2010

Sergio Rubini incontra il pubblico – guarda il video

L’incontro di Sergio Rubini con il pubblico di Maremetraggio all’Harry’s Bar.
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Friuli Venezia Apulia – Due Film Commission a confronto – guarda il video

Silvio Maselli e Federico Poilucci si confrontano sul funzionamento delle due film commission più dinamiche d’Italia. In chiusura l’esperienza di un film con produzione indipendente: “Amore liquido” di Marco Luca Cattaneo.
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Il maestro Talani, Francesco Festuccia e il Trio Radio Marelli – guarda il video

Il giornalista Rai Francesco Festuccia, accompagnato dal Trio Radio Marelli, presenta il suo “Alla faccia del bagnino”, libro intervista all’artista livornese Giampaolo Talani, che a Trieste porta la sua istallazione di ombrelloni da spiaggia e le pillole di “La rosa dei venti”, trasmissione da lui realizzata per la Rai.
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Paolo Ballini premia Josè Luis Montesinos per “LA HISTORIA DE SIEMPRE”

Tutti i premiati di Maremetraggio 2010

Alta affluenza di pubblico per questa 11° edizione del festival Maremetraggio: circa 1000 gli spettatori serali, tra Teatro Miela e Giardino Pubblico. Ricco anche il programma di questa edizione, che in 9 giorni ha presentato 85 cortometraggi, 11 opere prime, 3 lungometraggi nell’ambito della prospettiva dedicata a Michele Riondino e 15 film e un corto per la retrospettiva “Da Sergio a Rubini”, presentata dal 18 al 24 giugno come anticipazione del festival.

Alle 18 alla terrazza dell’Harry’s Grill dell’Hotel Duchi D’Aosta si sono svolte le premiazioni e i saluti finali di questa XI edizione di Maremetraggio. Questi, sezione per sezione, i premi consegnati:

Per la sezione Maremetraggio:

La giuria composta da RENZO CARBONERA, LUCA COASSIN, ANDREA DE MICHELI, ALESSANDRO DI ROBILANT, DANIELE ORAZI, VERONICA PIVETTI E ANNA POMARA ha assegnato i seguenti premi:

PREMIO ENEL AL MIGLIOR CORTO ASSOLUTO (10.000 EURO)
Motivazione: L’equazione del cinema. Raccontare una storia a chi vuole ascoltarla.
Nei campi e controcampi della vita Jose’ Luis Montesinos non ci fa scendere dal suo autobus. Un vero classico, compiuto, maturo e divertente. E’ bello perdersi e sorprendersi in questo inganno. L’inganno di sempre.
Il corto vincitore è “LA HISTORIA DE SIEMPRE” di Josè Luis Montesinos

La giuria assegna inoltre la MENZIONE SPECIALE a:

5 RECUERDOS” di Alejandra Marquez, Oriana Alcaine

DANSE MACABRE” di Pedro Pires

EL ENGARGADO” di Sergio Barrejon

PREMIO SHOP & PLAY CITTA’ FIERA AL MIGLIOR CORTO ITALIANO
Il corto vincitore è “L’ARBITRO” di Paolo Zucca ex aequo con “TV” di Andrea Zaccariello
Motivazione: Come un Kusturica alle prese con il porceddu, Paolo Zucca ci offre un piatto forte, aspro e a volte disarmonico, che nasce da un immaginario a volte sincero, passionale e potente: In una partita per la vita, tra Sant Agostino e Concetto lo Bello , ci si prende a calci nel polverone della marginalità, disegnando schemi di gioco imprevedibili, ma sempre, più spietatamente, in bianco o in nero.

PREMIO “AVANADE” ALLA MIGLIOR SCENEGGIATURA ITALIANA (NAVIGATORE)
Motivazione: Il film racconta con sobrietà ed efficacia il bisogno moderno di rifugiarsi in emozioni illusorie secondo i tempi e il linguaggio imposti dalla televisione. Come la protagonista vogliamo tutti essere salvati attraverso un consapevole abbandono alla finzione
Il corto vincitore è “TV” di Andrea Zaccariello

PREMIO CEI AL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DEI PAESI INCE (3000 euro)
Il corto vincitore è “MAMA” di Geza M. Toth
Motivazione: Dei quadri appesi a un filo…
Acquatico. Iperrealistico. Ipnotico

PREMIO “TRUDI” AL MIGLIOR CORTO DI ANIMAZIONE

Il corto vincitore è “JOSEPH’S SNAILS” di Sophie Roze.
Motivazione: Una lumaca tira l’altra. Ma il troppo stroppia. In una spirale di egocentrismo esasperato il protagonista ingloba se stesso e si ritrova. O si perde? Una metafora sempre nuova con uno sguardo raffinato, letterario e immaginifico allo stesso tempo.

