGNO DI SPUMA NELLA FONTANA DI TREVI…
Maremetraggio 2011 vive la sua fase più piena ed euforica, quella da gustare attimo per attimo.
Mentre l’Italia è sotto la morsa di un caldo a dire poco tropicale, puntuali come non mai siamo al Giardino Pubblico per la consueta serata di cortometraggi.
Di bianco vestito, sorridente e simpatico, il giovane Andrea Bosca è arrivato a Trieste ed è proprio come ce lo aspettavamo: semplice e simpatico.
Inizio serata all’insegna di una memoria cinematografica collettiva a cui tutti siamo molto legati: “DOLCE VITA MAMBO!” di Antonello Sarno è un backstage ritrovato dallo squisito bianco e nero; ritroviamo Mastroianni, Anita Ekberg e Fellini al loro apogeo, tra un brindisi a via Veneto e qualche flash fotografico impertinente. Omaggio sentito e apprezzato.
L’autrice spagnola Cristina Molino vuole giocare con le mille possibilità della cinepresa e del montaggio; il suo “TE VAS?” immobilizza gli attori in pose quasi teatrali, ma sono azioni sceniche ingessate a tutto favore del cortometraggio, che oltrepassa la soglia del Reale.
Produce la Think Mol, ed è una gradevolissima proiezione.
“STANKA GOES HOME” di Maya Vitkova sventola bandiera bulgara, ed è una traversata attraverso le grigie scale di un condominio; la desolazione umana e il senso di impotenza possono acuirsi anche in situazioni di disagio quotidiano; un’altra ennesima dimostrazione di come il cinema “al femminile” riesca sempre a fornire una chiave di lettura alternativa.
“SZULETESNAP” di Sandor Csukas puntualizza quello sguardo a volte “spostato” dal baricentro consueto del mondo dell’infanzia che non tutti sono in grado di concretizzare.
Si tratta di un lavoro ungherese sempre condotto all’insegna del understatement.
Mentre, come simpatiche formiche cinefile, le presenze del backstage di Maremetraggio non perdono un frammento della serata, arriva la finale, fulminante visione del cortometraggio fuori concorso “VIVERE UNA FAVOLA” di Alice Tomassini.
A parere di chi scrive è un lavoro di ineguagliabile delicatezza, un ritratto di bambina sola o comunque in area di solitudine perenne, dalla straziante veridicità; complimenti sinceri ad un’autrice che salta a piè pari ogni trappola di déjà vu o peggio ancora di retorica, per offrirci una meteora di immagini sul mondo dei piccoli che non dimenticheremo.
La presenza del già citato Andrea Bosca permette la proiezione successiva ai corti del lungometraggio “AMORE, BUGIE E CALCETTO” di Luca Lucini, dove il talento ancora embrionale di questo giovane interprete appare comunque presente.
Esiste tutta una nuova corrente del cinema italiano che può contare su presenze nuove ed incentivate ad una maturazione artistica; come sempre Maremetraggio permette un proseguimento interpersonale delle visioni appena assimilate mediante gli incontri aperti al pubblico.
Sede preposta quest’anno, come già relazionato nei giorni scorsi, è l’Hotel Savoia Excelsior Palace dove Andrea Bosca lui meme sabato mattina sarà a colloquio.
Tra le presenze non ancora citate di Maremetraggio 2011 ci ha colpito per umanità e semplicità l’americano Mark Shilling: critico cinematografico, esperto di arti visive specialmente di area nipponica, si è subito ambientato tra le personalità italiane del nostro festival.
Last but not least, chi ama lo sport e quel senso quasi poetico dell’agonismo, avrà apprezzato venerdì sera il film “TATANKA” di Giuseppe Gagliardi: altro nome nostrano da tenere d’occhio.
Appuntamento a sabato, stavolta già dalla mattina per i succitati incontri all’Hotel Savoia e per gustare le eccitanti cerimonie di premiazione.
Tutta materia del prossimo diario di bordo, che non mancheremo di arricchire con le ultime avventure vissute.
Commenti sulla Sezione Ippocampo
8 lug
Interviste e commenti al pubblico sui lungometraggi in concorso, in particolare sul film “Et in terra pax”…
Continua >
7 LUGLIO – SOTTO LE STELLE … DEL GIARDINO PUBBLICO
8 lug
SOTTO LE STELLE … DEL GIARDINO PUBBLICO
Sotto le stelle del jazz, era il titolo di una famosa canzone di Paolo Conte, ma da quando c’è Maremetraggio, è tradizione giocare un pò con i titoli.
La serata fresca e rossa – almeno a guardare il cielo che a volte è ingannatore – si segnala per la ricchissima maratona di visioni che recupera quelle perse per esigenze pluviali.
Nastro di partenza per il naturalista ritratto familiare di COLIVIA di Adrian Sitaru: lui è un giovane regista rumeno straordinario nel dipingere le discussioni piccole e grandi, i momenti di incomprensione insiti in ogni nucleo domestico.
