Diario di bordo di martedì 4 luglio


“UN MARTEDI’ SERA DALLA MAREA MOVIMENTATA…”
Martedì mattina, Maremetraggio Village, è di scena il cinema italiano; accolti da un vento caldo più propizio del solito, il regista della “Cura del Gorilla” Carlo A. Sigon e la sempre sagace moderatrice Cristina Bonadei hanno giocato di fioretto per più di un’ora, sollecitando le domande del pubblico, incuriosito oltretutto nella presenza del grande divo holliwoodiano Ernest Borgnine nel cast del film.
Mentre proseguono le lezioni pomeridiane di cinema al gazebo di Piazza della Borsa (martedì è di scena la fotografia e la sua applicazione ai moduli cinematografici), cresceva palpabile l’attesa per la serata al Giardino Pubblico: saremo stati abbandonati dalle folle calcistiche, tese come corde di violino per la singolar tenzone Italia – Germania?


Non è andata così, il pubblico di Maremetraggio si è ancora una volta distinto per partecipazione e si è avuta una nuova bellissima serata al cinema.
Inizio da dieci e lode con “After the rain” del russo Dusan Gligorov: prima o poi bisognerà affrontare seriamente la storiografia del nuovo cinema sovietico, sempre aperto a nuovi timbri narrativi.
Seconda scintilla d’autore per “Podorozhni” di Igor Strembitskyy acuminato apologo sulla follia e sull’infanzia che è più crisalide che farfalla.
“Bere il mare” di Guido Tortorella è un piccolo capolavoro e lo diciamo con spirito patriottico assolutamente non obbiettivo! Risolto come una gelida, inquietante ed eppur viva cronaca da un annegamento, raggiunge nel back-out finale il suo vortice drammatico.
Il senso dello spazio, lo spostamento, i tempi e i movimenti remerati: la cineasta irlandese Margaret Corkery rispetta tutte le convinzioni della cinematografia del suo paese grazie al suo “reso conto da una spiaggia” intitolato “Killing the afternoon”.
Torniamo a casa nostra con le atmosfere grottesche e surreali de “L’Aria” di Daniele Prato, lavoro che non poteva mancare a “Maremetraggio” vista la presenza di una sensualissima Claudia Pandolfi formato sirena!.
Compare in questo lavoro, per inciso travestito a donna, un bravissimo caratterista italiano quelle Renato Scarpa (“Una sacco bello”, “Suspiria”, ecc.).
Il talento un filino sarcastico di Manuel Saiz garantisce il risultato si “Specialized Technicians Required: being Luis Porcar”, spassosa dissertazione sul mondo dei doppiatori.
Ancora cinema italiano di qualità (idee e protagonisti degni di questa definizione) per “Mai dove dovremmo essere” di Davide Mannella, quasi una fiaba metropolitana che gustiamo per i suoi toni delicati senza pretendere assurde veridicità.
“Il ragno, la mosca” di Emanuele Scaringi chiude in bellezza recuperando quel senso irresistibile del parossismo che fu il sale (ed il miele) della commedia italiana.
(Chapeau!) ecco “Sopra e sotto il ponte” di Alberto Bassetti, davvero un buonissimo film italiano, un doloroso spaccato dove ogni personaggio viene approfondito dal punto di vista psicologico.
Lode alla straordinaria Isabel Russinova per la sua sorprendente prova d’attrice.
Appuntamento a mercoledì sera.
 
di Riccardo Visintin