PREMIO 242MOVIE TV AL MIGLIOR REGISTA (2000 euro)
Motivazione: Per la capacità di raccontare con garbo e ritmo una storia semplice e quotidiana rendendola avvincente fino alla fine e per l’ottima direzione dei giovani attori
Il premio va al corto EL ENCARGADO di Sergio Barrejon

PREMIO ASSOCIAZIONE MONTAGGIO CINEMATOGRAFICO E TELEVISIVO
La giuria composta da Carlo Simeoni, Vivì Castagnolo, Maddalena Colombo lo ha assegnato con la seguente motivazione: il moderno rito pagano di una partita di calcio. Il simbolismo di una società arcaica in una Sardegna pastorale ormai snaturata. Volti, dettagli e attimi senza tempo resi vividi da un montaggio visivo e sonoro di forte impatto, realizzato senza vuoti manierismi da Alessio Santoni.

Alessio Santoni per il corto “L’ARBITRO” di Paolo Zucca

Premio del pubblico “ZACAPA” al miglior corto
La giuria composta da trenta spettatori ha assegnato il premio a
LA HISTORIA DE SIEMPRE di JOSE’ LUIS MONTESINOS

Premio “GREENSPIRIT ELECTROLUX” al miglior corto sul tema della sostenibilità ambientale (2000 euro).
Il premio va al corto “GARBAGE ANGELS” di Pierre Trudeau (Canada)
Motivazione: Per aver trattato in modo originale, creativo e molto poetico, pur in un ambiente deprimente come quello di una discarica, un argomento così importante come la sostenibilità ambientale.

Premio “OLTRE IL MURO – PROVINCIA DI TRIESTE” al miglior corto italiano
Motivazione: per essere riuscito ad affrontare una tematica importante ed attuale con originalità ed ironia il premio di miglior film viene assegnato ad “AUTOVELOX” di Gianluca Ansanelli

Per la sezione Ippocampo

PREMIO FONDAZIONE ANTONVENETA ALLA MIGLIOR OPERA PRIMA

Motivazione: il film mette in scena la casualità del destino in maniera intrigante. Il tema del “doppio”, dell’ipotetico “se” viene rappresentato con una regia matura, una scrittura generosa, non intellettuale e soprattutto l’afflato idealistico evita con misura ogni tentazione retorica:è la storia di due possibili esistenze con tutti i sentimenti che ne conseguono e non la difesa di un’idea. La direzione degli attori per questo motivo risulta sicura e la loro interpretazione, soprattutto per il protagonista, colpisce con profondità il cuore di chi vede il film.

La GIURIA COMPOSTA DA MARCO ANTONIO BELARDI, MARINA MASSIRONI, MARCO SPOLETINI, MICHELE VENITUCCI E EDOARDO WINSPEARE assegna il premio per il miglior film a “DUE VITE PER CASO” di Alessandro Aronadio

PREMIO FONDAZIONE ANTONVENETA AL MIGLIOR ATTORE

Motivazione: la caratterizzazione del personaggio intenerisce in maniera molto credibile per l’ottima scrittura ma anche per la seria immedesimazione in un tipo umano che, se non gestito con misura, rischierebbe l’effetto contrario. Accanto a lui, in perfetta armonia, si contrappone un altro tipo, che con altrettanto rigore ci offre un ritratto di assoluta intransigenza, che cela un altro aspetto della fragilità umana.
Il premio va a EDOARDO LEO e MARCO BONINI per DICIOTTO ANNI DOPO

PREMIO FONDAZIONE ANTONVENETA ALLA MIGLIOR ATTRICE
Motivazione: l’attrice mette in scena una varietà di sentimenti con una misura allo stesso tempo autentica e profonda. L’emozione arriva al cuore attraverso un personaggio intelligente, che reagisce con coraggio ai cambiamenti della vita a dispetto della sua fragilità.