Ancora lo stesso perimetro geografico per il breve bozzetto sociale di DIN PARTEA CASEI di Dragos Iuga; ci si affeziona subito a questo vetusto e indifeso suonatore di fisarmonica, e il film è orgogliosamente dedicato a chiunque suoni per la strada. Sempre desta l’attenzione del corposo pubblico presente.
Non fa male in un epoca di comunicazione spinta oltre ogni eccesso e di over talking sfrenato, ritrovare le suggestioni del cinema muto come ci permette Myroslav Slaboshpytskiy; trattandosi di studenti sordo muti e della loro quotidianità in un collegio, gli unici rumori sono quelli onomatopeici e stradali. Particolarmente efficaci le sequenze in automobile, GLUKHOTA è un lavoro ucraino prodotto e distribuito dalla Arthouse Traffic lls.
Sembra desunto dallo storico “Blair Witch Project” il gelido, innevato incubo creato dal polacco Bartosz Kruhlik dove un macabro scherzo mediante videocamera si commuta in una vicenda dalle reminiscenze quasi metafisiche. Buona la prova degli attori e la fotografia quasi cristallizzata di Daniel Wawrzyniak; succede in HTTP://.
Come non affezionarsi al cagnetto casinista e affetto da smania di protagonismo del cortometraggio di animazione LISTEN TO ME! Di Elena Rogova? se potesse con la zampa firmerebbe il vecchio adagio di Andy Warhol “chiunque sarà famoso per 15 minuti”. Applausi a dir poco assordanti.
Il talento esistenzialista e pessimistico di Nick Cave funge da materia di ispirazione per il cortometraggio polacco MILLHAVEN di Bartek Kulas, dove una curiosa adolescente dai capelli stile Medusa ci coinvolge in una ballata sulla vita e sulla morte; colonna sonora dello stesso Nick Cave.
Bisogna avere una grande concentrazione e anche un pò di predisposizione a siffatte tematiche per apprezzare un lavoro assolutamente non convenzionale come PASSING dell’irlandese David Freyne, dove i cancelli non colorati ne consolatori della sofferenza si aprono per il regista come per lo spettatore.
Parzialmente interrotta durante la serata di pioggia ampiamente relazionata, la simpatica vicenda in stile operetta austriaca rappresentata da LEÇON DE TÉNÈBRES di Sarah Arnold, che è contemporaneamente un saggio sulla bellezza quasi sfrontata della musica classica ed uno studio sulla senilità, nella seconda parte il lavoro perde il proprio senso satirico per diventare poetico e romantico.
Ci spostiamo sui sentieri francesi per i tre velocissimi minuti del film di animazione PIXELS di Jean Patrick, una previsione sul futuro e su come le memorie computerizzate possono travalicare la volontà dell’uomo.
Sembra prerogativa dei giovani autori l’analisi a volte romantica a volte spietata di quella fase della vita che precede la fine di ogni esperienza terrena; diventa quindi quasi insostenibile la tensione emotiva che suscita il calvario dell’anziano protagonista di SCENT di Darren Bolton: in fondo a quel capezzale siamo chiamati tutti noi.
Molti soggetti di sesso maschile si riconosceranno nel giovane innamorato e persino violento al centro del corto di animazione CAFÉ ALLONGÉ di Maxime Paccalet: tra piroette di stampo orientale, salti assortiti, cadute e tumefazioni, la conquista di una bellissima sconosciuta può veramente fare uscire di senno. Animazione dai contorni onirici molto apprezzata dal pubblico.
Vorrebbero una scintilla di intimità e raccoglimento gli innamorati di ON NE MOURRA PAS; il brindisi per essere momentaneamente sfuggiti alle lame della guerra viene invalidato da un problema tecnico. Buon linguaggio simbolico per un cortometraggio che batte bandiera francese.
Frutto della coproduzione tra Giappone e Stati Uniti, JITENSHA di Dean Yamada ci trasporta accanto ad un giovane dagli occhi a mandorla progressivamente privato della sua bicicletta; il suo lungo tragitto tra strade, vicoli, ambienti popolosi e fumosi rappresenta il viaggio interiore a cui ogni soggetto umano va incontro; menzione d’onore per il giovane protagonista Yugo Saso.
Dolcissimo, tenero, quasi ammantato di una spessa polvere retrò: DOMINGUEROS della giovane autrice Nuria Gonzales Blanco, è un biscotto d’animazione friabile e simpatico.
Di tutt’altra pasta il lungo tunnel di pene e di angosce sceneggiato da Rafal Samusik per il suo REAL: la ricerca disperata di un autore che si nasconde dietro le tende mediatiche di internet è pretesto per parlare di malattie mortali e di come – attoniti – ci si può rapportare ad esse. Senza un filo di retorica il lavoro proviene dalla Polonia e conclude una lunga serata di proiezioni piacevolmente eterogenee.
Appuntamento a venerdì sera, mentre Maremetraggio 2011 si avvicina al suo clou.
Riccardo Visintin
Back in back – Il corso di cinema
8 lug
Dietro le quinte del corso di cinema, tenuto dal regista Stefano Gabrini, con i ragazzi del backstage…
Continua >


