Diario di bordo – Day 07


Giovedì 7 luglio – Day 07

Istantanee da un festival. Quante mani da stringere, quante persone che conosciamo per la prima volta o che rivediamo dopo tanto tempo, un luna-park di sensazioni forse impossibili da descrivere.

Fa molto caldo, anzi caldissimo, ed un appropriato refrigerante può essere rappresentato dalle proiezioni serali. Seduzione infinita del Cinema.

Partenza letteralmente…col botto per le peripezie professionali del protagonista di Herman the German di Michael Binz…arriva dalla Germania e ci consente spassose risate sulle fobie e le idiosincrasie che possono scatenarsi nel bizzarro corridoio psicologico umano.

Il colore cinematografico della serata vira decisamente verso il nero profondo con Kingdom of Garbage di Yasir Kareem.

Siamo di fronte ad una vicenda lancinante nella quale i bambini sono martiri sociali ed ogni diritto viene ignorato.

Gustoso come una tortilla ed inebriante come un bicchiere di sangria, ecco arrivare sullo schermo il Messico popolato da animali canterini di Los ases del corral.

Dirigono i giovani Sevilla e Báez ed intorno ad un coloratissimo jukebox si dipana una singolar tenzone al gusto di peperoncino.

Reca con sé la solenne cadenza di una tragedia greca Ryba Moya della regista russa Taya Zubova…abbiamo davanti agli occhi una autentica sinfonia per immagini che parla di gravidanza, dove l’acqua diventa modus operandi narrativo in un susseguirsi di bellissime immagini di notti senza buio ed anzi multicolorate, di danze fino alla catarsi finale della nuova nascita.

Teatro – o meglio cinema da camera – per Draft Eight di Chris Chalklen dove in un salotto borghese stile Harold Pinter un personaggio si confronta con i propri rimorsi, sostenendo una architettura verbale molto accattivante.

In Italia avrebbero potuto interpretarlo magnificamente due assi del nostro miglior palcoscenico quali Glauco Mauri e Roberto Sturno, volendo creare un piccolo gioco di citazioni.

Cortometraggio di animazione, Penjači di Siniša Mataić ci trasporta nel mondo adrenalinico di due giovani alpinisti e la continua ricerca di emozioni forti li porterà ad una fattiva riconsiderazione delle loro esistenze.

Sentiamo un sincero moto d’affetto nei confronti della dolce vecchietta che si occupa scrupolosamente di una bagno pubblico; nel suo piccolo mondo di persona semplice persiste quel senso del magnifico da baule della nonna ricco di oggetti preziosi. Succede nel cortometraggio d’animazione Bagni di Laura Luchetti.

L’ambiente carcerario ribalta ogni genere di convenzione e di abitudine, annulla il microcosmo personale e costringe a fidelizzare con le istanze mai prese in considerazione prima.

Sapiente dosatore di emozioni l’autore francese Laurent Scheid racconta questi nodi espressivi in Tout va bien.

Brando De Sica è notoriamente un giovane figlio d’arte ma dimostra di conoscere già le possibilità narrative del mezzo cinematografico; il suo cortometraggio Non senza di me ha oltretutto il merito di consegnarci una buona prova drammatica di Max Tortora, attore generalmente apprezzato per la sua vis ironica. Inaspettato il finale in autentica salsa thriller.

Nuovamente alla ribalta la tematica della disabilità fisica, e delle legittime istanze di questa delicata frangia della popolazione; Hole del canadese Martin Edralin, un Lago dei Cigni dalle rive accidentate.

Dissacrante la satira politica proposta dal francese Aurélien Laplace con Une poignée de main historique; come sempre quando si tratta di personaggi molto noti la risata nasce dall’osservazione di come la Storia possa riservare piccole o grandi gag molto piccanti.

Quando a Roma nevica di Andrea Baroni ci riporta in un contesto tutto italiano attraverso una vicenda di violenza a tinte forti ambientata nelle zone della Capitale meno da cartolina.

Scene di brutali pestaggi, urla concitate ed un messaggio in sottotraccia…non esiste realtà interpersonale che non si colleghi prima o poi anche a quella sociale in una filiera inesorabile.

Una bellissima luce viola illumina la Piazza Verdi ancora gremita di spettatori, mentre tante altre immagini sono appena scorse al Cinema Ariston, e senz’altro ne riparleremo.

Claude Chabrol, forse uno dei registi della Nouvelle Vague francese più rappresentativi, diceva che la condivisione del Cinema è l’optimum come una coppa di fragole esige la propria porzione di panna montata.

Non potremmo essere più d’accordo, e contestualmente anche noi vi invitiamo a vivere insieme le fasi centrali di International ShorTS Film Festival di Trieste.

Che le proiezioni continuino! Appuntamento a venerdì sera.

Riccardo Visintin