Il premio va a ISABELLA RAGONESE per il film “DIECI INVERNI” di Valerio Mieli

PREMIO 35 mm del PUBBLICO ALLA MIGLIOR OPERA PRIMA
Il film più votato è “Basilicata Coast to Coast” di Rocco Papaleo

PREMIO OFFICINE ARTISTICHE AD UN ATTORE ESORDIENTE

Motivazione: premio Officine Lab per la sua interpretazione nel film “Cosmonauta” dell’esordiente Susanna Nicchiarelli per la sua straordinaria naturalezza nell’affrontare per la prima volta un ruolo complesso che esprime con efficacia le difficoltà adolescenziali nell’epoca raccontata dalla pellicola. La sua recitazione coniuga molteplici aspetti che ci fanno presagire una brillante carriera nel cinema italiano.

Il premio va a MICHELANGELO CIMINALE per il film COSMONAUTA di SUSANNA NICCHIARELLI.

MENZIONE SPECIALE

Motivazione: al suo debutto questa giovane interprete colpisce per la sua disinvoltura, che rivela doti attoriali già evidenti.

Il premio va a MIRIANA RASCHILLA’ per il film COSMONAUTA

PREMIO CORAGGIO AD UN PRODUTTORE
Il premio va a PACO CINEMATOGRAFICA per il film BASILICATA COAST TO COAST

PREMIO DELLA CRITICA ALLA MIGLIOR OPERA PRIMA
La giuria è composta da ALESSANDRA COMAZZI, GIOVANNI BOGANI, LORENZO DI LAS PLASSAS, PAOLO SOMMARUGA, STEFANO STEFANUTTO ROSA

Motivazione: Nel solco della commedia all’italiana, un malinconico road movie, semplice e diretto, dove si ride e si piange, si litiga e si fa pace, si fanno strani incontri e alla fine del viaggio tutto può ricominciare. Da attore, e non è scontato, Leo dirige bene un cast affiatato e in sintonia con la qualità della sceneggiatura.
“Abbiamo cercato per anni io e Marco Bonini un regista che ci dirigesse ma non è mai arrivato quello giusto”, ha detto Edoardo Leo. Dopo questo esordio, diciamo noi, e questo è anche un augurio, non dovrà più perdere tempo a cercare.
Nel paradosso di un anno ricco di esordi convincenti nonostante crisi economica e tagli che penalizzano il cinema, dopo aver apprezzato la qualità dei titoli selezionati dal Festival, il Premio della giuria della critica va a

Diciotto anni dopo di Edoardo Leo

Diario di bordo del 2 luglio

Posizionati al centro di Piazza Unità d’Italia, gli ombrelloni biancoazzurri rimandano alla mente i colori di Maremetraggio; si tratta di un’installazione dell’artista e regista Giampaolo Talani.
Disponibile ed umano, Talani è stato uno dei tanti incontri della vorticosa giornata di venerdì; suoi anche i poetici minifilm “Rosa dei venti” che hanno aperto ogni serata del Festival ed allietati dalla presenza del funambolico “Trio Marelli”.
Caldo ogni oltre umana sopportazione, perfino la pioggia che ad un certo punto ha sorpreso i presenti non porta alcun refrigerio; per fortuna la grande emozione cinematografica collettiva fa dimenticare ogni sforzo fisico.
Atteso dai moltissimi appassionati di Cinema e preannunciato dalla Retrospettiva al Teatro Miela, Sergio Rubini accoglie il suo pubblico ed il pubblico accoglie lui: con la medesima naturalezza.
Totalmente al di fuori dagli atteggiamenti divistici, Sergio ha raccontato una piccola parte della sua lunga avventura, da quando Federico Fellini lo volle per “Intervista”, senza che l’attore pugliese avesse la benchè minima speranza di essere reclutato.
Coordinato da Maurizio Di Rienzo, l’incontro è da scrivere tra i momenti migliori di Maremetraggio, non solo in riferimento a questa undicesima edizione.
Mentre un inaspettato arcobaleno ridisegna la volta celeste, arriva anche Veronica Pivetti ed è subito un tourbillon di strette di mano, battute e momenti di improvvisata e spontanea comunicazione.
Giovanni Ianesich è una figura ormai familiare a Maremetraggio, ed anche quest’ultima serata vede la sua presenza come ragguardevole presentatore; palpabile l’emozione al Cinema Estivo Giardino Pubblico, per l’ultima serata dedicata ai cortometraggi.
Parte proprio Veronica Pivetti con il suo debutto nella regia: “Qui giace” come già ribadito è uno straordinario confetto al pepe che ironizza su cimiteri e tradimenti.
Veronica è presente ellè meme ed insieme a Chiara Valenti Omero conquista gli ospiti con la sua verve spumeggiante; la sua presenza era all’interno dell’Evento Speciale.
All’improvviso arriva anche Sergio Rubini, accolto di nuovo da una standing ovation quasi commovente; lui stesso esordisce con una battuta fulminante: “siete così tanti… ma siete veri o sono semplicemente sagome di cartone?”
Doppio regalo, visto che dopo la sua presenza arriva lo straordinario cortometraggio “Sputo” di Umberto Marino: se qualcuno avesse dei dubbi sulla caratura interpretativa di Rubini, ecco la straordinaria caratterizzazione di un clochard a smentirli una volta per sempre.
Quindi, spazio aperto alla lunga rassegna di cortometraggi giunta al suo apogeo.
Partenza in gran spolvero con il recupero di alcuni cortometraggi previsti per sabato sera; inizia l’Italia con “Autovelox” di Gianluca Ansanelli, premiato nella sezione “Oltre il muro” dagli ospiti della Casa Circondariale di Trieste.
Spassosi, sanguigni otto minuti di satira sul mondo delle multe automobilistiche.
Con piacere visioniamo nuovamente “Le genre humain” di Patrick Bossard, che giovedì sera era stato afflitto da inconvenienti tecnici.
Si tratta del piccolo racconto di un gruppo di persone al bar che scopriranno l’unione attraverso i cori collettivi.
“TV” di Andrea Zaccariello ha uno straordinario merito: quello di costruire una tensione narrativa lodevole nel racconto a due incentrato su di un’agenzia di recupero crediti.
Ancora avanti con “Lights” di Giulio Ricciarelli che ricorda certe surreali commedie del primo Pupi Avati ed è gustoso nella sua ironia nei confronti delle Istituzioni; produce la Nakedeye Prodution.
A seguire “Garbage Angels” di Pierre Trudeau, che sembra il velodromo del Cinema di animazione, con oggetti tra i più disparati che si sbizzarriscono con le possibilità della cinetica.
Si prosegue con il film di Guido Tortorella “Cronaca di un rapimento”: talmente coinvolgente da suscitare continue risate tra il pubblico; difficile non divertirsi di fronte ad una famiglia pasticciona che sfrutta l’abilità con la videocamera del primogenito per imbastire un clamoroso ricatto.
Menzione d’onore per una brava attrice come Patrizia Loreti, che fa piacere rivedere e che ricordiamo in tanto pregevole teatro e cabaret dagli anni Ottanta.
Dai tempi di Francois Truffaut e del suo “I 400 colpi”, l’analisi del mondo infantile ha sempre rappresentato una miniera per gli autori; ne prende atto compiutamente lo spagnolo Sergio Barrejon nel suo “El Encargado”.
Il custode del titolo ha nove anni e deve sorvegliare i compagni più indisciplinati; c’è una sorpresa finale che si aggiunge a quella di vedere degli interpreti così giovani e bravi.
Altissimo livello tecnico e letterario per l’apologo privato “Stiller see” della tedesca Lena Liberta: la casa sul lago al centro della vicenda diventa il luogo simbolico dove un padre poco presente deve far fronte a situazioni pesanti come massi.
E’ di nuovo Spagna con “Socarrat” di David Moreno Perèz, ancora introspezione di matrice psicoanalitica ed un giovane protagonista dal talento naturalistico.
Francesco Prisco, regista di “Fuori uso”, vince una sfida difficile: quella di concretizzare una storia apparentemente assurda; al centro uno straordinario Gianmarco Tognazzi sempre più in crescita come interprete.
Non dimenticheremo questo introverso venditore di polizze che dai bagni degli Autogrill fa nascere un’ossessione d’amore.
Quasi un omaggio cinefilo al film “Quarto potere” di Orson Welles è il corto “Citizen versus Kane” del francese Shaun Severi che contempla uno straordinario e scarmigliato David Sterne.
Ipotesi quasi jettatoria sugli asservimenti della multimedialità.
Sperando nella clemenza della metereologia, appuntamento a sabato per le cerimonie delle premiazioni. Citando Sir Alfred Hitchcock “il Cinema è la vita senza i momenti morti”.

Riccardo Visintin

L’incontro dedicato al premio Mattador – il video

Annunciata la cinquina dei finalisti della sezione a soggetto
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Diario di bordo dell’1 luglio

Simile ad una bellissima giostra (ovviamente cinematografica), la seconda settimana di Maremetraggio 2010 allinea appuntamenti di prestigio, dibattiti e proiezioni a tamburo battente.
Il pomeriggio incandescente vive uno dei suoi momenti migliori con il premio Internazionale per la Sceneggiatura “Mattador”.
Altrettanto atteso l’incontro con Gianclaudio Cappai al Teatro Miela, preceduto dalla proiezione del suo “So che c’è un uomo” che rappresenta l’evento Extralarge.
La serata di celluloide inizia come da copione con tre cortometraggi recuperati dalla serata di sabato.
“Lesh Sabreen?” di Muayad Alayan (Palestina) è una virulenta e passionale storia di emancipazione dai dogmi politici e sociali.
Per amore un ragazzo ed una ragazza sfidano il mondo.
“Le Genre Humain” di Patrick Bossard è purtroppo andato in onda con problemi tecnici; rimane l’impressione di un’opera raffinata, quasi boulevardienne.
“True Beauty This Night” di Peter Besson (USA) è un divertente e surreale racconto amoroso nato dopo una rapina; come spesso succede in questi cortometraggi il regista si diverte a giocare con il pubblico come un gatto con il topo.
Inizia quindi la programmazione normale con il cortometraggio “Mama” di Gèza M. Tòth, una specie di sogno sopra una terrazza, dove una ragazza allinea i panni di un bucato infinito mentre il mondo dietro a lei assume proporzioni stravolte.
Una visione eccentrica, gradita dagli astanti.
Una commedia che sembra seduta su una miccia surreale è quella ordita da Philippe Lamensch per il suo “Legende de Jean l’inversè” (Belgio), storia di un personaggio nato con i piedi alla rovescia.
“Jesusito de mi vda” (Spagna) di Jesus Perez Miranda recupera le forme acenstrali del sogno infantile in una cornice soffusa.
Chiaramente autobiografico.
“Sputnik 5″ diretto da Susanna Nicchiarelli è uno spaccato di pregevole animazione sviluppato sulle tematiche care a questa regista. Presente a Maremetraggio 2010 anche con il film “Cosmonauta” l’autrice conferma l’impressione di un talento in divenire.
Ancora Italia per “L’arbitro” di Paolo Zucca, prodotto dall’istituto superiore etnografico di Nuoro: un film che utilizza ancora una volta l’universo calcistico per parlare di percorsi umani.
Tensione emotiva in crescendo per “Directions” di Kasimir Burgess, lodevole soprattutto per l’estremo controllo della macchina da presa negli spazi aperti.
“After Tomorrow” di Emma Sullivan è un altro momento intenso della serata: come diceva Ingmar Berman, quando si parla di contatti umani è bene bilanciare i silenzi con le parole; forse addirittura commovente nella sua rarefatta fattura.
Ha i toni del giallo suburbano “Taxi Wala” di Lola Frederich, dove in fondo il tema nodale è sempre la ricerca di una direzione.
Di nuovo Spagna con il giovane regista Mario De La Torre che firma “La Condena”, ove i protagonisti sono semplicemente perfetti.
Quando ormai è notte fonda (ma il pubblico è rimasto in platea) giunge il momento della coppia Robin Noorda – Bethany The Forest con “Red-End And The Seemingly Symbiotic Society”: sottolineato da una incessante litania techno, seguiamo attoniti per la qualità tecnica delle immagini le vicissitudini di una comunità di formiche; produce la “Rocketta Film” di matrice olandese.
Appuntamento non solo per venerdì sera, ma anche per tutta la giornata di venerdì poiché non ci sarà il tempo di annoiarsi con le molteplici proposte di Maremetraggio 2010.

Riccardo Visintin

Il focus sulla Bulgaria – il video

Tavola rotonda con i registi dei corti bulgari presentati a Maremetraggio, la direttrice artistica del Sofia Film Festival Mira Staleva, la presidente del festival Maremetraggio Maddalena Mayneri, Matteo Rosati per l’Unesco e un rappresentante della regione Friuli Venezia Giulia.
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GLI OMBRELLONI DI TALANI SI APRONO IN PIAZZA DELL’UNITA’ D’ITALIA A TRIESTE

L’installazione dell’artista Giampaolo Talani è parte di un articolato omaggio del festival Maremetraggio al maestro livornese

Dopo Firenze e Berlino l’installazione del maestro livornese Giampaolo TalaniGli ombrelli della libertà” giunge a Trieste, nella piazza più grande d’Europa affacciata sul mare. Saranno circa una cinquantina infatti gli ombrelli da spiaggia a righe bianche e blu che l’artista  farà “volare” il 2 luglio, nell’ambito del festival Maremetraggio, nel suggestivo contesto di Piazza dell’Unità d’Italia.

Nell’arte di Giampaolo Talani gli ombrelloni sono simboli ricorrenti. Per l’artista, nato sul mare ed intimamente legato alla sua battigia e al vento della sua costa, rappresentano i pensieri, che volano via assieme all’anima e che vanno chissà dove in balia dei venti della vita. Sono soprattutto i testimoni silenziosi e gentili della fragilità degli esseri umani.

Oggetti familiari e romantici che non portano la libertà ma sono liberi di andare dove vogliono; non gridano, sussurrano pensieri leggeri. Ci aiutano a ricordare che tutto sarà portato via alla fine da un vento. Così Talani racconta: “Spesso accade che il vento si confonde e fa volare, di qua o di là da un muro anche gli uomini assieme agli ombrelli. Bisogna capire però che tra gli uni e gli altri non c’è poi tanta differenza. Tutti e due hanno scheletro, meccanismi ad incastro ed estremità che si aprono e si chiudono, ricoperti di stoffa colorata. E’ facile sbagliare! Il vento poi non ha occhi, è solo un respiro forte e veloce, e gli ombrelli non sono interessati dal pensiero della libertà o da quello della prigione. Sta dunque solo, e come sempre, agli uomini dover scegliere quali ombrelli prendere al volo e stringere forte. Quando il vento arriva a portarli via.”

Tra le sue più celebri installazioni ricordiamo quella di Berlino, in occasione del ventennale della caduta del muro, dove ha accostato i famosi ombrelloni all’ultimo frammento di quella barriera, come forte metafora di libertà ed ancora quella allestita per l’inaugurazione della sua personale a Palazzo Vecchio, che con la forma di un giglio ombreggiava Piazza Signoria. Talani da oltre trent’anni è tra i protagonisti indiscussi dell’arte internazionale: dal giovanile ciclo di affreschi di fine anni ’70 per la Chiesa di San Vincenzo (Livorno), suo paese natale, alle mostre americane ed europee degli anni ’80 e ’90, alle grandi esperienze pubbliche di Napoli, Arezzo, Fiesole, Milano, Bologna, Palermo degli anni 2000. Fino al noto e ammiratissimo affresco della Stazione di Firenze Santa Maria Novella, Partenze, con cui ha saputo richiamare l’attenzione mondiale sull’attualità artistica di quella città. Il maestro livornese si distingue inoltre per la sua abilità di incisore, ma soprattutto per la pittura a fresco di cui è – tra i contemporanei – uno dei pochi profondi conoscitori. Ha esposto a New York, Washington, Parigi, New Orleans, Innsbruck, Colonia, Amburgo, Düsseldorf, Beirut, Parigi, Berlino.

Ultima tappa Trieste, dove oltre all’installazione a Talani il festival Maremetraggio dedicherà un omaggio a tutto tondo.

Ogni giorno infatti al Cinema Estivo Giardino Pubblico, in apertura e chiusura delle proiezioni targate Maremetraggio verranno proposte le “pillole” della trasmissione televisiva “Rosa dei venti. L’isola che c’è”, realizzata da Talani per Rai 1, che racconteranno l’artista attraverso la sua pittura, le sue installazioni e la sua poetica. Per finire, venerdì 2 luglio alle 11 alla Terrazza dell’Harry’s Grill la presentazione del libro, a lui dedicato, di Francesco FestucciaAlla faccia del bagnino” sarà un nuovo omaggio al talento e alla bravura di Giampaolo Talani. Insieme al maestro livornese e al giornalista Rai a intrattenere il pubblico ci sarà lo scoppiettante swing del Trio RadioMarelli.

Diario di bordo del 30 giugno

Quando un film è bello, potresti rivederlo mille volte senza stancarti mai.

Le immagini sullo schermo diventano compagne fedeli del tuo percorso esistenziale, ci penserai fermo al casello in autostrada, quando si farà più stretta la fitta della nostalgia, nei momenti di gioia.

Questo è il Cinema.

Maremetraggio è un Festival che crea affettività, legami e sodalizi; in altre parole, assolve ad una missione universale di condivisione artistica.

Quasi insopportabile, il caldo pomeridiano rifluisce in un vento umido, e si teme di nuovo la pioggia.

Falso allarme e per fortuna siamo di nuovo al Giardino Pubblico per la consueta serata all’insegna del Cinema.

Si parte con altri tre corti provenienti dalla programmazione prevista per sabato sera scorso.

“Marisa” (Spagna) di Nacho Vigalondo, narra di un terreno neutro, sollevato da terra e dalle azioni degli uomini, dove un soggetto maschile insegue un suo ideale di donna.

Arriva poi “Mushroom of the storm”: è uno stupendo corto d’animazione ad opera del polacco Jan Stelizok.

Fantascienza tutta da ridere, ludica e felicemente strampalata.

“Mobitel mania” di Darko Vidackovic è di nuovo un esempio di cartoon estremamente dovizioso da un punto di vista grafico; ne è protagonista una donna stilizzata alle prese con le diavolerie fonetiche.

Ripresa poi della normale programmazione con il divertente “Arret demande” (Francia) di Thomas Perrier che dimostra come l’adulterio – specie se improvvisato – può fare brutti scherzi.

Scappato alla chetichella dall’alcova della sua bella, un giovane si sottopone al pubblico ludibrio in abiti femminili.

“Danse macabre” (Canada) di Pedro Pires sembrerebbe un film del terrore, ma l’apparenza inganna: si tratta di un concentrato quasi filosofico di sofferenze esistenziali.

Dopo tante immagini di dolore e di morte, nel finale c’è una purezza quasi sacrale.

“La drumul mare” (Romania) di Gabriel Sirbu parte come un agguato a fini di lucro in una macchina, ai danni di una giovane donna; la vicenda diventa confronto-scontro tra vittima e carnefice.

Ecco quindi arrivare “La vita nuova” (Francia) della coppia Christophe Gautry e Arnaud Demuynck: è un’opera che sfrutta ogni possibilità del bianco e nero e dei giochi di disegno; quasi un omaggio a capolavori dei primordi quali “Lo studente di Praga” e “Il carretto fantasma”.

“Ninò Balcon” della spagnola Pilar Palomero è un racconto bagnato di luce e di sensuali canti madrileni. Protagonista è il ragazzo del balcone, orecchie grandi e il vizio di starsene incollato alla sua inferriata.

Ma con l’amore tutto (o quasi) può cambiare.

“The Kinematograph” di Tomek Baginski proviene dalla Polonia ed è un raffinatissimo disegno animato sul potere della scienza e dell’amore.

Una vecchia canzone di Kate Bush, “Cloudbursting” parlava proprio di questo.

Molto audace, immune da sbavature romantiche e di un cinismo neppure tanto ironico, “This is her” (Nuova Zelanda) è una storia piena di nodi dolorosi, dove la maternità e la gelosia sono dei pianeti gemelli e discordanti.

La scoperta della sessualità e insieme un bel momento di solidarietà tra adolescenti è inquadrato con buon senso del Cinema da Maria Eng nel suo “Rep” (Svezia).

“La minute vieille” di Fabrice Maruca è una fulminante barzelletta gay raccontata da coloratissime signore.

“Amiche” di Massimo Natale ci riporta in Italia, e vede Cecilia Dazzi e Corinne Bonuglia al centro di una turbinante vicenda discotecara, dal drammatico finale.

Un bel lavoro che coniuga fiction a SOS sociale.

La regista tedesca Judith Kurmann è una parata di giovani ragazze sul viale della vita, tra sfide ed orgoglio malcelato; una storia di donne raccontata da una giovane donna.

Mentre la pioggia è ormai definitivamente scongiurata, eccoci agli ultimi due lavori in cartellone.

Piace al pubblico, ed è giusto che sia così, “L’homme est le seul oiseau qui porte sa cage” di Claude Weiss, spaccato sociale d’animazione dalle tinte fosche che diventa parabola sugli sforzi che la fantasia opera per vincere un destino avverso.

“Classes Vertes” del belga Alexis Van Stratum, prodotto da La Luna Production, è un lancinante ritratto d’infanzia che pone molti quesiti sul rapporto tra madre e figlio.

Semplicemente superlativi i protagonisti: il piccolo Martin De Myttemaere e Catherine Salee.

Un ricco vassoio di offerte cinematografiche, in attesa della prossima serata.

Riccardo Visintin